Una volta…

Una volta forse si stava meglio. O forse si stava peggio.
Sicuramente molte cose erano diverse, forse più semplici, più chiare da identificare. Molte cose avevano il “loro nome” e non era così facile essere confusi e sbagliarsi, anche con le cose più banali, nelle situazioni di tutti i giorni.

Una volta c’erano gli “intercity”, ora ci sono le “freccerosse”, si fermano lo stesso, generalmente in galleria.
Una volta si telefonava da casa e la vicina con cui avevi il “duplex” ti faceva aspettare delle ore, aveva sempre il fidanzato lontano, generalmente a naja.
Una volta gli hamburgher si chiamavano “svizzerine”.
Una volta quando si andava dal giornalaio si compravano per i bambini anche le “sorpresine” a 100 lire (e contenevano miracolosamente cose che valevano molto meno) ora ci sono i gormiti e costano 2 euro.
Una volta si andava in giro con il Tuttocittà, ora non si va dal tabaccaio senza il Tomtom.
Una volta i ragazzini che andavano in gita a Roma si spingevano a Cinecittà speranzosi di vedere qualche attore, ora cercano la casa del Grande Fratello.
Una volta, a Torino, si andava a prendere il gelato da Pepino. Oggi, lo fanno solo quelli della mia età, gli altri vanno a fare file chilometriche da Grom, con il sospetto che il gelato sia peggiore di quello di Pepino.
Una volta si prendeva il tram e si scendeva solo dalla porta centrale. Se scendevi davanti o dietro ti beccavi qualche bestemmia. Ora tutti scendono e salgono dappertutto e se non scendi o sali in fretta ti arriva qualche sano vaffanculo.
Una volta si copiavano interi pezzi dell’enciclopedia prestata dal vicino (100 volumi e un mutuo) per fare i compiti. Ora si copia da Wikipedia.
Una volta Beppe Grillo era solo un comico e neanche molto divertente.
Una volta i Savoia erano quelli che volevano tornare in Italia, ora sono quelli che vogliono solo andare in TV e cantano pure.
Una volta a carnevale i bimbi si vestivano da Zorro, oggi da Gormita.
Una volta al vicino di casa a momenti gli esplode la 131 con l’alimentazione a GPL.
Una volta il Toro giocava in serie A e perdeva, oggi gioca in serie B e perde lo stesso.
Una volta i giocatori di calcio erano brutti, e nelle figurine Panini facevano impressione, ora sono tutti bellissimi e ricchissimi e le figurine Panini sembrano tratte da Max o da GQ.
Una volta in TV alla domenica sera c’era Colombo. Oggi, c’è ancora.
Una volta si andava nei parchi con GinFizz per scappare dall’occhio indiscreto dei parenti, oggi si guardano interi video hard sul PC di casa senza tante remore.
Una volta si beveva l’Estathè oggi si beve il the verde perché ha tanti polifenoli e catechine.
Una volta a pranzo c’era Corrado, oggi c’è “La prova del cuoco”.
Una volta si guardavano i cartoni in TV solo dopo la merenda, oggi ci sono Boing, Rai Yo Yo, k2, ecc. ecc. e spesso sono gli stessi cartoni.
Una volta Big Jim era un il fidanzato di Barbie e Ken era lo sfigato di turno. Oggi Big Jim non c’è più. Ha vinto lo sfigato, ma forse, è anche omosessuale.
Una volta si andava al mare con la 128 in 4 con bagagli e tutto, oggi se non hai almeno un monovolume e 7 posti auto sei uno sfigato e non ti puoi muovere.
Una volta in TV c’era la Linea, oggi ci sono i Teletubbies.

La Linea
La Linea (1976)

Una volta si andava al bar a bere il caffè, oggi si va al bar e si beve l’orzo in tazza piccola, il ginseng, il caffè ristretto, il caffè all’americana, il decaffeinato.
Una volta al bar c’erano le zollette di zucchero.
Una volta al bar c’era la 7up (che noi chiamavamo ZUP), la coca, la lemonsoda, l’acqua brillante e la fanta, ora…
Una volta i genitori parlando di un gay dicevano che era “un effemminato”, le lesbiche non esistevano, meno che mai i travestiti, c’era solo Amanda Lear.
Una volta sui balconi si tenevano i gerani, oggi i limoni, gli aranci, gli ulivi, …
Una volta tutti i miei vicini di casa avevano i genitori che lavoravano in FIAT, ora i loro figli lavorano nei call center.
Una volta c’erano pochi “marocchini” (di solito in spiaggia), ora ci sono troppi “extracomunitari” (troppi non per me).
Una volta per incontrare un amico si andava al bar, o ai giardini, o in piazza, ora si va su Facebook.
Una volta in spiaggia i “marocchini” vendevano le radio russe o i cannocchiali, oggi vendono copie di giochi della WII.
Una volta le mamme dei compagni di scuola ricchi andavano alle terme, oggi vanno nelle SPA e negli Hammam.
Una volta nei Jukebox c’erano al massimo venti 45 giri (e ci bastavano). Oggi in un iPod possono starci circa 45.000 mp3.
Una volta un fascista era un fascista e un comunista era un comunista. Poi c’erano i preti, gli amici dei preti e quelli che votavano partiti strani come il “partito liberale”, il “partito social democratico”, il partito “repubblicano”…
Oggi, be’ … Oggi ci sono più o meno gli stessi, con nomi diversi, ma si vota solo contro o a favore di un personaggio che prima faceva la TV e ora fa … (aggiungete quello che più vi aggrada).

