Esperienze di vita digitale

In questi giorni sto pensando a come la gente percepisce la tecnologia e i media digitali in generale.
Esperienze di vita, nuove esperienza lavorative, tentativi vani d’acquisto, frasi colte al volo, dialoghi con “non adetti ai lavori”… E devo trarre un pochetto di conclusioni, tutte personalissime s’intende.

– i cellulari sono oggetti per telefonare, pochissima gente li usa per fare altro, l’sms è sempre la killer application.
– i commessi dei negozi di informatica non sanno nulla, le loro menti sono tabule rase, potrebbero tranquillarmente vendere frutta al mercato (questo favorirà forse la precarietà o la mobilità nel lavoro o il mio scazzo?)
– i clienti in generale chiedono cose che non è possibile realizzare neanche con l’aiuto di un mago.
– se sei un mago il cliente ti chiede stranamente cose banali e facili da realizzare.
– i navigatori per auto servono pochissimo in città e nelle mani di una donna diventano peggio che l’atomica nelle mani di un fanatico islamico. Li guardano senza tenere l’occhio sulla strada! Ma se parlano ci sarà pure un motivo no???
– il design accessibile per un media digitale (una pagina web… ad esempio) è un argomento utile per le tesi universitarie e per i convegni di addetti ai lavori, nella vita reale è come parlare di vapore che esce dalla pentola della pasta…
– La gente pensa che Beppe Grillo abbia un blog.
– Un qualunque essere umano non ha idea di cosa sia Linux, al mondo esiste solo quel coso che quando si accende ha il disegno di una bandiera colorata (Windows…).
– Per l’uomo qualunque la Social Network è qualcosa di simile ad una bocciofila o ad un ente di beneficenza.
– Per una persona normale Twitter è (forse) un gelato dell’Algida…

Potrei andare avanti per ore, fermatemi!!!
Beh, fa piacere vivere in una nicchia. Una nicchia digitale. Spero non faccia così male come sembra.

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23 commenti

  1. la nostra nicchia però non deve rimanere chiusa…sta a noi diffondere, far capire, mostrare, facilitare, far meravigliare ecc…

    anche se il quadro che hai descritto… non è proprio quello che ti aiuta

    PS solo una cosa…catepol col navigatore guarda la strada, guida, parla al cell eventualmente manda SMS e magari twitta pure eh…proprio perchè lui parla
    LOL

  2. Più passa il tempo e più mi convinco delle cose che hai scritto (che tra l’altro è un da un po’ di tempo che penso). Ci staremo avvicinando all’età della bocciofila o ci ostineremo a frequentare i social networking? 🙂 A proposito di bocciofile e luoghi di interazione, ma non dovevamo vederci? Chiamami!

  3. A tal proposito scriverò un post. Ho un paio di cose da raccontare accadute questo natale al negozio dei miei ‘suoceri’: roba da pazzi…o i pazzi siamo noi? Va beh. A domani.

  4. ma infatti SIAMO una bocciofila… non te ne eri mai accorto?
    Ma la domanda che mi inquieta è: perché Catepol parla di sé in terza persona anche quando non è su twitter? 😀

  5. Io la questione che hai citato della precarietà la vedo al contrario.
    Sai quanti informatici ci sono che vendono frutta e quanti fruttivendoli che vendono pc?
    Credo che il lavoro che una persona svolge, dovrebbe essere lo specchio di quello che la stessa persona ama fare, invece non è così, troppo spesso la gente fa il lavoro che trova e non quello che gli piace. L’altro giorno il tecnico dei pc in ufficio da me mi ha fatto riavviare il pc tre volte credendo di risolvere un problema, il tecnico di alice interrogato perchè ero senza linea mi chiede: ha messo la spina? assumere lavoratori e tenerli precari li aliena dal proprio lavoro, mentre assumerli con un contratto decente dovrebbe portare ad un loro minimo interesse nel settore!

