Crisi scaccia crisi?

Qualche anno fa si parlava di come sarebbe finito il mondo. Non tutto il mondo, solo quello degli odiati capitalisti.
Stavamo rintanati in qualche circolo sinistrorso e profetizzavamo la fine di una ideologia, di una casta, del malcostume diffuso. Del Dio Denaro.
Eravamo ex-comunisti, ex-socialisti, ex-qualcosa, ma chi più chi meno aveva da dire la sua. Si profetizzava un po’ e spesso ci toccavamo anche le palle. I sinistroidi generalmente si portano anche sfiga da soli.
Qualcuno diceva che la crisi sarebbe arrivata. Che il mondo capitalista sarebbe crollato come il Muro. Wall Street avrebbe prima o poi rivelato quanto era “vuoto” il mondo del business, delle azioni, delle corporation, della finanza, dei lobbisti.
Solo che nessuno, in cuor suo, immaginava che prima o poi tutto questo sarebbe successo veramente. Anche perché i sinistroidi doc che conoscevo io erano anche dei bei borghesotti, spesso “figli di papà” e ancora più spesso potenziali figli di puttana. Senza voler offendere nessuno per carità.
Si diceva – Siam figli di operai! – E alla fine noi, i veri “poaretti” convinti o di status eravamo sempre in minoranza numerica. Ma non voglio parlar di questo.

La crisi c’è. E’ qui. Crolla tutto.
Silvio dice che dobbiamo essere ottimisti. Ma a me suona un po’ strano: è come se il boia dicesse al condannato – Stai tranquillo. Sii ottimista –
L’ottimismo di Silvio è sicuramente sincero. Lui non è che abbia molto da perdere. Ha più di 70 anni (ma non lo sa e non lo vuole sapere). E’ ricchissimo. Ha in mano il potere in uno Stato di idioti che lo ha nominato capo e idolo di pene e virtù. Ha tutto. Cosa puà perdere?

Si diceva…La crisi c’è. E’ palpabile.
E diciamolo. Nessuno sa veramente cosa fare, anche perché tutti sperano di non essere davvero colpiti e intanto tergiversano. Esorcizzano la cosa continuando con la loro vita di sempre.
Lo so bene. Perché lo sto facendo anche io.

Mi rode solo una cosa. Tra le tante, questa mi rode di più.
Avevamo ragione.
Il capitalismo è scoppiato. Ora spuntano miliardi di euro e dollari (ma dove cazzo li prendono?) e tutti sanno come annientare la crisi. Ma la cosa che più mi spaventa è che i problem solver della situazione sono proprio coloro che hanno creato la crisi. Sono convinti (forse solo Obama non lo è, forse) che si possa rimettere a posto tutto. Tutto come prima.
Sciocchezze.
Non sarà mai tutto come prima. Ma prima di cosa? Siamo sicuri che la crisi sia nata solo da un malfunzionamento finanziario? Da qualche mutuo saltato per aria in qualche paesino del nord-est degli Stati Uniti?

Per superare la crisi dobbiamo ricostruire tutto. Tutto. Dobbiamo ripartire da zero.
Non possiamo ripartire costruendo ponti e cementificando la nazione. Non possiamo ricostruire partendo dalle centrali nucleari. Non si può salvare un’industria che fa acqua da tutte le parti con incentivi per auto da idrogeno che … semplicemente quella stessa industria, stupidamente non ha mai prodotto.
Perché la Indesit chiude in Piemonte per riaprire in Polonia? E’ vera crisi o solo un pretesto per fare una plateale e rapida riorganizzazione? 600 dipendenti per strada e manager sempre al loro posto? Non mi risulta che si sia dimesso l’amministratore delegato della Indesit. Non mi risulta.

E soprattutto, non possono risolvere la crisi dei politici ultra settantenni che tra 10 anni saranno già cibo per vermi (tutti meno Silvio che è eterno).

Va ricostruito il sistema, ma soprattutto va ricostruita la testa delle gente. L’idea di diventare ricchi con il fumo è nelle nostre teste e ovviamente è un’idea quasi impossibile da estirpare.

Ok. Da dove iniziamo? Ditemi cosa fare e lo faccio volentieri e con molto ottimismo (quello vero).
Iniziamo mandando a casa manager incapaci e politici corrotti? Bello eh?
Iniziamo dalla raccolta differenziata? Fighissimo, molto politically correct.
Iniziamo creando posti di lavoro nel sociale? Molto Democratic.
Iniziamo con la riduzione delle cose superflue (gli sms? il doppio cellulare?), tagliandoci lo stipendio (per chi può) del 30%, 40%, andando al lavoro in autobus, statalizzando (e redistribuendo) il 50% dei depositi bancari sopra i 400 mila euro?

Meno bello eh?
Demagogo che non sono altro.

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3 commenti

  1. Non sei Demagogo.
    Bellissimo post.
    Anch’io sono ottimista, nel senso inverso però. Ottimista del fatto che il Sistema crolli e si rincominci a impostare la vita degli Esseri Umani in modo diverso. Che tutto non sia rivolto ad una Crescita Impossibile. Quello che dobbiamo salvare è la Civiltà Umana non la sua economia. Quello che dobbiamo cambiare è il nostro rapporto con il Pianeta e gli altri. Sono ottimista sul fatto che gli Stati falliranno e si ricomincerà dalle Piccole realtà locali. Certo ci saranno anche momenti terribili.
    Visionario che non sono altro.

  2. Sergio, hai ragione…
    Si dovrebbe pensare ad un mondo meno “industrializzato” e complesso. Un mondo più umano, dove si produce quello che da da vivere e la giusta felicità per tutti. Poca magari, ma per tutti.
    Da demagogo a utopista.