Facebook cambia interfaccia e d’un colpo sparisce la crisi economica, scompaiono i temi seri di tutti i giorni, tutto si oscura.
Tutti a parlare di Facebook che cambia faccia. Tutti spaventati dal cambiamento.
Siamo una civiltà decadente.
Sincerità, la sfida…
La conzoncina che ha vinto Sanremo (beh sì dai, si sente solo quella) mi ha fatto un po’ riflettere.
Sarà che sentire 40 volte al giorno in radio… Sinceritààààà…
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
… Mi ha fatto pensare alla “sincerità”, al fatto che la nostra società si regge quasi solo sul gioco delle parti. Sull’essere sinceri o meno con il prossimo. Se ci pensate bene, di fatto, non lo siamo quasi mai. Per un motivo o per un altro, o per puro istinto di sopravvivenza non lo siamo praticamente mai, se non dichiariamo i nostri pensieri sinceri quasi sempre inventiamo qualcosa di “non vero” oppure “una via di mezzo”.
A volte c’è di mezzo l’educazione, che ti impedisce che di dire, che so, al signore che saluti tutte le mattine davanti all’ufficio che ha un riportino drammatico e che si veste come un gangster degli anni ’30. Ovviamente la sincerità così diventerebbe crudeltà, o anche pericolo, visto che le persone, in genere, non sono preparate, e possono anche reagire male. Molto male. E quindi abbiamo paura.
Allora mi chiedo: ma quando siamo veramente sinceri? E soprattutto, essere schietti a volte è meglio che mentire in modo deliberato, seppur a piccole dosi? La verità fa sempre male?
Dovremmo tutti essere sinceri, sinceri fino in fondo. Avere il coraggio di dire tutto quello che ci passa per la mente, con molta libertà, senza remore, senza pregiudizi, infrangendo così il buon senso, la cordialità (che è spesso è intrisa di falsità).
Sono regole, lo so. Regole nate per garantire la socialità. Ma se per un giorno, un solo giorno le infrangessimo?
Se fossimo sinceri fino in fondo per una giornata intera? Sembra facile, ma in realtà è un’impresa quasi impossibile.
Chi sta al gioco? Chi è disposto a sfidare la sorte e le conseguenze di un eccesso di sincerità senza limiti?
Io lo farò.
Sì lo farò giovedì prossimo. Sarà il mio giorno della sincerità. Ho deciso. Chi si unisce alla sfida? Chi ha il coraggio “sincero” di portare avanti una cosa di questo tipo?
Chi lo farà dovrà, ovviamente, dirlo nei commenti e raccontarmi(ci) cosa è successo.
Sono curioso. Chi accetta la sfida?
Un anno fa. Oggi.
Un anno fa siamo stati a Roma.
Un weekend bellissimo. In una città meravigliosa, che amo moltissimo.
Era anche il suo compleanno.
Auguri carissimo Emiliano (finalmente al ritorno dall’esilio in terre lontane).
Crisi scaccia crisi?
Qualche anno fa si parlava di come sarebbe finito il mondo. Non tutto il mondo, solo quello degli odiati capitalisti.
Stavamo rintanati in qualche circolo sinistrorso e profetizzavamo la fine di una ideologia, di una casta, del malcostume diffuso. Del Dio Denaro.
Eravamo ex-comunisti, ex-socialisti, ex-qualcosa, ma chi più chi meno aveva da dire la sua. Si profetizzava un po’ e spesso ci toccavamo anche le palle. I sinistroidi generalmente si portano anche sfiga da soli.
Qualcuno diceva che la crisi sarebbe arrivata. Che il mondo capitalista sarebbe crollato come il Muro. Wall Street avrebbe prima o poi rivelato quanto era “vuoto” il mondo del business, delle azioni, delle corporation, della finanza, dei lobbisti.
Solo che nessuno, in cuor suo, immaginava che prima o poi tutto questo sarebbe successo veramente. Anche perché i sinistroidi doc che conoscevo io erano anche dei bei borghesotti, spesso “figli di papà” e ancora più spesso potenziali figli di puttana. Senza voler offendere nessuno per carità.
Si diceva – Siam figli di operai! – E alla fine noi, i veri “poaretti” convinti o di status eravamo sempre in minoranza numerica. Ma non voglio parlar di questo.
La crisi c’è. E’ qui. Crolla tutto.
Silvio dice che dobbiamo essere ottimisti. Ma a me suona un po’ strano: è come se il boia dicesse al condannato – Stai tranquillo. Sii ottimista –
L’ottimismo di Silvio è sicuramente sincero. Lui non è che abbia molto da perdere. Ha più di 70 anni (ma non lo sa e non lo vuole sapere). E’ ricchissimo. Ha in mano il potere in uno Stato di idioti che lo ha nominato capo e idolo di pene e virtù. Ha tutto. Cosa puà perdere?
Si diceva…La crisi c’è. E’ palpabile.
E diciamolo. Nessuno sa veramente cosa fare, anche perché tutti sperano di non essere davvero colpiti e intanto tergiversano. Esorcizzano la cosa continuando con la loro vita di sempre.
Lo so bene. Perché lo sto facendo anche io.
Mi rode solo una cosa. Tra le tante, questa mi rode di più.
Avevamo ragione.
Il capitalismo è scoppiato. Ora spuntano miliardi di euro e dollari (ma dove cazzo li prendono?) e tutti sanno come annientare la crisi. Ma la cosa che più mi spaventa è che i problem solver della situazione sono proprio coloro che hanno creato la crisi. Sono convinti (forse solo Obama non lo è, forse) che si possa rimettere a posto tutto. Tutto come prima.
Sciocchezze.