  6. Non per difenderli aggiungi anche quella che gli informatici sono una razza asociale che fa un lavoretto che potrebbe fare anche la mia nipotina premendo un pulsante a caso. 😉

  7. E’ vero! Io che non sono “addetto ai lavori” patisco nel non saper tradurre in qualcosa che per me abbia un significato, per esempio, Twitter.
    Leggo il tuo blog, quello dei tuoi amici e i commenti cercando di capire, di aggiungere “cibo” vostro nella mia testa..
    Per favore cerchi il piu’ possibile di mettere link a pagine di spiegazione quando usi termini o parli di tecnologie che dovrebbero essere sconosciute ai piu’?
    P.S. cos’e’ Twitter ?

  8. caro axell

    conoscere un argomento è un processo a tappe, la cui origine è:
    1) impari per lavoro
    2) impari per passione.

    io non appartengo alla nicchia digitale tua e della maggior parte dei tuoi commentatori, non lavoro in campo informatico/tecnologico ma mi ci sono avvicinato per diletto (passione è una parola grossa).

    nel mio piccolo, ho chiesto qui sopra, a commento di un post, per due volte e in tre giorni come funzionasse il concetto dei “feed readers”. forse uno solo ha abbozzato un tentativo di risposta. e non sei tu, ma un tuo commentatore.

    oggi leggo un post così e mi vien da pensare che voi ci godiate a essere una nicchia

    questo sia detto senza polemica (anche se il tono può sembrare, ma aihmé é il grosso difetto di tutta la comunicazione via internet)

    ti saluto
    marco giac

  9. @catepol: Perché dovremmo diffondere la nicchia? chi ha interesse se la trova da sola, chi non ce l’ha non gliene importa niente.
    O no?

  10. non fa niente, axell, davvero

    era su un tuo vecchio post, quando ti incazzasti per le classifiche di blogbabel (mi pare)

    si parlava di feed readers, e che un tizio ne avesse 68mila, eccetera

    io chiesi come funzionavano, e nessuno (forse uno) mi rispose

    comunque poi mi sono informato, e qualcosa ci ho capito (sul concetto)

    però ha ragione uno dei tuoi ultimi commentatori qui: se interessa, uno si informa; se non interessa, è inutile volerlo informare. io mi sono interessato così, a metà, forse perché mi interessava così, a metà.

    la mia curiosità è pure stupida, se vogliamo: quanti sono i “bot” (si dice così, no?) tra i feedreaders?

    non era polemica, giuro

    era un aneddoto

    ciao axell!

  11. In larga parte hai ragione, ma devo precisare che negli ultimi 2 anni forse questo divario si è un po ridotto.
    In realtà, la nicchia dovrebe esser composta da tutte le persone che non conoscono le cose da te citate, ma forse è un bene anche così..

  12. I commessi non solo nei negozi di informatica, ma in tutto l’ambito tecnologia sono così. Se inizi a fargli capire che comunque un po’ ne sai e hai certe esigenze specifiche nel prodotto che vuoi acquistare ti trattano come uno scemo: devi comprarti questa, costa di meno e ha più megapixel, non stare lì a farla tanto lunga

