Kyoto dovrebbe regolamentare anche il Natale.
Sì, il Natale inquina. Pensate a quanti chilometri percorrono le merci per arrivare fino nei banchi dei negozi. Quanta energia si consuma per produrre cose che al 90% sono inutili e posticce. Dai fiocchi dei regali alla borsa di finta pelle dell’UPIM. Quanti chilometri percorriamo con le nostre auto in cerca di regali, per cambiare regali, per andare a casa di amici e parenti per cene, pranzi e per scambiarci i regali con persone che vediamo magari solo una volta all’anno (a Natale appunto).
Quanta energia consumano tonnellate di luminarie bruttissime installate sui balconi e sulle terrazze di mezzo mondo, ma soprattutto pensate all’enorme quantità di cibo che viene buttato dopo enormi e sfarzosi banchetti.
Ogni Natale mi sembra sempre di più un evento firmato Confcommercio.
Ora ci sono i Saldi. Anticipati al 2 gennaio, ma di fatto iniziati già oggi, di nascosto. E quindi altri chilometri macinati tra supermercati, ipermercati e outlet… E noi ci laviamo la coscienza facendo la raccolta differenziata o comprando l’auto a Metano e GPL. Siamo un po’ dei betè… Come si dice dalle nostre parti.
Ovviamente il Natale, soprattutto per i piccoli dovrebbe essere qualcos’altro. Un momento per stare insieme e fermare il mondo. Ma il mondo non si ferma mai. Ci avvolge e ci consuma.
Rimpiango un po’ di semplicità e di austerità. E non voglio dire “povertà” e “tristezza”, ma “piacere” e “rispetto”.
Non è il solito post moralista, ci sto pensando veramente. Questo mondo stereotipato, monotono e ricco per pochi mi riempie di nausea.
Non so cosa fare. Il Natale che verrà sarà diverso? Spero di sì. Spero che vinca la semplicità.
Mi piacciono un mondo le utopie.

1 commento
Questa è l’unica parte che non condivido, con tutti i chilometri sprecati durante l’anno per fare gite e controgite del cavolo, trovo che i chilometri consumati a Natale per riunire la famiglia siano ben spesi.