Si chiude una settimana chiassosa nel silenzio

Stamattina c’è silenzio. Dove abito io c’è sempre il silenzio. Ma oggi c’è ancor più silenzio.
La settimana che si è chiusa è stata crudele, chiassosa, confusa, concitata (qualche altro aggettivo che inizia per “C”?).
Era iniziata male dal punto di vista emotivo, molto male. E poi è evoluta in alti e bassi, alcuni pacchiani, altri assolutamente inaspettati.
Cade il governo su un voto al Senato. Lo fan cadere due senatori “irriducibili” del centro sinistra, e noi che ci preoccupavamo di guardare a destra. Compaiono in TV quelli della Banda Berlusconi (proprio il giorno che Previti finiva dentro per due anni e fischia). Si riaccende chiassoso il vecchio carrozzone della politica, un carrozzone degli anni ’50 che non ha più nulla a che fare con la gente, con questa nazione di pataccari. Il giorno prima era comparso il ridicolo logo dell’Italia che nella sua pressapochezza e pacchianità riassumeva tutto il peggio di questo paese. Ci facciamo fare il logo dagli americani e questi ci fanno un “pene ammosciato“. Il teatrino riprende forma e il governo inizia a barcollare. Teatrale e bellissimo il momento di intervista a Fernando Rossi (uno dei senatori “ribelli”) con Floris a Ballarò. Un vero processo. Ma poi venerdi il governo si riprende (forse) e inizia il valzer dei voti (al Senato si aggiunge Follini, vengono reintegrati i dissidenti, e Silvio sbotta, ma non più di tanto). Ora se il governo mercoledì non cade definitivamente si potrebbe provare a rimettere subito mano alla legge elettorale, sulla base di un nuovo programma di 12 punti (quella sporca dozzina), e magari alla legge contro Silvio e il conflitto di interessi (ma tutto questo non succederà).

E’ un’italia che non ci piace, ma è quella che abbiamo. E’ un Italia che dimentica troppo velocemente (gli Stadi hanno riaperto ovunque a distanza di tre settimane). E’ l’Italia di Sanremo. Quella che arriva, infatti, è la settimana della Canzone popolare, del festivalone, di Pippo. E ci troveremo a canticchiare per sette giorni qualche canzoncina che dura appunto sette giorni e poco più. Siamo in un loop come quello di Lost? Siamo persi anche noi in qualche esperimento scientifico?
Forse si.

Comunque oggi è il giorno del silenzio, la festa contro l’inquinamento, le auto sono ferme, i bambini corrono felici nei prati e vedremo il solito servizio del TG5 a Milano.
– Come si gira in bicicletta senza auto?- chiederà il fine intervistatore.
– Senza auto Milano è una bellezza! – risponderà il ciclista con caschetto in testa e viso felice e rilassato.

Venghino signori venghino, la giostra riparte! Sono disponibili ancora dei posti! Venghino! E chi prende il pennacchio rosa vince un giro a Buona Domenica!

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6 commenti

  1. che tristezza. eppure… non bisogna farsi abbattere. La vita è troppo breve per guardare brutta televisione, farsi invischiare dal carrozzone, pretendere di essere irriducibili 🙂
    buona domenica… a piedi!

  2. Il paese dei Balocchi. Sono sempre più convinto che questa definizione sia la più azzeccata.
    Mamma mia che schifo…quasi quasi prenoto un viaggio fuori, lontano. Ho bisogno di spurgare il mio malessere.

  3. Ancora una volta i cittadini italiani sono considerati incapaci di inrendere e di volere la sentenza è del nostro amato presidente della repubblica che dall’alto della sua inmensa saggezza dice che la troppa democrazia in italia fa male è quindi rimanda il provido romano alle camere a prendere i voti di Follini che oviamente non sono suoi e a racattare i voti dei suoi lider di coalizzione che anche se nei punti fondanti del pensiero prodiano fossero l’omicidio delle loro amatissime madri lo dovrebbero votare pena l’espulsione dalla lista delle persone degne di parlare e di ragionare con la loro testa e sopratutto con la loro coscienza.Questa è la fine della democrazia parlamentare

  4. No Roby questa E’ la democrazia parlamentare, si va al Senato e si vede se c’è la maggioranza, funziona così. Non funziona con i sondaggi del Silvio che dice che il “popolo” non crede più a Romano ma a lui. Se fosse così il suo governo (quello di Silvio) doveva essere sciolto sei mesi dopo l’elezione (i centro sinistra era intorno al 60%).
    Cmq accetta un consiglio… Mortara Garavelli, La Grammatica Italiana. Un po’ lungo, ma utile.

  5. ce ne sono di persone che dovrebbero riprendere in mano una grammatica; per esempio,correttamente,dovrebbe dirsi: se così fosse stato il suo governo avrebbe dovuto essere sciolto,ma molti sono più bravi a dire che a fare.