Piove.
Profumo all’ammoniaca?
Quando ero studente prendevo solo i mezzi pubblici. D’estate preferivo andare a piedi.
Mi piaceva camminare, osservare, bighellonare per negozi e bancherelle, ma ancor di più preferivo non morire asfissiato da nefasti odori provenienti da altri utilizzatori poco profumati dei mezzi pubblici.
Oggi ho riassaporato l’esperienza. Macchina dal meccanico e quindi tram più metro (la nostra bellissima nuova metro). Nel tram il primo problema. Oltre a simpatici effluvi provenienti da acerbi e scapigliati studenti del Poli provo l’inebriante sensazione di respirare profumo d’ammoniaca. Volevo dire: puzza insopportabile d’ammoniaca.
Inizio subito a cercare la fonte, guardo alla mia destra… Giovane ragazzotta con iPod, bruttina, ma non puzzosa. Davanti a me signorotta bionda con ricrescita, ma niente. Annuso anche lei ma niente. Sa di vaniglia, come una torta. Di fianco, sulla sinistra trovo il colpevole: giovane manager ben vestito, con giacca, cravatta e valigetta d’ordinanza. E’ lui che puzza d’ammonio! Lo squadro, cerco di capire, ma ormai l’odore ha creato un vuoto intorno a me e intorno a lui. Gli altri pensano che sia io, si allontanano. Io decido di fuggire, mi tappo il naso, spero che arrivi presto il momento di scendere.
Il momento arriva. Scappo.
Esco dal mezzo e respiro una bella boccata d’aria fresca… In Corso Vittorio Emanuele. Ehm.
Vado alla fermata della metro, scendo, aspetto, salgo. Mi rilasso, ascolto musica con l’iphone.
Dopo un po’ ecco di nuovo l’odore di ammoniaca. Mi giro e lui è dietro di me, anche in Metro. Mi perseguita!
La fermata arriva in fretta, nel frattempo io mi conficco in gola 5 o 6 tictac e dissimulo la nausea.
Comunque è tutto il giorno che ci penso. Ma come mai un essere umano può puzzare d’ammoniaca? Avrà sbagliato colluttorio? Avrà bevuto del Glassex? Non so. Intanto il solo pensiero mi fa star male.
Lunedì torno a cristonare in auto tra un semaforo e l’altro, con il rassicurante e familiare profumo del mio arbre magique al mango che fa tanto tropical life.
Corso di Mario Kart
Ho finito oggi il corso all’Università, dopo 5 anni mi sono accorto che mi annoio un po’.
Se continuo, l’anno prossimo cambio tutto, l’informatica e i nuovi media sono argomenti alla lunga un po’ pallosi. Utili per carità, ma pur sempre pallosi. Io poi rischio sempre delle derive geek mica da ridere.
Magari l’anno prossimo consiglio un bel corso sui videogame. Sì, perché no?
Già mi vedo a fare gli esami con un bel test pratico di Mario Kart su Wii.
Credo che mi serviranno degli assistenti. Qualche volontario? 🙂
La verità sulla scomparsa dei dinosauri
Benvenuto Pietro!
Un benvenuto al piccolo Pietro e tanti tanti abbracci al papà e alla mamma!
E ora il babbo inizierà a postare anche di notte, tra una poppata e un’altra… Azz.
Pietro lo sa già che cercherai in tutti i modi di farlo giocare a rugby? 🙂
Il blog condominio…
Mi ero perso il video di Tommaso che vedete qui sotto. Grande Tom.
Ci sono arrivato tramite il post di Marco che potete andare a leggere qui.
Io credevo che la polemica fosse finita. Ma al buon Marco piacciono tanto i flame. Siamo un condominio e ci piace bisticciare sul pianerottolo.
Ribadisco che la visione di Marco e di una parte della blogosfera italiana mi turba assai.
Prima di tutto perché ci si permette di offendere senza offendere (ingenui, ignoranti, incompetenti, ecc. ecc.), ma questo prescinde dal blog, fa parte dell’educazione delle persone. In secondo modo perché si affrontano le cose con immensa superficialità. Mi rendo conto che le smanie di protagonismo ci siano anche in questo mondo, ma mi ricordano un po’ quelle dei teenager che organizzano le feste in discoteca. Aspetti professionali in tutta la faccenda ne vedo pochini.
Nelle litigate del blog condominio si può dire tutto e il contrario di tutto. Io avrei evitato di buttare benzina su una polemica che ormai era spenta. Ma dietro alla polemica c’è tutto un mondo che prima o poi, per come è strutturato, non potrà che implodere. Concludo citando Pulp Fiction.
Mia: Non odi tutto questo?
Vincent: Odio cosa?
Mia: I silenzi che mettono a disagio… Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio?
Vincent: Non lo so… E’ un’ottima domanda.
Mia: E’ solo allora che sai di aver trovato qualcuno speciale…quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.
