Al market

SupermarktSei al banco degli affettati, profumino di salami e formaggio e commessa che taglia, affetta, ritaglia, riaffetta… Altro?
Dispiace non far passare una simpatica signora che teneramente mi dice: “ho solo da prendere una cosina per la cena”.
La signora è lo stereotipo della mamma, tratti del sud, capelli corvini tinti, un viso che potrebbe essere quello di una donna tra i 40 e i 60 anni. Un sorriso tenero, la voce tremolante e affaticata.
Io affaticato lo sono, tardo pomeriggio, basso ventre esausto per il vorticoso movimento testicolare causato dalla giornata in ufficio e tanta tanta voglia di buttarmi su un divano.
Il DiperDì, di corso Adriatico (esiste Corso Adriatico a Torino? Lungo come un vicolo e mezzo) è un market piccino che ha un po’ tutto e segue la legge del market creativo, detersivo vicino ai Kiwi, acqua sopra le uova, insalatina già lavata insieme ai datteri di 15 natali fa. Il nome poi la dice lunga. Ah! Fantastici colleghi del marketing! DiperDì. Un po’ ogni giorno, poco poco, a misura di massaia, quasi una vecchia drogheria, solo con le cose che compri giorno dopo giorno senza l’angoscia della spesona.
Faccio un cenno da bravo ragazzo alla signora che ringrazia e parte con le richieste alla commessa.
La voce diventa marziale e risoluta, secca e arcigna.
Aaaalloooraaa… mi dia… mezzo chilo di cotto, quello in offerta perché … bla bla bla…
Pooooi… mi dia della coppa… magari 3 etti… ma come è la coppa? E’ graaaassaaa?.. bla bla bla …
Eccoooo… ha del lardo? siiii? Ah… ma non con le spezie… nooooo, non quello… sa una volta l’ho preso e bla bla bla…
Poi mi da dell’Asiago, del Gorgonzola, del Taleggio e un pochetto di ricotta… Ma è salata? No… allora… bla bla bla…
Aaaargh… Altrooooo?
Ecco… due chili di salamino, delle alici marinate, un etto di stracchino … e pooooi… ha dei bei filoncini di pane? Ma non troppo duro, ma neanche troppo molle… sa perché… bla bla bla…
(il tutto è realmente durato un quarto d’ora, che neanche Gandhi avrebbe resistito dal tirarle sulla fronte una confezione di nutella da 1Kg)

E’ l’ultima massaia che lascio passare al banco degli affettati. La prossima l’affetto… Altroooo???

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7 commenti

  1. modernizzati! vai al mercato! ecco in breve perché:
    1. se non ti fai infinocchiare, i prodotti sono anche parecchio migliori e costano decisamente meno
    2. una passeggiata al sabato mattina presto ad un mercato è socializzante, salubre ed istruttiva, e anche per un agorafobico come me è sopportabile (se poi sei un simpatizzante del catch e di Antonio Inoki ti consiglio di andarci tra le 11 e le 17)
    3. riesci a trovare prodotti assurdamente buoni, introvabili e non comparabili con i commerciali da supermercato: es. burro fatto in casa, formaggio testun, vari affettati da ogni dove, compresi chistorra spagnola e salumi rumeni, verdura e frutta quasi “vera”
    4. ne hai due relativamente vicini a casa

    🙂

  2. Gli unici che faccio passare davanti – se proprio devo – sono quelli alla cassa. Se io il carrello pieno e c’è un/a tizio/a con un solo prodotto e basta ho la certezza che sarà veloce e allora mi concedo questo atto di generosità. 😀

  3. No non ci posso credere!
    Io mi sarei girato e sarei andato via noncurante!

    E’ vero comunque, la spesa è una trincea! Vince chi riesce a trovare quesi cavolo di prodotti a buon costo che fra un po’ mettono, non sull’ultimo piano, ma sotto le mattonelle!!!

  4. Ciao, MAI fare passare nessuno davanti, a volte potresti perdere ore per nulla.
    Quando lo chiedono a me fingo di non sentire.
    La fila è uguale per tutti ( Solo che molti chiedono di passare ma al contrario non lo fanno)