Non scorderò l’inguine – Giusy Ferreri remix (FratelliSberlicchio)

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Fratelli Sberlicchio in azione. Esilarante.

(via F.Vespa)

Regia: Marco Chiappetta (www.chiappetta.info)
Fotografia e Riprese: Massimiliano Sticca (www.sticca.info)
Montaggio: Max Bellarosa (www.fratellisberlicchio.it)
Voce: Cristina Visentin
Luci e Allestimenti: Fabio V.
Attori: Cristina Visentin
Gianluca Marino

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Arrestato dai militari un ladro di polli a Torino

A parte il titolo del post che ovviamente è farlocco qualche piccola riflessione sulla vicenda militari nelle città viene anche a me.
3000 soldati in 9 città italiane.
3000 diviso nove fa 333.33 periodico. Diciamo che ci sono circa 300 nuovi addetti in più alla sicurezza in “alcune” città italiane. Non tutte, alcune. Le altre… Si fottono.
Bene. Molto bene. Ma a me viene in mente che allora in media ci siano circa 300 addetti alla sicurezza in meno, di solito, nelle maggiori città italiane. E le altre comunque si fottono.
Abbiamo Polizia, Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale. Qualcuno mi spiega perché:

a) abbiamo 4 corpi di “polizia” in Italia …
b) non si è pensato di aumentare l’organico di uno di questi corpi?
c) con il denaro stanziato non si potevano invece aumentare le potenzialità di questi corpi di polizia (che so permettendo ad esempio alla Guardia di Finanza di trovare più evasori fiscali, ad esempio…)

Il presidio di queste nuove unità mi fa sorridere, anzi ridere. E’ l’ennesima trovata di un governo che non sa mantenere le promesse e butta fumo negli occhi ai media e ai cittadini o siamo di fronte a gente che pensa davvero che per aumentare il sentimento di sicurezza sia necessario far girare più divise in città?
Se vale l’ultima ipotesi, chi glielo dice a questi amanti dell’ostentazione del manganello che secondo gli studi effettuati negli anni da centinaia di psicologi e sociologi (nel mondo) si produce esattamente l’effetto contrario? Qualcuno glielo dice?
32 milioni di euro stanziati potevano servire a fare tante cose.
L’ultima che mi viene in mente è presidiare la casa di La Russa, il Colosseo o il CPT di Torino.

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La situazione del mio cervello non è buona

Un anno fa in questo periodo ero già in vacanza. Una vacanza strana. La mia vita un anno fa era in bilico tra decisioni difficili e momenti di incredibile sconforto personale. Mi ero licenziato da pochi giorni e il mio ex capo non voleva che andassi in vacanza. Dopo pochi giorni, mentre ero al mare scoprii che anche lui aveva dato le dimissioni e che quella sua “cura” nei miei confronti non era altro che l’ennesimo tentativo di farmi del male. La vacanza in Provenza fu un toccasana. Riuscii a staccare per un po’ di giorni e a prepararmi per una nuova vita. Con tante aspettative, molta eccitazione e molte paure.
Ora questa nuova vita, soprattutto lavorativa, la sto vivendo da un bel po’ di mesi e se devo trarre un bilancio non posso che essere felice e soddisfatto per le scelte fatte e per quello che sto facendo ora.
Il problema è sempre capire quali sono i propri limiti e quali sono le proprie pulsioni, anche emotive, soprattutto emotive. Io credo, in questi due anni, di aver capito quali sono i miei limiti. Questo è un bene? Non sono ancora in grado di dirlo. Sicuramente ho imparato a gestire meglio le mie paure e ad avere un controllo maggiore sulle mie emozioni. Ho anche avuto la fortuna di trovare nuove persone e ritrovare vecchi amici (conosciuti 10 vite fa) e di aver instaurato con loro rapporti veramente piacevoli e preziosi.
Ora, dopo un anno di corse, ho bisogno veramente di un po’ di pausa. La nuova creatura cresce, l’altra anche, ma ora è il caso che mi dedichi un po’ alle cose che amo di più. E non sto parlando né di tecnologia né di lavoro.
Due settimane di vacanza sono troppo poche, ma bisogna sapersi sempre accontentare.
Tra una settimana, se tutto va bene, saremo qui e poi qui, e inizieremo la terapia del riposo e del relax in compagnia di buoni amici. E questo conta molto, anzi per me, moltissimo.

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Poco tempo

Poco tempo per pensare, per postare, per me stesso. per gli amici, per il cazzeggio. Poco tempo, poca forza, poca pazienza, tanta stanchezza. Poca resistenza al caldo, molti doloretti fisici, mente annebbiata. Poco bene. Poco bene. Ma si sente in lontananza il refolo dell’aria di vacanza… Molto bene. Molto bene.

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