Neve

Foto Fontana Merz (fonte - La Stampa)I Torinesi non sono più abituati alla neve, specie quando è tanta.
I Torinesi della mia età si ricordano una grande nevicata a metà degli anni ’80 e poi poca roba.
Ma due giorni ininterrotti di nevicate hanno sconvolto la città. Non solo il traffico e la viabilità, ma anche le menti.
Con la neve devi andare piano. In macchina devi andare piano. Non frenare, se no pattini.
A piedi devi andare piano. Non accelerare se no scivoli.
Al bar devi entrare piano. Nessun movimento fatto di fretta se no sporchi dappertutto.
La vita un po’ rallenta e tutti a guardare in su: il cielo bianco, quei cosi che cadono indisturbati, gli alberi stracarichi che ogni tanto perdono qualche pezzo bianco. I paracarri che sembrano dei bignè alla panna.
Se poi ti fermi e guardi bene vedi che la città è piena di pupazzi di neve. Di bambini che giocano, di mamme preoccupate, ma divertite, che scortano i loro pargoli e di tanta gente che inesorabilmente… impreca. Ma quella è la parte meno poetica della faccenda.
Uno si rende persino conto che il “sale” è un bene prezioso, non tanto per dar gusto ad un cibo, ma per evitare che una città scivoli.
Questa mattina sbuco dalla metropolitana e davanti a me invece che piazza Rivoli (di solito un posto poco tranquillo) c’è un campo bianco. Vedo tanta gente che cammina in fila seguendo viottoli nella neve alta. E poi, uno strano silenzio. Piazza Rivoli non è silenziosa neanche a Ferragosto.
Cammino silenzioso e mi ricordo che nel 1985 forse avrei pensato di conquistare la rotonda della Piazza con un sacco dell’immondizia vuoto a mo’ di bob e un urlo liberatorio.
Altri tempi. Altra neve.

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4 commenti

  1. mio padre dice che non nevicava così dal 1987..cioè da quando sono nato io, nel “domani” di 22 anni fa…

  2. Ho letto che a Torino hanno persino chiuso le scuole … la neve fa uno strano effetto peccato che non si sia mai abbastanza attrezzati ( vedi Milano) e alla fine siano più i disagi il traffico e lo stress che altro quelli che porta in città