Laura … “Sporca negra”

foto: S.MontesiLeggere questa storia mi ha fatto molto male.
E’ probabile che sia vera, anzi quasi sicuramente è vera. E se questa è la realtà di una bella città di provincia come Modena mi viene da pensare che in altri posti (più metropolitani) sia peggio. Molto peggio.

(foto S. Montesi).

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8 commenti

  1. Personalmente oltre ad essere dispiaciuto sono arrabbiato perchè è successo anche a me, ovviamente in condizioni e situazioni diverse. Può sembrare assurdo, ma seguendo presso l’università di Torino (Ivrea in particolare) mi è capitato di incontrare persone che non sapendo da dove venissi hanno iniziato a insultare e parlar male del sud italia..figuriamoci cosa può accadere ad una ragazzina con la pelle di un colore diverso dal nostro, soprattutto se circondata da adolescenti a cui probabilmente, anzi sicuramente, già a casa viene inculcata una cultura razzista.. Personalmente mi schifo quando sento queste cose e a volte mi vergogno pure di avere la pelle bianca..

  2. Kunda says: niente di peggio che le belle cittadine di provincia da questo punto di vista… (parlando naturalmente in generale e non nello specifico geografico)…

  3. sorry ma ho dato un esame oggi e non sono esistita. aggiungo che hai una simpatica propensione a chiamarmi nell’orario della doccia e io sono senza credito- se god vuole stanotte ricarico- se ti urge manda mail su sk…domattina leggo:-)

  4. vabbene…ma sinceramente mi sembra un’esagerazione. mica siamo davanti al ku klux klan. è solo un gruppo di ragazzini coglioni, figli probabilmente di coglioni ignoranti, che hanno replicato i comportamenti appresi da genitori coglioni e ignoranti.da bambino qualche volta mi hanno preso in giro perchè ero ciccione (e quindi a mio modo diverso) ma Repubblica non ha mai scritto articoli sulla cosa. Insomma, un conto è la necessità (anzi il dovere) della tolleranza, un altro è la propaganda buonista liberal chic ecc.

  5. amico mio non credo che sia la stessa cosa… credo che il problema esista e non solo perché lo segnala Repubblica. Siamo un popolo con un razzismo latente, a volte esplode. Non siamo migliori di altri e neanche peggiori di altri. Detesto quando sento dire che noi Italiani siamo buoni con tutti. Un paese di gente “Bbbona” dentro. Un cazzo! La sola presenza delle Lega testimonia che siamo un popolo con problemi seri (arretratezza culturale? Cialtronaggine? Ignoranza?)…anzi serissimi.

  6. Prima di tutto vorrei complimentarmi con Axell per il blog (Non so se lo sai, ma ti ho anche linkato sul mio, spero che non ti dispiaccia) e poi commentare questa storia mi da i brividi.
    Hai ragione, quando dici che siamo un paese di razzisti latenti e ora sembra di stare tornando ai “bei tempi passati”.
    Non ci sono commenti. Però che la madre di Anna sappia che i bambini, quando sono piuttosto piccoli, tendono ad assomigliare ai genitori. Le esclamazioni razziste non le imparano dalla tv, ma più spesso dai genitori che prendono a modello.
    Davvero non ci sono parole.

    Angel

  7. io mica volevo dire che noi italiani siamo “boni” con tutti. Ma nemmno si può dire che siamo un Paese di razzisti. Fatevi un pò un giro nel resto del mondo e ditemi se esiste un Eden dove l’integrazione e la tolleranza hanno livelli più alti che qui in Italia. Idealizziamo troppo il resto del mondo e deprechiamo troppo noi stessi: soliti vizio nazionale. Non ci sarà mai un giorno in cui la diversità sarà accettata come normale: è scientifico. Siamo tutti diversi da tutti (grazie a Dio!!) e ognuno non accetta qualcosa dell’altro. Ogni tanto capita che i figli più cretini della società prendano a male parole qualcuno perchè è nero, grasso, pelato, gay, ecc…è brutto e spregevole, ma tecnicamente umano! Non voglio esaltare l’italia, ma mi sembra sia uno dei posti in cui i valori dell’accoglienza, della solidarietà umana e dell’integrazione sociale sopravvivono meglio. Che poi ci sia una frangia irriducibile di idioti è più che normale, no? Viceversa, mi preoccupa il buonismo politically correct: c’è una specie di complesso di inferiorità in questa nostra Italia, che porta le maggioranze ad essere eccessivamente tolleranti e prone nei confronti delle minoranze. E’ un dibattito di questi giorni. Succede allora che non solo non si denuncia chi apre scuole arabe clandestine perchè (per razzismo) non accetta l’integrazione dei propri figli con gli italiani, ma addirittura si finanzia il prosieguo di tale attività. Succede che appena si parla di PACS ci sono i soliti clericali del cazzo che si indignano, ma anche gli militanti gay fuori dal mondo (una minoranza nella minoranza che però fa la voce grossa e si arroga diritto di rappesentanza) che vorrebbero subito passare all’estremo opposto sognando un mondo di coppie omo che si sposa in chiesa, adotta bambini e convince tutti che l’eterosessualità è una malattia mortale. Insomma, la prossima volta mi auguro che i bambini stronzetti e precocemente razzisti ricevano più sberle dai loro genitori e meno attenzione da parte dei giornali.