Dove sono finiti i miei soldatini?

Tra qualche giorno compio 37 anni.
Beh, uno si immagina ad una certa età in un certo modo e poi è tutto diverso. (frase fatta)
Immaginavo i 18 anni come un limite incredibile. La patente, le prime fidanzate serie, …
Immaginavo i 30 anni come qualcosa di un po’ spaventoso.
Poi sono arrivati i 35, con la classica crisi, i problemi da “peter pan” incompreso e bla bla bla…
Mi sa che tutto è un po’ un mito. Una fregatura. Una bufala.
Il problema è che non riesco a dire “dentro mi sento un tredicenne”. Io dentro mi sento quello che sono.
Porto i miei 37 anni con orgoglio, con i miei dolori muscolari e sane dosi di paracetamolo.
E non ho voglia di guardarmi indietro.
Sono circondato da persone che hanno paura di invecchiare, che meditano sui loro errori, che si dannano la vita con i “se” e con i “ma”. In fondo se uno ci pensa davvero l’unica cosa che cambia sono i doveri, quelli aumentano in modo progressivo e non sembra che la cosa abbia mai una fine. Ma tant’è… fa parte del gioco.

Pensavo di arrivare ai 37 senza una nazione in preda a gruppi di qualunquisti, ladri e xenofobi, ma queste sono le sorprese della nostra Italia che è sempre stata un po’ malata e imprevedibile. Ma destraioli di merda, dopo che il Nano miliardario tira le cuoia per chi votate?

Oggi passavo davanti ad un negozio di giocattoli. In bella mostra un sacco di modellini della Italeri. E di fianco delle vecchie scatole di soldatini. Nell’era dei Gormiti (oddio che orrore) i soldatini sembravano degli oggetti terribilmente romantici.
Le scatole erano lise e un po’ ammaccate, ma le illustrazioni erano veramente “poetiche”. Strani indiani con capanne colorate e sorridenti. Soldatini della seconda guerra mondiale in pose un po’ ridicole, egiziani con tanto di sfinge a seguito.
Mi sono divertito. E mi è venuto in mente che prima del mio compleanno ero solito passare dai negozi di giocattoli un po’ prima, magari facendo deviare il tragitto canonico ai miei genitori (se ne saranno mai accorti?). Mi fermavo ammirato davanti alla vetrina e senza fare tante scene facevo notare, con un certo aplomb, che “forse” dentro quella vetrina c’era il mio regalo.
Ora non faccio altro che passare davanti a negozi tecnologici (ancora per poco, qualcuno dirà) e mi stupisco che anche dentro quelle vetrine, pur senza indiani sorridenti e soldati a cavallo, ci siano oggetti assolutamente adatti al mio compleanno.
Solo che ora non so a chi far deviare il tragitto per arrivare davanti alla vetrina. E quindi devio da solo.
Un segno, forse l’unico, che sto crescendo. 🙂

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Cose sparse

Oggi parto per il mare. Una volta ero eccitato dall’idea di “stare al mare”, ora sono un po’ spaventato del prima e del dopo (code, kaos, stanchezza). Invecchiare ha handicap evidenti e scoccianti.

Il nostro Primo Ministro è convinto che la giustizia non sia uguale per tutti.
Questo lo sapevamo già.
La cosa inquietante è che ormai da segnali di evidente squilibrio mentale da settantenne vagamente rincoglionito. Sono sempre più felice che uno così possa guidare il nostro Paese.
Ieri, per dirne una, ha detto che manderà i terremotati abruzzesi in crociera…

Mezzo Piemonte ha fatto la “corsa al decoder” e alla TV LCD nuova per via del passaggio al Digitale Terrestre.
L’ho fatto anche io, avevo ancora una piccola TV analogica in cucina. Il problema è che non so assolutamente interagire con il menu della nuova TV, è stato progettato per far passare la pazienza ad un Santo. E intanto continuo a tenermi “Telecupole” nel canale 8 e non trovo assolutamente MTV. Son cose…

I tre giorni di caldo sahariano della scorsa settimana oltre ad incollarmi alla scrivania nel vero senso della parola hanno causato un piccolo dramma personale: la “piantagione” di fragole da terrazzo è stata compromessa. Le fragole che stavano diventando sempre più grandi e invitanti si sono seccate e ora ricordano molto di più una noce piuttosto che una fragola. Drammi da ortolani improvvisati.

La Fiat è stata battuta dalla Magna.
Finiscono due settimane di teatrino in cui abbiamo capito quanto i Tedeschi ci amino. E soprattutto in puro spirito Europeo preferiscano un compratore Canadese (che produce specchietti, pezzi di gomma della carrozzeria, ecc.) ad un compratore Europeo ed in particolare Italiano. Sopravviveremo. Spero che la Opel in compenso scompaia.

Spot TV
Perché la pubblicità di Aldo, Giovanni e Giacomo per la WIND è sempre orribile, non fa ridere, ed è spesso irritante?
E’ una cosa domanda a cui non so dare una risposta.

A volte ritornano.
Devo essere sincero, il Professore, un po’ mi mancava.

Per finire…Quando tornerà il nostro mitico “Prime blogger“? Ci manca!

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