Il programma di Walter

Partito Democratico - Walter VeltroniQuesto in sintesi il programma del PD presentato da Walter Veltroni oggi.
Si prega di diffondere, anche così possiamo far vincere la ragione. Usiamo i link bene, non solo per comparire su BlogBabel.
Usiamo il passaparola … e convinciamo chi conosciamo (io conosco solo gente che vota Walter o Fausto, sono un po’ sfigato). Non possiamo regalare l’Italia ad un “sito archeologico” (definizione data da D’Alema a Silvio oggi e più che appropriata, segnalatami da BMV).

Da Repubblica.it

(tra parentesi le mie povere riflessioni)

1. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav.
(questa ci allontana dalla Sinistra ma va bene così, io avrei aggiunto un incentivo alla aziende per produrre pulito, e multe severissime per chi inquina)

2. Innovazione del Mezzogiorno. No ad una “politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei.
(la prima parte è già sentita, la seconda deve essere attuata in modo che la gente “normale” capisca cosa si vuole fare)

3. Controllo della spesa pubblica. Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno.
(iniziamo con un attento controllo sugli sprechi dei Ministeri, non spaventiamoci davanti all’idea di licenziare i fannulloni nella PA)

4. “Fare quello che non è mai stato fatto”: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni.
(questa cosa è molto di sinistra, ma Walter, non parlare difficile, la gente non sa cosa sia un “punto in meno di Irpef”)

5. Investire sul lavoro delle donne. Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo.
(giusto, ma non trattiamo le donne come una categoria disagiata, vogliamo la completa parità, reale però)

6. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e “costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro”.
(un sogno, una proposta di sinistra, a patto che ci siano controlli e che non ci vogliano 10 anni per costruire 3 case)

7. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
(bella)

8. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.
(Qui parlo da Prof… io sistemerei quelle che ci sono, abbasserei le tasse nelle università che danno meno servizi e manderei a casa il 70% dei professori. Ah, numero chiuso, l’Università non è un parcheggio di lusso, vanno avanti quelli che hanno merito, non quelli che hanno soldi per pagare le tasse per 10 anni senza studiare – E poi, tutto va informatizzato, e va eliminata la Tesi che ormai è una farsa, così come vanno aboliti gli esami con i crediti, non è una raccolta punti!!!!)

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Aspettando il Barcamp

A meno di una settimana da WebDays-TorinoBarcamp 2008… noto che i numeri sono impressionanti.
Si sono iscritte un sacco di persone e ci sono una miriade di interventi proposti.
L’invenzione della formula su due giorni e tutta colpa mia, prima non ne ero proprio convinto, ora mi rendo conto che potremmo assistere, per la prima volta, ad un evento veramente di massa: il nostro primo obiettivo. Devo dire che la cosa un pochetto mi spaventa (ma mi eccita parecchio).
Speriamo che sia un Barcamp memorabile non tanto per i numeri, ma per la qualità dei contenuti.
Quindi il mio intervento su come “Debellare le classifiche dei blog e abbassare il colesterolo” forse salta. C’è roba ben più interessante tra gli interventi proposti… Ma chissà, magari nella Sala “interstizi”… Verso le 16.00… chissà.

Nota tecnica. Mettiamo a disposizione nel Circolo dei Lettori: Salotto Rosso (90 posti), Salotto Verde (circa 70), Sala delle Amache (circa 40), Sala “Interstizi” o del Biliardo (circa 25), Sala Caffè (piccoli tavoli da 4 o 5 persone), Galleria (con la mini mostra di foto di Flickr-Gruppo Torino- Gruppo Diecicento).
La sala centrale non è agibile (lo spazio fumatori è quindi spostato all’esterno del Palazzo, non nell’atrio, non nel cortile-giardino).
Confermate la vostra presenza prima possibile e correggete/aggiungete/cancellate i vostri interventi sul wiki.

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M’illumino di niente

Sono giorni che sento parlare di M’illumino di meno e mi irrito.
Bello, ok spegniamo tutto, per qualche ora, spegniamo tutto. Ma non spegniamo solo le cose che non usiamo con frequenza: consolle di gioco, videoregistratori, forni a microonde, radio, radiosveglie, nazbatag, … Spegniamo tutto, ma proprio tutto. Via la luce! Niente ascensori, niente boiler, niente. E facciamolo per un paio di settimane, non lampadina lampper qualche ora. Beh, nel limite dell’umano vivere. Soprattutto stacchiamo la TV (quante cazzo di volte è già comparso Silvio?? Centinaia). Stacchiamo i PC (sigh…), stacchiamo gli access point (noooooo!!!) … Non ricarichiamo i nostri DS e le nostre PSP… (una crisi, quasi un dramma). Non ricarichiamo i cellulari (sarebbe catartico). Donne lasciate fermi i vostri Silkepil per due settimane (il pelo aveva un certo fascino in molte culture arcaiche e in Costa Smeralda).
Qualche ora cari miei non serve a nulla. Domani le lucine degli stand by torneranno accese, le luci di casa saranno come quelle di un negozio di via Montenapoleone, gli uffici pubblici e le scuole saranno inspiegabilmente pieni di stanze accese anche di notte e continueremo ad attaccare di tutto di più alle prese della nostra casa e del nostro ufficio.
Cosa serve un giorno? Anzi, no, qualche ora. A nulla.
E queste iniziative? Meno che zero.
“Dopo il grande successo delle precedenti edizioni…” dicono gli amici di Radio Due.  Ma per favore! Iniziamo a vedere se tra un’edizione e l’altra son cambiate le abitudini, son diminuiti i consumi. Non lo so, magari è successo. Ma secondo me no. E allora… continuiamo così. Sensibilizziamoci. Dai, sensibilizziamoci. A me piace sensibilizzarmi.
Ora vado a vedere due o tre documentari di giapponesi che massacrano balene. Tanto per star in pace con la mia coscienza. Che bastardi questi giapponesi… quasi quasi questo fine settimana faccio astinenza da sashimi.

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Dal benzinaio…

Axell – Salve! Mi mette per favore 50 euro?
Benzinaio – Bene. Olio? Come siamo messi con l’olio?
A – Boh, non lo so, ma secondo me è ancora buono.
B – Uhm… quindi solo 50 euro di benzina?
A – Sì, perché non si può mettere solo 50 euro?
B – Mah, sa, non è saggio, domani magari aumenta e lei non risparmia nulla. Sempre il pieno bisogna fare.
A – Ma la benzina mica aumenta sempre.
B – Beh, sì, comunque il prezzo del petrolio è calato.
A – Vede? Quindi la benzina calerà.
B – E no!!! E che cazzo! Aumenterà. Colpa di ‘sto governo ladro…
A – Ma il governo che c’entra, è caduto!
B – Guardi non so che dirle, la benzina aumenta sicuramente. Qui non si campa se no.
A – Allora è vero che anche se il petrolio cala voi delle compagnie ve ne fottete.
B – Ma cosa dice?  E’ colpa del governo. Troppe tasse, troppe tasse.
(fiction)
A – Ma si fotta, è che siete ladri. Magari non voi, ma le compagnie!
B – Lei è uno sporco comunista.
A – E lei un ladro di merda.
(/fiction)
B – La fa la raccolta punti?
A – No, guardi, non c’ho testa. Salve.
B – Salve. E controlli l’olio.

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