Il due di agosto…

Domani è il 2 Agosto e per me è sempre il giorno in cui a Torino chiude la FIAT. Una giornata triste perché i miei amici che avevano i genitori che lavoravano nella grande Fabbrica, partivano per le vacanze al Sud. Ci saremmo rivisti dopo un mese. Un lunghissimo mese. Io rimanevo per un paio di giorni solo, in una Torino deserta, senza negozi aperti (la panetteria più vicina era a tre fermate di 13 da casa, in Piazza Campanella). 

Poi la partenza anche per noi, verso il Veneto, al mare, dai parenti. Con mio padre che dismetteva per un mese vestito e cravatta e adottava bermuda, ciabatte e canottiera d’ordinanza. Poche ore di viaggio con tante soste, un rituale inalienabile (che mi manca tanto) e una Ritmo carica di valige, giocattoli e spensieratezza.

Al ritorno dal Veneto, intorno al 25 agosto, aspettavo con ansia il ritorno degli amici che, alla spicciolata, si facevano più di una decina di ore su auto stracolme di tutto, soprattutto di pomodori per fare la passata.  Generalmente si portavano al nord anche la nonna, o il nonno o entrambi. In una 128 o una Ritmo in sei.

Il 2 settembre era il momento della felicità, dei racconti, della abbronzatura che ormai non c’era più (a dispetto del Bilboa pubblicizzato da un Gerry Scotti, ragazzino).

Comunque, domani chiude la FIAT, e anche se non è così, lasciatemelo pensare.

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