Riaprite quei blog please!

Questo non è un appello, ma un consiglio. Un consiglio che viene dal cuore e dal cervello.
In questi giorni sono stati chiusi dei blog (sulla piattaforma La Stampa). In particolare il blog di Marco Giacosa che dibatteva su presunte anomalie di un concorso che non cito perché non voglio alimentare la polemica su quello.
Consiglio solo chi gestisce quella piattaforma editoriale di riaprire i blog che secondo loro hanno infranto la netiquette.
Non è oscurando che ci si difende. Sfuggire al dialogo non è una difesa, ma solo una fuga e come tale va interpretata.
Please, riaprite quei blog (credo siano tre). Le accuse di Marco meritano una risposta e se la chiusura per “diffamazione” è una risposta allora siamo messi molto male. Il meccanismo della responsabilità sul quale rifletteva Andrea Beggi e il codice di condotta dei blogger qui c’entrano e non c’entrano, ma la diatriba esiste.
Lchiusoe piattaforme blog esistenti sono libere veramente? I blogger devono, se partecipano ad una piattaforma, attenersi al comandamento “non giudicare chi ti da lo spazio” o possono infrangerlo garantendo di fatto un livello di libertà che solo la blogosfera può generare?
La diatriba esiste. Ne parlo qui e non su I blog it (dove avevo segnalato inizialmente la cosa) per una questione di cuore.
Io sono legatissimo alla mia città e penso che queste azioni (secondo me neanche molto ragionate) de La Stampa siano lesive dell’immagine positiva e dinamica che la mia Torino sta dando al mondo. A Torino c’è un’enorme attenzione nei confronti dell’innovazione e ci sono eventi, iniziative, realtà di primo piano. La Stampa dovrebbe puntare in alto ed essere il fiore all’occhiello di un territorio votato all’innovazione. Invece, a volte, mi sembra che, a parte qualche positiva esperienza, in quella redazione si ragioni ancora come alla fine degli anni ’50.
Riaprite quei blog. Please.
Noi blogger dovremmo parlare della libertà concessa dalle piattaforme di bloggin’ in Italia. Questo è un tema molto caldo e va trattato.

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17 commenti

  1. Axell la libertà soprattutto per i blogger è fondamentale, io personalmente non riesco a stare all’interno di uno dei tanti calderoni messi a disposizione dalla rete, da Google a Splinder dalla Stampa alla Repubblica, la scelta migliore è sempre quella di aprirsi un proprio spazio, attenersi alle regole non scritte del web ed essere però davvero liberi di dire quello che si vuole.
    Ogni vincolo, per piccolo che sia, mina la libertà di espressione.

  2. sono decisamente nuova nella blogosfera e forse è presunzione da parte mia pensare di farne parte, ma la discussione è interessante. Se l’oscuramento dei blog fosse il sintomo di un atteggiamento aziendalista da parte della Stampa? se fosse un tentativo di corporate blogging camuffato da piattaforma libera? forse il rischio è proprio quello che aziende/media affermati in altri campi offrano spazio ai blogger per mostrare interesse verso le nuove forme di comunicazione su Internet per poi considerarle parte del proprio sistema interno, tanto da oscurare chi critica l’azienda.
    Sarebbe un’interessante forma di mobbing, senza neppure bisogno del posto di lavoro…

  3. io non voglio credere al preciso intento di mobbing informatico, ma sono piuttosto propenso a credere che La Stampa abbia offerto spazi blog perché “erano di moda” e che in sostanza non abbia la minima idea di come gestirli e che perciò li consideri una sua proprietà da gestire come crede, come farebbe con qualsiasi altro ramo di azienda. Io suggerirei a chiunque abbia un blog ospitato su spazi dell’editrice torinese di chiuderlo e migrare da qualsiasi altra parte (anche non su un server proprio, voglio dire Splinder ha mille difetti ma non ho mai visto sparire i mille post del tipo “splinder è sempre in crash” o simili. Un bello sciopero di questo tipo farebbe capire ai signori de La Stampa che hanno toppato per l’ennesima volta (non mi fate parlare di Ciaoweb che ci ho perso il sonno per tre anni) e che se hanno una buona tecnica hanno comunque una pessima filosofia.

  4. E qualche blog recentemente ha rischiato una denuncia per esercizio abusivo della professione giornalistica…Ben più grave, direi.

  5. Mi unisco al tuo appello; avevo saputo della cosa dal diretto interessato ma per mille motivi l’ avevo snobbata … avevo sbagliato: il tuo post è assolutamente esaustivo e la questione non è legata (solo) al caso specifico. Qui non si tratta di decidere cosa possa o meno fare l’ azienda proprietaria (quello che vuole per capirci) ma di valutare le conseguenze che la scelta si porta con se. A livello d’ immagine ovvio ma non preouccupante (non sono di Torino, forse), a livello di precedente invece il rischio è ben più alto: forse sono io a esagerare ma l’ aria che si respira in questa nostra “nicchia fatta di nicchie” non è più così fresca (sarà l’ ozono) e l’ idea che qualcuno possa dare il la mi indispettisce e mi spaventa…

  6. mi permetto di scindere il problema

    a) la liberta’ di uso delle piattafrome di uso delle piattaforme di blogging, e le norme di utilizzo da parte degli editori degli UGC generati dagli utenti e’ un tasto veramente dolete

    b) il pensiero che qualche blog e’ stato sospeso per lesa maesta dell’editore e non per violazione di regole e’ un ditorcere il reale. Una altra trentina di blog sono stati sospesi nei recenti periodi senza tante illazioni di fumi persecutori

  7. Vittorio, perdonami: sarò un tarlucco, come diciamo a Genova, ma non ti ho capito. Quali sono le regole che il blog ha infranto? Non è polemica, vorrei capire.

