Cose varie

Escort
Quando ero piccolo avere una Escort era una roba da medio borghesi restii a comprare italici prodotti.
Quelli ricchi avevano la Croma e prima avevano avuto l’Argenta.
Ora la Escort è roba da ricchi, con tante famiglie da mantenere e con pochi scrupoli.
La Croma è diventata un’auto per famiglie normali e con molto spazio per il passeggino.

Liguri
La sensazione, quando passo più di un giorno in Liguria, è che i Liguri (non tutti per carità) sopravvivano “nonostante” il turismo.
Se fai un complimento per un caffè ben riuscito o per un locale decente e ben sistemato se la risposta è un grugnito al 90% il proprietario è ligure, se la risposta è “grazie mille, torni a trovarci” al 150% il proprietario non è del luogo. In ogni caso la torta di riso è sempre finita.

Mister 3%
Bob Geldof visita Berlusconi e lo chiama Mister 3% (perché è l’unico leader del G8 a non aver stanziato i fondi promessi per l’Africa).
Lui si irrita e fa parlare Letta, quando capisce che Bob non si riferisce né alle sue performance a letto né alle percentuali di gradimento per la sua persona, allora riprende la parola e conclude l’intervista con un “vedremo cosi si potrà fare”…

Bambini
L’altro giorno una bimba sui 3 anni ha chiesto in spiaggia al bagnino se poteva fare la pipì in mare.
Il bagnino le ha risposto di sì, – tanto lo fan tutti –
La poesia della bambina mi si è infranta contro la risposta del bagnino.
Mi è venuto in mente Tremonti.

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Grande Penna

Quando la colonia non sapeva che “pesci prendere” (il che può risultare una stranezza o l’esempio che le cose non sono facili per nessuno) il punto di riferimento era lui “Grande Penna”. Io non so perché si chiamasse così, ma le voci che giravano nella colonia parlavano di un difetto congenito ad un’ala: una penna lunga e di dimensioni anomale che da “giovane” gli permetteva di fare evoluzioni fuori norma e assolutamente invidiate da tutto il resto dei maschi.

In vecchiaia la sua saggezza era diventato un bene prezioso per tutti. Anche se spesso, con intervalli regolari, spariva, nessuno sa per dove, nessuno sa perché.
– Be’, non è detto che io sia un vecchio e basta! Ho ancora una vita – ribatteva lui quando arrivavano puntuali le solite domande sul dove fosse andato, con chi e soprattutto perché (nessuno sapeva nulla).

Grande Penna era solito dimorare sopra la casa dei Finazzi. Lui ragioniere in pensione, lei ex insegnante di matematica, piuttosto svampita.
Stava sulla casa dei Finazzi perché con il ragioniere c’era un certo feeling, lui dava a Grande Penna i resti della cena e spesso commentava le notizie della giornata, un riferimento alla politica, uno alla cronaca nera e poi l’inevitabile sequenza di lamentele sulla vita avara di novità, sulla vecchiaia, eccetere eccetera.
Grande Penna apprezzava la cena, commentava con il capo o con qualche urlacchio le parole del vecchio ragioniere e si congedava quasi sempre dall’amico umano con uno scagazzo sulla testa del nano da giardino, con cui in realtà non aveva un ottimo rapporto.

Grande Penna fu il primo a essere informato delle novità. E non la prese bene.

(continua)

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