Invitato ad essere invitato

ManAllora, vi voglio bene. Anzi no, vi stimo. Ma vi prego non mi invitate a far qualsiasi cosa in Rete. Non ne posso più.
“Sei stato invitato al gruppo – Fotografie della trippa valdostana – su Flickr. Aderisci? Noooo!
In questi giorni sono stato invitato in Social Network dai nomi improbabili e dagli scopi più oscuri. Vi prego no. Non ho abbastanza vite per tutti questi meravigliosi giochini. E soprattutto: Non voglio partecipare a Jaiku o come cazzarola si chiama. Mi basta Twitter anche se va giù una volta si e anche l’altra.
Grazie per la comprensione.

Ma quand’è che qualcuno si inventa una roba seria per gestire l’identità digitale. Vabbè che io uso sempre la stessa username e password (oops non dovevo dirlo?), ma che rottura di balle ogni volta. E metti il nome, la descrizione, le tag, una tua foto, i tuo interessi, il tuo numero di scarpe, bla, bla, bla. Una roba simile a PayPal, ma non per pagare, per farsi riconoscere. Ci vuole tantoooooo???

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10 commenti

  1. per il momento hai ragione, ma credo sia da tenere d’occhio.. se non sbaglio è già attivo ad esempio su wordpress.com…

    magari ce ne sono anche altri, spero che se ne parli sempre di piu, perchè gli account proliferano mostruosamente. In piu è vero che c’è il vizio di usare sempre gli stessi user/pass… un bel po rischioso… anche se, in effetti, al mio blog farebbe comodo un ladro d’identità che scrivesse al posto mio! 😀

  2. Ti svelo un segreto: la stragrande maggioranza degli utenti internet usa la stessa coppia nick/password da anni. Quelli che cambiano generalmente la dimenticano. E si devono iscrivere nuovamente utilizzando la coppia nick/password degli altri servizi.

    Mavero ha ragione: l’immagine che hai scelto per il post è stupenda. Il post davvero molto attuale!

  3. Sì quello che cerchi si chiama openID.
    Ma forse anche no perché, come dicevi, ha dei seri problemi di usabilità.
    Eppure wordpress.com, livejournal, typepad, l’imminente movable type 4 ed una serie di servizi “duepuntozero” (il tuo amato jaiku, ma.gnolia e doppler in testa) lo supportano.
    è che nessuno lo sa, o si fatica a diffondere il verbo perché (per ora) ad avere “velocità di crociera sul web” superiori ai 2 nuovi account/giorno siamo pochini, e quando lo spieghi all’uomo della strada questo ti dice “beh, ma per leggere la posta su libero mi serve?” e c’ha pure ragione…
    …da cui mi immagino i vari ben e mena trott, photomatt che, seduti attorno ad un tavolo con un’icona di marc canter nel mezzo (che da anni spinge l’idea del people aggregator) si guardano in faccia e fanno “va beh diamogli l’openID così gli ‘alpha’blogger la smettono di abbaiare che qui sennò tutti gli altri pensano che il web ti faccia uscire di melone”.

    🙂

  4. Assolutamente daccordo.
    E’ un cruccio di tutti. E non è facile come si crede.
    OpenId e altre forme, ok! Ma in ambito di interoperabilità con billing annesso?

    Purtroppo, in Italia, pagheremo lo scotto delle lobby e dei loro prodotti: CIE, CNS, CRS e chi più ne ha più ne metta.

    Ultimo problema, non da poco: “quanta identità siamo in grado di concedere per poterne trarre vantaggio?”
    Su questo tema avevo scritto degli articoli per gli “old media” ancora parecchio tempo fa e nulla, dico nulla di nuovo si affaccia all’orizzonte.

    Il sogno di tutti, un identità federata e interoperabile con un SSO veramente efficace……in un altra vita, forse!

  5. Sarà una mia impressione… Ma l’esplosione dei gruppi su aNobii è stato il fenomeno che ha fatto circolare più inviti da molti anni a questa parte…