L’agenda di carta del 1998

ithinkposterPer caso ho ritrovato a casa dei miei una vecchia agenda. L’ho sfogliata, lentamente, un po’ timoroso.
E mi sono immerso nel 1998. L’agenda di un anno bellissimo e bruttissimo al tempo stesso. Un anno di svolta. L’anno dei primi passi nel mondo post-laurea. L’anno di brucianti delusioni amorose.
Ho ritrovato Andrea di dieci anni fa e la cosa mi ha incuriosito e un po’ turbato.
Ho letto velocemente quello che appuntavo, a volte meticolosamente, tutti i giorni. Iniziavo a usare l’agenda del cellulare e forse di lì a poco il primo Palm, ma dentro l’agenda di carta c’era un po’ tutta la mia vita.
In realtà non ho mai usato molto le agende, se non per pasticciarci sopra o prendere appunti. Gli appuntamenti li ho sempre tenuti a mente e lo faccio tuttora. Ho tante sfighe, ma una memoria di ferro.
Sono spuntati fuori vecchi amici, che ora faccio fatica a ricordare, piccoli e grandi eventi. Pezzi di carta con numeri telefoni incomprensibili e nomi che non mi dicono quasi nulla. Uno mi ha riaperto un po’ la memoria, un appunto su un foglietto di carta di un bar di Chioggia, un nome che credo cercherò prima o poi su Facebook per sedare un po’ la mia curiosità. E poi biglietti di auguri, biglietti del treno (sempre la solita tratta Torino-Moneglia andata e ritorno), la lettera del congedo da militare, un paio di carte di cioccolatini, un abbonamento del Toro, un vecchio “santino” di D’Alema (probabile reliquia da Festa dell’Unità, il PDS si era trasformato in DS)…

Al fondo, nascosti in una piega, ho trovato i primi appunti con password di email e di siti internet. Forse sono server ancora attivi, prima o poi provo ad entrarci. Ho ritrovato anche la mia password di Rocketmail, che, per chi non lo sapesse, è la “mamma” gloriosa di Hotmail, ma stiamo parlando a tutti gli effetti di preistoria della Rete.
Ho ritrovato i miei numeri di cellulare di una volta, vecchi appunti su come impostare del codice html “innovativo” (i famigerati “frames”) e un meraviglioso accesso a Napster. Quello sicuramente non funziona più, però quanti MP3 mi ha regalato all’epoca della “new economy” quella meravigliosa invenzione!

Un’agenda polverosa è un’arma a doppio taglio. Ti mette davanti a cose che in effetti non vorresti più vedere o ti ricorda parti della tua vita che in dieci anni si sono dissolte senza aver (quasi) lasciato traccia.
Ho ritrovato la prenotazione per l’Ostensione della Sindone del 1998 (realizzata via mail!) e una mole impressionante di biglietti da visita. Spiegazzato in un angolo uno scontrino quasi illeggibile dell’Euromercato (ora Carrefour) che racconta l’acquisto di due spade medievali giocattolo (da 7.500 lire) e un modellino di Aston Martin. Un mistero.

Al fondo dell’agenda trovo anche un listino prezzi di un service provider con cui collaboravo. Si legge… Spazio su disco server a Mb: 150.000 lire, pagina Internet in lingua italiana: 100.000 lire, contatore visite animato su homepage: 150.000 lire… E un fantomatico Modulo Commerciale alla modica cifra di 400.000 lire (ma che cazzo era? un form?). Nostalgia dei bei tempi che furono e il sorriso nasce spontaneo.

Un foglietto nel blocco di appunti contiene qualche riga scritta a penna. Non so se l’avessi inventata o presa da qualche canzone, ma comunque sa molto di “Bacio Perugina”.

“A volte si pensa che le cose siano diverse da come le immaginiamo, altre volte che siano curiose, strane, difficili da comprendere. Il tempo farà il lavoro per noi e alla fine tutto sparirà per ricominciare e allora troveremo cose difficili da immaginare, curiose, strane e tanto difficili da comprendere”.

Meglio richiudere l’agenda.
Mi accorgo che sulla copertina c’è un vecchio adesivo Apple.
“I think therefore iMac”, la prima pubblicità dell’iMac. La nostalgia mi prende la gola. Davanti alla tecnologia di una volta mi commuovo davvero 🙂

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