(potete continuare anche voi nei commenti se vi va)

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Varia umanità…

Stamattina in autobus ho seguito la seguente scena.

Tizia giovane 17/18 anni che legge un libro. Non ho visto il titolo, ma non mi sembrava “scolastico”.
Tizia altrettanto giovane che le si avvicina (sono amiche, credo) e le dice:

“Caaazzooo faaii? Leggi un libro? Eeeeh? Ma lo sai che so’ cose da comunisti?”

Io pensavo scherzasse.
Era serissima.

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La libertà de noantri…

Dai ieri sera è possibile finalmente andare oltre.
Al bando regolamenti, leggi e divieti. Non servono.

Si possono sorpassare, spiegare, interpretare.
Quindi da ieri è possibile in tutta Italia:

  • Picchiare a sangue dimostranti no-global dentro scuole e per la strada
  • Raccontare palle in TV su tasse e su cifre che riguardano la finanza pubblica
  • Picchiare a sangue la gente che presidia un territorio, di notte e con il silenzio dei media
  • Lanciare la TV digitale terrestre e vendere sottobanco i decoder
  • Legalizzare il falso in bilancio
  • Imbavagliare i giornalisti della TV pubblica
  • Esiliare i giornalisti che non si possono imbavagliare
  • Ridere quando c’è un terremoto
  • Evitare di partecipare a processi e cercare a tutti i costi di mandare tutto in prescrizione
  • Andare a troie con le auto blu e la scorta
  • Candidare gente come premio per favori personali di vario tipo
  • Presentare firme false per le candidature elettorali
  • Presentarsi in ritardo per consegnare le liste elettorali

Le ultime due sono nuove. Le altre ormai non fanno neanche più notizia.
Finalmente ho capito perché si fanno chiamare “Popolo delle Libertà”.
Ce l’avevo davanti agli occhi e non lo avevo ancora scoperto.

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Padre in progress

Mi guarda con quegli occhietti furbi e vispi: si aspetta qualcosa da me.

Io lo guardo e mi riempio di gioia. Gli darei il mondo oltre a tutto l’amore che provo per lui. Un fagottino che ha appena fatto 7 mesi.
Lui nutre grandi aspettative da me.
Mi osserva. Mi sorride, con gioia. Con una purezza che a volte mi lascia senza fiato.
E uno non sa se sarà sempre all’altezza delle sue aspettative.
Un sorriso va guadagnato, per ora facendo il buffone o le linguacce. In futuro, sarà più dura.
Mi godo il momento e respiro piano.

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La Nazione dei furbi

Diciamo che in questi giorni, ormai di piena campagna elettorale, siamo subissati di schifezze. Le sentiamo proprio tutte.
I media nostrani, che non eccellono sicuramente per originalità e professionalità, ci hanno subissato di argomenti leziosi, pallosi, spesso più gossip che vere notizie. Anche se nascondere tutto nel gossip è una strategia più che un errore.
Bertolaso, i ladri, la nuova tangentopoli, i ricatti, le intercettazioni, i furbetti, il terremoto come motore dell’economia (di alcuni), la Maddalena cementificata dagli amichetti di questo e di quello, i favori, le raccomandazioni, i massaggi, Silvio che dice quello, Silvio che dice che, Silvio di qua, Silvio di là.
Meno male che in questi giorni c’era Sanremo che con il suo “nulla” è riuscito magicamente a mascherare un’Italia squallida (spesso anche sul palco dell’Ariston a dire il vero) fatta di lustrini e brutti pensieri.
Prendo in prestito un post di Squonk perché è perfetto.

“Una volta erano i mariuoli. Oggi sono i lestofanti. Non è magnifica una lingua che ti permette di scegliere fra così tante alternative alla parola ladri?”

Siamo la Nazione del nulla. Anzi no, dei furbi. Furbi che fanno i ladri perché tanto così fan tutti. Gente che vota i furbi perché son bravi a far quello che vorrebbero far tutti. Rubare.
Ci sono tante brave persone in giro, ma per ogni brava persona ci sono almeno due farabutti.
Siamo la Nazione della Nazionale di Calcio e poco più. Alla faccia della storia, dei padri della patria e dei grandi che hanno reso omaggio a questa terra martoriata dalla sfighe. Una di queste, la più grande forse, è avere un popolo veramente di bassa qualità.

Quasi come i vestiti della Clerici a Sanremo. Quasi.

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La risposta

Alla fine la domanda senza risposta ha avuto un epilogo.
La domanda era:
“Ma cosa ci fa la Binetti nel centro sinistra?”
La risposta.
“Un cazzo”.
Non ci resta che chiudere la faccenda con un sardonico… Amen.

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