Varianti tragiche (e ridicole) della legge sulla privacy

298758 27
269852 24
298200 28
266121 30
244966 21

Indovinate cosa nascondono questi numeri.
La legge sulla privacy sta creando dei mostri.
E’ terribilmente stupido omettere i dati quando servono. E paradossalmente chi vuole quei dati li ottiene senza colpo ferire. Provate a dare una disdetta a Telecom, dopo un giorno vi arrivano le offerte di tutti gli operatori telefonici del pianeta.

Comunque… Indovinate che numeri sono quelli sopra. E cosa nascondono.

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9 commenti

  1. Sono numeri di matricola di studenti universitari e relativi voti. Condivido la tua insofferenza per il Testo unico per la privacy in molti casi.

  2. Non consiglio a nessuno di tentare la disdetta..ti massacrano di telefonate!!diventi preda di ogni operatore di call center..frustrante..

  3. Dalle perplessità di Giovanni si deduce che 244966 è la matricola di Giovanni!!!!
    W la legge sulla non privacy!!!

  4. I voti nelle bacheche a muro e digitali per gli scritti all’università di torino dovranno essere così: numero matricola e voto.
    Geniale eh?

  5. Nelle Scuole medie superiori succede di peggio. Già da qualche anno nei cosiddetti “quadri” i voti dei ragazzi bocciati non venivano riportati e ci si limitava alla dicitura “non ammesso alla classe successiva”. Chi veniva promosso con il cosiddetto “debito formativo”, vedeva quest’ultimo indicato da un sei “rosso” (cioé sottolineato di rosso) accompagnato dalla dicitura “promosso ai sensi della legge … “. Da quest’anno nei quadri esposti al pubblico i sei “rossi” sono scomparsi e così ogni riferimento all’eventuale debito: tutti uguali, in apparenza, quelli pienamente promossi e quelli che hanno il loro debituccio. Gli interessati trovano all’interno della pagella (consegnata durante il relativo ricevimento finale delle famiglie) la letterina con l’indicazione del debito e il voto reale. Personalmente trovo che in questo caso la tutela della privacy entri in conflitto con l’esigenza di trasparenza e di controllo sociale, cioè pubblico, sugli atti della scuola. E poi, se privacy deve essere, allora lo sia fino in fondo: si espongano i quadri senza voti, con l’indicazione dei promossi e dei bocciati, e per il voto la pagella consegnata individualmente (come accade nella scuola media inferiore); non si consegnino più i compiti corretti in classe davanti a tutti, non si dicano più i voti delle interrogazioni se non privatamente. Portiamo il ridicolo all’estremo e facciamola finita.

  6. a questo punto la cosa migliore sarebbe non pubblicare nulla: gli interessati vadano a chiedere il proprio voto al docente. Ad Agraria (dove ci si segnava per gli esami con nome, cognome, matricola e telefono su un foglio a quadretti strappato nella bachechina fuori dal dipartimento) alcuni docenti facevano così, soprattutto per gli esami dove non c’erano 300 persone…