Il mondo del lavoro in Italia fa schifo.
Almeno per quanto riguarda il mio mondo del lavoro. E’ pieno di ipocriti che parlano di quanto fossero belli i giorni prima della bolla della new economy. Poi ti accorgi che chi ha guadagnato da quel periodo è ancora pieno di soldi e ancora ti parla di come fosse sbagliato credere nel web senza considerare ROI e business plan adeguati. Ma loro sono lì, ricoprono ruoli importanti e hanno un bel conto in banca. Tu semplicemente o eri troppo giovane per approfittare o eri troppo stupido per capire.
Poi ci sono quelli che possono, ma non fanno. Sono pigri. Hanno il coltello (per ora) dalla parte del manico e godono perché sei costretto ad ascoltarli, e quasi sempre dicono delle oscenità.
Poi ci sono i “giovani”, freschi di laurea, che credono che il mondo ruoti intorno a loro e alla loro fresca partita IVA.
Poi vengono quelli che van bene in tutte le riunioni, dicono sempre si e raccontano il mondo dividendolo in tasks.
E’ la volta quindi del bravo ingegnere che regge il mondo a colpi di byte, sogna Mountain View, ma non è mai stato neanche a Biandrate.
Le idee non passano, le belle idee non passano. Siamo il popolo dei progetti europei che non portano a nulla e dei finanziamenti che non finanziano nulla. Siamo il popolo della comunicazione fatta in casa, dove tutti quelli che sanno aprire un browser sono massimi esperti di Rete. Uno apre una bottiglia di vino e in automatico è un sommelier.
L’unica consolazione è che prima o poi si estingueranno. E spero che per allora le mie palle non si sian staccate a forza di girare. Allora sarò un vecchietto decrepito che parlerà ad un muro farfugliando di media sociali e di commodore 64. Ovvero non sarà cambiato nulla.