Vorrei sedermi in riva al fiume…

Bisogna esser forti. Perché alla fine non è consentito essere deboli.
Nel fiume inarrestabile della vita a volte uno vorrebbe trovare un ramo, afferrarlo e rimanere lì fermo, un po’ di tempo. Magari sarebbe bello uscire dal fiume, sedersi sulla riva e riposare, pensando alle tante cose belle che ci sono nel fiume e al poco tempo che uno ha per godersele. Sulla riva un po’ per rifiatare, dormire, riprendere le forze.
Ma non si può, bisogna nuotare nel fiume, con le lacrime dentro, come se nulla fosse. Nessuno alla fine sa veramente quello che provi. E’ nello stato umano delle cose.
Non si può dire “mi fermo un po’, ora sono debole”… Non si può sempre trovare una giustificazione.
Non si può fuggire. E quella riva tranquilla rimane solo un’agognata utopia.
Flush… Flush…

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4 commenti

  1. se hai il coraggio di piangere mentre nuoti non sentirai il bruciore delle lacrime salate che ti scorrono sul viso.. alimenterai invece le acque che ti stanno guidando.. e la sofferenza del presente sarà unita alla speranza del domani.. puoi smettere le falcate e lasciarti galleggiare.. ma non smettere mai di andare.. di lasciarti portare.. vai avanti.. sempre avanti.. tenendo la bocca chiusa.. a volte non serve far domande.. o attender risposte.. basta non sottrarsi al corso del fiume.. lui sa dove portarti.. occorre solo fiducia.. solo lasciarsi andare..

  2. lasciati sostenere anche da chi ti vuol bene, che è il toccasana migliore.
    al più, galleggerai per un po’ senza una direzione precisa, ma è normale. Capisco perfettamente, comunque, che l’aspirazione più forte sia quella di ritirarsi per un po’. E lascia che le esperienze, anche quelle dolorose, ti passino attraverso con tutto il loro carico di emozioni, non tenerle per forza dentro di te. Un abbraccio

  3. e chi ha detto che non ci si possa fermare un po’ sulla riva? Dove è scritto che non si possano riprendere le forze? E soprattutto perchè fermarsi dovrebbe significare essere deboli, o rallentare una giustificazione?
    La forza sta proprio nel riconoscere di avere bisogno di rifiatare e nell’assecondare questo bisogno. La fuga secondo me è il non fermarsi. Fermati, piangi, respira, lasciati aiutare…fai qualunque cosa ti possa aiutare sia a guardare in faccia le tue emozioni, sia poi a rituffarti nel fiume più consapevole e con più forza di prima.

  4. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
    lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
    sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati. Neruda

    E’ Natale ogni volta
    che riconosci con umiltà
    i tuoi limiti e la tua debolezza. Madre Teresa di Calcutta

    Non esiste “lo stato umano delle cose”. Esistono gli esseri umani. Ognuno può essere unico. Uscire dal gregge, quello è coraggio. Laura…:)