In un recente post GG si cimenta in una delle sue illuminate riflessioni. Come affrontare gli Agnostici della Rete, i semplificatori, io direi anche i qualunquisti della Rete? Li incontriamo tutti i giorni, sono disposti a tutto pur di parlare e dimostrare che con le loro vacue parole non sanno nulla.
Parlano di Blog. E solo di blog. E non sanno cosa siano. Non ne han mai visto uno, o al massimo sono stati un paio di volte su quello di Beppe Grillo. Confondono il mezzo con il messaggio, non sapendo che in questa evoluzione si sovverte addirittura un pezzo della teoria di Jakobson: il mittente e il ricevente fanno parte del messaggio e influenzano il canale.
A parte queste diavolerie, la banalità regna incontrastata.
Confondere il mezzo con il messaggio è come dire che invece di parlare dell’ultimo libro di Baricco in termini di contenuti si parli della carta con cui è fatto e della pesantezza in termini di grammi del libro stesso.
La rivoluzione in Rete è ben altro, il blog è solo un mezzo, casualmente, come dice GG, il più comodo, il più adatto.
Mi ricorda tanto il periodo in cui si parlava di wireless concentrandosi sulla velocità della rete e sulle dimensioni degli access point (le antenne). Solo da poco si parla di “libertà nomadica” e di “filosofia mobile”, cioè di cosa se ne può effettivamente fare.
Il problema è che mi accorgo anche a lezione che gli studenti sono poco preparati (non tutti). Non sanno o non si curano di cosa sia effettivamente la Rete. Per la gran parte di loro tutto si concentra in una Chat e nello scarico forsennato di MP3.
Forse è colpa nostra. Parliamo troppo difficile. O forse è colpa di chi non ha l’età di capire (45/55 anni) e comanda. E sono ancora la maggioranza. E per loro Internet è un qualcosa in più, difficile da capire, regno di pochi antipatici sapientoni e di tanti oggetti digitali inutili.
Alla fine degli anni 90 un famoso imprenditore mi disse: “le email (pronuncia: email) non le useremo mai, vedrai quando ci saranno i fax a colori!”.

6 commenti
Hehehehe!
La storia dei fax a colori capitò anche a me! E la persona con cui avevo a che fare era un pezzo grosso della CGIL. Mi diceva che con i fax a colori si sarebbe potuta fare politica più facilmente, spedendo i fax dei volantini alla gente direttamente a casa. Un futurologo assoluto…
In compenso un mio compagno di università (che si spacciava per tecnologo), anni fa, mi fece discutere un paio d’ore affermando che il futuro sarebbe stato la “realtà virtuale”, concetto che ogni tanto compare ancora sui giornali ma che grazie al cielo ci siamo dimenticati (ora che ci penso, ricordo con terrore un terribile plugin vrml per Internet Explorer 3, brrr).
vero… la realtà virtuale … io ricordo bene il plug-in di Netscape. Innovazione assoluta.
Io mi rendo conto a volte di dare per scontate troppe cose quando parlo
con chi di pc e internet non c’azzecca molto… del resto per me è talmente
assurdo pensare che oggi come oggi qualcuno possa davvero fare a meno
di usare un mezzo come internet …
All’università e io studio comunicazione nella società della globalizzazione,corso che fa dello studio dei nuovi mezzi di comunicazione il pezzo forte del corso, (che poi in realtà non sia così o che lo sia in parte è un altro conto), non c’hanno effettivamente mai spiegato cosa sia, a cosa serva la rete, c’erano dei mie compagni di corso che non sapevano nemmeno accendere un pc e vedevano come cosa assurda l’obbligatorietà di un esame in “abilità telematiche ed informatiche di base” per accedere al secondo anno.
Quel che so del web l’ho imparato con la curiosità, conosco l’evoluzione dei mezzi (so per mia esperienza personale quanto impiegava una pagina web a caricarsi con il modem a 9600 e a 14.400 ed ora c’è gente che si altera se c’è un piccolo rallentamento con l’adsl), nemmeno si rende conto questa gente della libertà e della bellezza del wireless, utilzzo il pc per qualsiasi cosa, sprono tutti a casa nell’utilizzo del mezzo, boicotto con amici e parenti le varie pubblicità dei falsi “numeri utili” e mostro la bellezza del gratuito elenco telefonico online, cerco, scopro, imparo, è la mia finestra sul mondo senza intermediari, senza filtro, per questo mi piace e mi appassiona, perchè è uno strumento che mi trasmette grande libertà, questo all’università non l’ho mai sentito dire da nessun professore, forse se qualcuno l’avesse detto i “ragazzi di oggi” vedrebbero nel web qualcosa di più della chat….
baci baci Sally
questa “testimonianza” la dice lunga…