Un noto ente torinese per l’informatica ha installato in ogni piano una Sala Fumo.
I dipendenti l’hanno subito ribattezzata Cancer Room o Cancer Zone.
Ieri ho avuto il piacere di visitarne una.
Per accedervi è necessario aprire una specie di boccaporto: va garantita la chiusura ermetica taglia fumo (al contrario). Dentro si presenta in modo allegro: pareti bianche vuote, pannelli fono-assorbenti come rivestimento (per il rumore degli accendini?), nessuna sedia, circa 20 mq di spazio, quattro portacenere a colonna negli angoli e aspiratori che non aspirano e che lasciano una simpatica nebbiolina nell’ambiente.
Utilizzo.
Entri da boccaporto (senza farti vedere, per evitare l’effetto Paria). Ti rechi in un angolo, accendi in silenzio la sigaretta, fumi guardando le pareti bianche e respirando il meno possibile per evitare di uscire dal loculo e aver fumato senza accorgertene altre 100 sigarette.
Concludo dicendo che quello è l’unico posto dove è concesso di fumare.
Inquietante, kafkiano e assolutamente disumano.
Nella foto in alto a sinistra uno dei famosi manager dell’ente fotografato mentre compie l’insano gesto di fumare.

19 commenti
Una camera a gas, insomma…..
ideona! chiudiamoci i cari ministr martino e storace che sono contro le norme anti-fumo!
Per quelli un bel Gulag è meglio
caspita, è cambiata la gente..non mi ricordavo una storia così…:-)
confondi gli enti, io parlavo dell’Ente… Non del Centro.
Andare sul balcone no? Comunque consolati, una passeggiata in centro a Milano ha gli stessi connotati 😉
Almeno non rompete le balle a chi non si vuol sorbire il fumo altrui. Come succedeva, nello stesso centro, in ogni corridoio e in molti uffici fino a qualche mese fa. Adesso, dopo aver assaporato i danni del fumo attivo, potrete gustarvi anche quelli del fumo passivo. Lo so… sono pedante e didascalico. Il classico ex fumatore. Ma trovo che sia meglio, molto meglio, così. Fumare fa male, punto e basta. Magari essere ridotti ad aspirare cicche in un luogo angusto e triste aiuta a smettere. Besos…
ps
io ho cercato la dirigente della foto… ma non la trovo!
GOMMAWEB REAZIONARIO???? COSA STA SUCCEDENDO IN QUESTO PAESE????
parliamo anche di alcool e di stupefacenti veri…
cmq Gomma ammetti che c’è modo e modo…
Axell: in inghilterra i miei ex colleghi fumatori dovevano scendere giù nel cortiletto interno per fumare. In inverno non era esattamente il massimo, ma credo che sia meglio sciarpa e cappello e prendere un po’ di freddo che stare in quelle stanze che sembrano le salette di contenzione dei manicomi.
Io la penso come gomma: quando fumavo lo facevo in una stanzetta a parte che non era molto più bella di quella che descrivi tu.
La storia dell’inquinamento che fa male come il fumo mi ha un po’ rotto le balle sinceramente: la sigaretta è un atto autolesionista (come bere e farsi le pere, sono d’accordo con te) che non si dovrebbe imporre a nessuno perché accendersela è un atto volontario.
Le auto potrebbero (e dovrebbero) essere fatte con motori ecologici ma chi accende l’auto lo fa per andare a lavoro, per spostarsi insomma per qualcosa di mediamente utile e anche perchè i mezzi pubblici hanno la puntualità dei mio orologgio senza pile.
In un futuro ottimista potrebbero esserci auto “migliori” cioè non inquinanti, mezzi pubblici ecologici e puntuali.
Le sigarette saranno sempre e solo dannose, quindi è giusto che chi vuole fumarle non ammorbi gli altri.
orologio. con una sola g
si, ma è un vizio (e a volte non è facile uscirne), e qualcuno potrebbe anche viverla male questa cosa … Rinchiudere le persone in una stanza 4×4 non mi sembra umano. Solo questo.
Non puoi far bere passivamente una bottiglia di rum a un’altra persona, né farle subire una pera passiva di eroina. Però puoi farle fumare una sigaretta anche se non vuole. Le stanzette saranno tristi, ma sono felice che ci siano. Come sono felice di poter andare in un locale la sera senza fumare un pacchetto di marlboro di qualcun’altro, come accadeva (e come mi dava immensamente fastidio) prima della legge.
E ricordo (e sai bene) che odiavo questa cosa anche quando ero fumatore.
Le stanzette ci sono. Se vuoi le usi, sennò aspetti e vai fuori. E non lo dico per difendere l’azienda.
Ci tengo a sottolineare che ad Axell ho detto io che si chiama Cancer Zone. Proprio perché io e Luca (e credo anche Luigi) abbiamo i diritti sul nome.
E’ uscita fuori quando noi tre in viaggio siamo finiti all’aereoporto di Francoforte, dove già nel 2001 il fumatore era relegato in un ghetto. Se voleva fumare doveva cercare dei poggioli da canarino da max 4 posti con enormi aspiratori dall’alto (probabilmente utilizzavano turbine di aereo dismesse). A distanza vedevi cataste di persone che sembrava andassero a fuoco. L’unico modo per individuare una Cancer Zone
beh cmq è appena giusto, con i fumatori sono oltre il reazionario:-)
ragazzi….tanto durerà poco. I dati indicano consumi di tabacco in calo del 13% dall’approvazione della legge. Le lobby sono in fermento, in silenzio…zitte zitte conviceranno l’amico Storace a una bella marcia indietro. Ma no pasaran!!!!
E’ vero… la mitica Cancer Zone di Francoforte…
Anche io sono preoccupata che ritornino sui propri passi. Saremmo l’unico paese al mondo a farlo.
D’altro canto siamo l’unico paese al mondo – ad esclusione di alcune dittature africane e centroamericane – ad avere un presidente del consiglio che controlla l’editoria in tv e sulla carta stampata e molti cittadini non lo considerano un problema.
Spero davvero che non tolgano la legge antifumo. Io odiavo andare nei locali impestati dal fumo anche quando fumavo: bruciore agli occhi, aria irrespirabile, mi toglieva perfino il gusto della mia stessa sigaretta.
In molti paesi questa legge non c’è, ma in nessuno di quelli in cui c’è è stata poi tolta.
Axell: se c’è una persona che sa che è un vizio e che non è facile smettere, quella sono io (oltre a Gommaweb).
Però non è impossibile smettere, anzi, quindi chi continua a farlo fa una scelta e non deve, per nessuna ragione, imporla agli altri.