  8. Vittorio, il punto A è legato al punto B.
    Mi rendo conto che la cosa ti mette in difficoltà. E’ ovvio e ti vogliamo bene, lo sai.
    Ma ti scrivi:

    I referenti di stampa.it hanno sottolineato al gestore del blog che il contenuto di alcuni suoi post violava quella che e’ la netiquette dei blog.
    In interpretazione del bloggante per es con “materiale offensivo o diffamatorio nei confronti di chiunque” oppure ” materiale che promuove o fornisce informazioni che possano causare pregiudizio a terzi”
    Dopo la comunicazione e in ottemperanza alle regole i referenti hanno dovuto sospendere il blog che violava la netiquette

    Beh, i contenuti lesivi erano quelli del concorso.
    E quando sono stati ripresi da altri blog anche questi sono stati chiusi da quel che mi risulta (leggendo il nuovo blog di Marco).
    Se devo essere sincero io rimango della mia opinione.
    Provvedimento avventato e un caso che va contro l’immagine de La Stampa. C’erano altre vie.

  9. caro Andrea
    la vicenda non mi mette in difficolta in nessun modo anche perche la mia non e’ una posizione aziendale e neppure avrei problemi a pormi contro errori aziendali se venissero riscontrati
    avevo cercato di starmene buono e zitto perche sapevo che qualsiasi cosa avessi potuto dire avrebbe potuto essere fraintesa e manipolata per un presunto “conflitto di interessi”
    Poi lette eccessive “variazioni sul tema” ho ritenuto di dover per lo meno fare un po’ di chiarezza …
    I famosi contenuti lesivi erano affermazioni imprecise e “probabili” che avevano tono diffamatorio nei confronti di persone con nomi e cognomi e per la proprieta transitiva verso stampa
    Per chiudere in farsa
    se tu leggi i nomi dei vincitori del famoso concorso
    http://www.lastampa.it/bravolastampa/
    nessuno ha ancora citato fra i vincitori nella paventata maxi manipolazione del mondo giornalistico che so io Rino Serra o Simona Valenti che potrebbero essere descritti come potenziali parenti del notissimo Michele Serra o del mai abbastanza compianto Paolo Valenti …

  10. io volevo infatti spostare il dibattito sulla questione piattaforme blog e sui limiti che queste hanno a livello di “indipendenza” e rispetto dei temi che tu sopra citi.
    Questo è un argomento che va trattato e prescinde dal caso “La Stampa”.

  11. Pasteris

    Io ho esplicitamente e fin da subito evidenaziato le coincidenze per ciò che concerne i vincitori dello stage, che erano A INSINDACABILE GIUDIZIO DELLA GIURIA. Non ho riscontrato coincidenze per i vincitori dei beni materiali (anche perché lo scopo del concorso era far conoscere la Bravo e i libri BUR). Allo stage in casa mia, ci mancherebbe!, ci porto chi voglio. Ma se passo per uno stage come premio di un concorso pubblico, almeno la faccio da furbo, no? Ho semplicemente chiesto conto delle coincidenze che ho riscontrato, chiesto e chiesto ancora semplici spiegazioni. Non sono venute, mi hanno oscurato.
    La questione è tutta qui: avessi indagato sul prete della mia parrocchia, se ruba i soldi delle offerte o le usa per la chiesa, nessuno mi avrebbe detto nulla.
    SOno stati oscurati il mio blog e poi altri due perché pubblicano materiale che ora è reperibile in rete su almeno altri due blog della loro piattaforma. Li chiudano. O riaprano Agnès e Prishilla. Se mi parlate tanto di diritto, mentre qui si tratta esclusivamente di una trasparenza che non c’è stata e di una censura che si è manifestata, allora spiegatemi come è possibile che per il medesimo atto due vengano condannati e due assolti.
    Cordialmente
    MGiacosa

  12. meglio fare uno sforzo, e farsi una proprio blog… è inevitabile che se si è sotto padrone, non si possa mordere il padrone.

  13. La libertà è l’illusione per eccellenza…. E’ ingenuo pensare che si è liberi di esprimere la propria opinione sempre e ovunque, oppure è più saggio rassegnarsi e farsene una ragione….Atavico conflitto intellettuale. Ricordo che anche Pasolini si era espresso a tal proposito. Sicuramente la notizia della chiusura di alcuni blog è servita a dare ancora più luce a quanto riportato in quei post, quindi a suo modo la denuncia, pur pagandone un prezzo, si può dire che è andata a buon fine….