  13. Ciao ho letto il post e vorrei fare delle considerazioni.
    Io faccio parte del volgo, della massa, dei più, di quelli che non hanno neanche un 5% delle tue (e di altri esperti del settore) conoscenze. Tra i vari lavori svolti in passato sono stato anche per un anno e mezzo impiegato come addetto vendite in un negozio Euronics. “i commessi dei negozi di informatica non sanno nulla” è verissimo, quelli più preparati sono al più degli appassionati curiosi come il sottoscritto e nulla più. Qui ci sono da fare due precisazioni, la prima è che i punti vendita (Euronics, Saturn, Mediaworld etc …) non fanno alcuna selezione né tanto meno alcuna formazione (cosa ancor più grave!). L’unica formazione riguarda due menate sulle tecniche di vendita che valgono per qualsiasi prodotto tu debba vendere e al contempo non servono a niente se non a fare l’imbonitore in erba (e magari vendere dei pacchi pazzeschi vedi certi smartphone a gente a cui 1) non servono e 2) anche se fosse quello che gli hai appena venduto è un prodotto scadente ma che il tuo punto vendita deve far fuori. Ora c’è da tener conto del fatto che quali persone già preparate e qualificate nel settore della tecnologia accetterebbero di lavorare in un negozio a 900 euro al mese ? Penso nessuno. Quindi in qualsiasi settore gli addetti vendita diventano sempre più dei meri consegnatari della merce che leggono le caratteristiche del prodotto direttamente dalle confezioni. E questo, purtroppo, vale per qualsiasi prodotto. Ho un amico che in 4 anni è passato dal vendere Tv a un negozio di lavatrici e infine a vendere automobili!
    I navigatori per ora servono a pochi, ai più sarebbe meglio dare un bell’atlante stradale Michelin si eviterebbero così individui (maschi o femmine) fermi magari in mezzo alla rotonda con la loro bella station tedesca aziendale e con lo sguardo da pirla fisso su uno schermo da tre pollici e mezzo inveendo contro l’apparecchio.
    Social Network per quel che ne so io è una roba tipo Myspace ? Se non sbaglio penso che un buon 60% di utenti Myspace o Facebook sappia di far parte di una S.N. a volte è un problema di termini. E’ un po’ come dire a un paziente lei ha avuto “una necrosi del tessuto cardiaco per ischemia” oppure lei ha avuto un infarto.
    “La gente pensa che Beppe Grillo abbia un blog” ebbene sì, anche io, da ignurant lo penso ed evidentemente mi sbaglio. Quindi che cosa ha Grillo?
    Quello che volevo dire alla fine di questo mio lungo e noioso commento è che persone come te hanno una grande possibilità e responsabilità e cioè quella di diffondere conoscenza anche e proprio grazie alla rete. Se no, correte il rischio di rinchiudervi nell’ennesima elite (vedi già le elite dei super esperti in economia, dei medici, degli avvocati) che sfrutta il potere delle informazioni e capacità che ha ma non va oltre, non cerca di abbattere le solite barriere. Nella mia ignoranza sui nuovi media e tecnologie una cosa penso di averla capita e cioè la grande potenzialità offerta da questi mezzi per rendere più libera, più diretta e sempre più diffusa la conoscenza. Di abbattere barriere scocio-culturali e di classe. Spero di non sbagliarmi. Comunque io leggendo blog come il tuo o quello di Suzukimaruti imparo qualcosina in più ogni giorno… ciò non toglie che non sarei in grado di vendere PC esattamente come 5 anni fa! 🙂

  14. @virus, il tuo commento è molto piacevole e ti ringrazio per averlo fatto.
    Non credo di avere molte responsabilità nel diffondere la cultura digitale, non più di altri, ma credimi ho aperto un blog anche per questo e penso che che le nicchie prima o poi o esplodono o implodono. L’ambito della cultura digitale sarà sempre meno nicchia perché farà parte del nostro DNA (anche nelle persone “comuni”)… già ora è così, ma magari non ce ne rendiamo conto.
    Grillo non ha un blog, tecnicamente sì, ma a tutti gli effetti si tratta di una specie di forum, … i commenti in un blog generalmente sono importanti quanto i post, nel sito di Grillo vivono di vita propria e poi… se fai un salto su Kurai.eu trovi altre considerazioni al riguardo.

  15. @Axell, si responsabilità in effetti è una parola un po’ troppo grossa. Grazie dell’info su Grillo ho imparato una cosa in più! Ora vado anche sul link che mi hai segnalato. Grazie e buona domenica.

  16. Io penso comunque che sia una nicchia in notevole espansione…. più che altro lo spero…
    D’altronde…se tu per vivere noi hai necessariamente bisogno di conoscere questa nicchia…chi te lo fa fare di perderci tempo sopra….
    E allora ci si ritrova nella nicchia tra appassionati, studiosi di questa nicchia, o magari solo passanti….
    Io non so com’è la situazione negli altri paesi…ma so che in Italia puoi ancora benissimo vivere senza il bisogno del computer…..o quasi…