Non sarà mai tutto come prima. Ma prima di cosa? Siamo sicuri che la crisi sia nata solo da un malfunzionamento finanziario? Da qualche mutuo saltato per aria in qualche paesino del nord-est degli Stati Uniti?
Per superare la crisi dobbiamo ricostruire tutto. Tutto. Dobbiamo ripartire da zero.
Non possiamo ripartire costruendo ponti e cementificando la nazione. Non possiamo ricostruire partendo dalle centrali nucleari. Non si può salvare un’industria che fa acqua da tutte le parti con incentivi per auto da idrogeno che … semplicemente quella stessa industria, stupidamente non ha mai prodotto.
Perché la Indesit chiude in Piemonte per riaprire in Polonia? E’ vera crisi o solo un pretesto per fare una plateale e rapida riorganizzazione? 600 dipendenti per strada e manager sempre al loro posto? Non mi risulta che si sia dimesso l’amministratore delegato della Indesit. Non mi risulta.
E soprattutto, non possono risolvere la crisi dei politici ultra settantenni che tra 10 anni saranno già cibo per vermi (tutti meno Silvio che è eterno).
Va ricostruito il sistema, ma soprattutto va ricostruita la testa delle gente. L’idea di diventare ricchi con il fumo è nelle nostre teste e ovviamente è un’idea quasi impossibile da estirpare.
Ok. Da dove iniziamo? Ditemi cosa fare e lo faccio volentieri e con molto ottimismo (quello vero).
Iniziamo mandando a casa manager incapaci e politici corrotti? Bello eh?
Iniziamo dalla raccolta differenziata? Fighissimo, molto politically correct.
Iniziamo creando posti di lavoro nel sociale? Molto Democratic.
Iniziamo con la riduzione delle cose superflue (gli sms? il doppio cellulare?), tagliandoci lo stipendio (per chi può) del 30%, 40%, andando al lavoro in autobus, statalizzando (e redistribuendo) il 50% dei depositi bancari sopra i 400 mila euro?
Meno bello eh?
Demagogo che non sono altro.
Scomunicatevi da soli
La Chiesa sta tornando nel Medioevo. O forse, in qualche caso, non ne è mai uscita.
Leggere queste cose per un credente è doloroso. Dolorosissimo.
Sono sempre stato “ostile” al Clero (soprattutto quello che “dirige” da troni dorati) e trovo che questa sia l’ennesima goccia che fa traboccare il vaso.
Non riesco a trovare una spiegazione “umana” a tanta idiozia.
Non ci riesco.
La pedofilia è un vizietto che, a quanto pare, alla Chiesa Cattolica non disturba poi molto.
La propaganda non silenziosa e il normalismo
In questi giorni sono stato bloccato a casa per un forte mal di schiena.
La “vecchiaia” (come direbbe qualcuno) e gli acciacchi di stagione mi hanno costretto a vedere un po’ di TV della mattina e del pomeriggio.
Ero preparato a tutto, davvero a tutto. Anche a vecchie puntate di Colombo in replica o alla famiglia Bredford.
Ma in realtà si tratta di un’immensa macchina da guerra, anzi no, da “propaganda”, con un target preciso: pensionati, casalinghe e “moderati” indecisi.
E’ una enorme macchina elettorale, studiata benissimo e a questo punto, c’è da dire, praticamente infallibile e imbattibile.
Queste le caratteristiche ricorrenti dell’enorme show progettato per supportare il governo:
– Esponenti del PDL mascherati da persone normali “apolitiche” presenti in interviste e in talk show (ne ho contati ieri ben 4 in 2 emittenti diverse, una RAI e una Mediaset). Uno lo hanno anche beccato da Giletti Domenica credo…
– TGCom con notizie “allodola” con una frequenza impressionante. Spostano l’attenzione su fatti diversi da quelli che dovrebbero attrarre in realtà l’attenzione del pubblcio. Vedi caso Eluana, quando i problemi erano altri.
– Interviste con strani esperti (economisti, sociologi, psicologi) tutti schieratissimi a destra e tutti pieni di “luoghi comuni” e di accenni al “buon gusto” e al “normalismo” (non è “normale” che sia così… Le persone “normali” non lo fanno, ecc. ecc.).
– Richiami costanti a cose che il governo sta facendo o sta per fare (assolutamente ovunque).
– Richiami non diretti a successi del governo italiano (quali?) e differenze dell’Italia in crisi rispetto ad altre nazioni altrettanto in crisi, ma messe peggio. Grandissima un’intervista ad un esponente della PDL che diceva che in realtà i disoccupati italiani prendono quasi uno stipendio vero, a differenza di altre nazioni.
E’ una cosa impressionante.
Ieri ho persino pensato che alcune frasi delle telepromozioni contenessero dei richiami all’azione di governo. Sarà che ho qualche paura di troppo o che vedo il “babau” dappertutto?
In ogni caso complimenti a chi ha escogitato tutto questo. 5 reti televisive spostate in modo “silenzioso” o “non silenzioso” a destra con questa maestria è un lavoro non da poco. Soprattutto di coordinamento. Se poi aggiungiamo grandi testate (!!!) come Libero e il Giornale … (e testate piccole, ma gratuite…), il gioco è fatto.
Un consiglio agli esponenti dell’opposizione. A tutti.
Vi fanno vedere (forse) solo sul TG3 e su La7. Nella altre reti vi fanno il “panino” (prima uno del governo, poi uno dell’opposizione (magari uno di Casini!) e poi uno del governo (di solito Capezzone).O non vi fate intervistare o se lo fate… Siate chiari!!! Non si capisce mai nulla di quello che dite!!! Parlate alla ggente, non come ad un seminario di sociologia. La gente vuole frasi chiare, corte e con dentro qualcosa. Grazie.
