Prime uscite di “coppia”

Sabato sono uscito con Lorenzo da solo per la prima volta. Non era proprio un’uscita, diciamo che abbiamo fatto da “soli” lui e io più dei canonici 10 minuti che servono a volte per addormentarlo in carrozzina.

Sabato mattina invece eravamo io e lui e l’intento era sempre quello di addormentarlo, ma avevo anche bisogno di fare una commissione e così, mamma C. a casa e via. Spavaldi più che mai, con carrozzina addobbata come se andassimo al polo. Non si sa mai, una corrente d’aria e tac! si rischia il primo vero raffreddore. E a noi i rischi piacciono poco.

Quindi, dicevo… Spavaldo più che mai mi imbuco in via Tripoli, nota via Torinese caratterizzata da traffico e smog, strombazzamenti e palazzi anni ’60 che potrebbero far impallidire per bruttezza quelli della  tanto “odiata” Milano.

Tutto bene fino davanti al negozio dove dovo entrare. Al mio tentativo di stop ecco il primo urlo. Lorenzo piange, e piange parecchio. Oddio che faccio? Torno indietro proprio ora? Nooo… Io devo avere il mio momento tecnologico settimanale.

Azzardo. Lo prendo in braccio (nel polare clima di Torino). Rischio il raffeddore e punto l’ingresso del negozio.

Ma la carrozzina (che poi è una supertecnologica attrezzatura pesante e di enormi dimensioni)? Ecco arrivare la commessa impietosita. Apre la porta, mi aiuta con la carrozzina e io posso entrare, spavaldo con Lorenzo in braccio.
Ma ecco che succede l’imprevisto. Dopo aver raggiunto la meta, non riusco a concludere la missione. Dovevo chiedere un sacco di cose commerciali e tecnologiche alla commessa di turno e invece… Parlo per 30 minuti di Lorenzo, che intanto ha attratto l’attenzione delle commesse e di tutto il negozio.
Tra i “che bello”, “ma quanto ha?”, “che meraviglia!”, perdo di vista il mio obiettivo. E con il petto gonfio di orgoglio rispondo alle domande e ringrazio per i complimenti.
Esco dal negozio seguito dallo sguardo delle commesse che salutano Lorenzo e mi accorgo che non ho chiesto un cazzo di quello che dovevo chiedere. Missione fallita.
Lorenzo intanto dorme felice nella carrozzina e io mi sento comunque pieno zeppo di orgoglio e con il cuore in pace torno a casa un po’ dispiaciuto: la nostra prima uscita a due è stata troppo breve.

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5 commenti

  1. Detto anche “effetto cucciolo” (si, succede anche con i cagnolini) è la situazione “tipo” di quando si decide di stare in strada con in braccio (o al fianco nel caso dei quadrupedi) il pargolo. “Oh che bello, ma quanto ha? Quanti anni ha?” sono frasi fatte 😀

    Comunque fantastica cronaca, sono bei momenti indubbiamente 😛

  2. Impossibile resistere davanti a un bambini piccolo … va a finire che per fare 4 passi ti fermano 10 volte per farti i complimenti , orgoglioso tu vero neo papà? 🙂

  3. ecco come mettere in secondo piano la tecnologia. Tra poco dimenticherai a casa anche il cellulare e ti troverai in tasca il ciuccio, il biberon e la bavaglia. 🙂
    In bocca al lupo.

  4. negozi di tecnologia in via tripoli?
    la prossima passeggiata annunciala per tempo, che mi farebbe piacere presentarmi al nuovo arrivato.
    ciao