Se i cinesi dedicassero alla costruzione di uno Stato di diritto la cura che hanno riservato a quest’inaugurazione olimpica, potrebbero farcela.
Cito questo bel post da Pechino del bravo Beppe Severgnini perché mi è sembrata la cronaca più veloce, efficace e fedele dell’avvio dei giochi in salsa cinese. Le Olimpiadi di Pechino 2008.
Un evento fantastico, di quelli che si ricordano (per due settimane?) funestato dalla notizia della guerra in Georgia (ma non esisteva la tregua olimpica?).
E’ vero. Il mondo sembra più bello quando c’è l’Olimpiade. Ma alla fine sappiamo tutti che il Mondo non è poi così bello. Questi eventi servono come placebo per farci dimenticare quanto siamo inguaiati e quanti casini circondano le popolazioni della Terra. Ma va bene così, non ci si può sempre lamentare.
Stamattina guardando la gara di ciclismo ho notato una cosa che mi ha lasciato perplesso. Sembrerà una banalità, ma mi ha comunque colpito. I corridori correvano per strade suiggestive, con segnali stradali, ordinate, ben asfaltate, con cartelli pubblicitari, ecc. ecc. . Sembravano strade “normali”. Sembravano strade di un qualunque posto del mondo “civilizzato”. Un paese qualunque. Solo che nella nostra mente malata da occidentali di “larghe vedute” la Cina non è un Paese civilizzato. I Luoghi comuni furoreggiano nelle nostre menti, le battute sui simpatici Cinesi tutti uguali, copioni e pericolosi sono all’ordine del giorno.
Ho la sensazione che più di un miliardo di persone abbiano l’occasione di dichiarare al mondo che il mondo non li conosce per niente.
Una vetrina come quella delle Olimpiadi può essere una prima occasione per ricordare a tutti (me compreso) che abbiamo di fronte una Nazione forte, coesa, piena di creatività e di risorse. Hanno problemi con i diritti umani (ma anche in Texas…), con l’inquinamento (ma anche da noi fino a 10 anni fa…), con la politica (noi non possiamo parlare…), con le occupazioni militari (beh sono in buona compagnia …), ma non hanno debiti con la storia. Al massimo hanno qualche buon credito.
Speriamo che questo spettacolo di 16 giorni serva ad aprire le nostre menti, al di là dei luoghi comuni e degli involtini primavera congelati che ci annebbiano la vista da troppi anni.

1 commento
Severgnini all’opening di Atene quattro anni fa ha detto esattamente la stessa cosa ovvero: “Questo è il mondo come tutti noi vorremmo che fosse..”, allora era stata una bella affermazione, oggi in Cina la cosa diventa priva di senso..