Pensieri di Aprile 2008 ↓
29 Aprile 2008Stasera alla FNAC: BlogBar (settima puntata)
Segnalazione:
Martedì 29 aprile 2008 alle ore 18.00 alla Fnac di Torino settimo appuntamento di “BlogBar: blog, internet e altro” una serie di microeventi dedicati alla cultura di rete e all’economia digitale che vogliono essere uno spazio aperto per blogger e non, per addetti ai lavori e per curiosi che possono partecipare a una conferenza, ma anche intrattenersi presso gli spazi e il bar della Fnac di Torino.
Questa volta si parla dell’evoluzione di internet: Web 2.0 e poi ? Come le nuove evoluzioni della rete possono renderla più utile sia agli utenti smaliziati che a quelli alle prime armi. Alla Fnac di via Roma Vittorio Pasteris insieme a Luca Grivet e Andrea Toso.
Durante l’incontro sarà presentato il libro Web 2.0: guida al nuovo fenomeno della rete.
Dal blog di Pasteris
27 Aprile 2008
La normalità
E’ da un po’ di ore che penso al concetto di “normalità”.
Mi è successo un fatto oggi (che non cito) che mi ha un po’ impensierito.
Cosa vuol dire “normale”? E soprattutto, la “normalità” è legata ancora così tanto allo stile di vita, al luogo dove si vive e si lavora, alla cultura delle singole persone? Io pensavo che la “normalità” fosse un concetto ormai molto astratto.
Mi accorgo che per molti è un punto di riferimento forte. A volte un’ancora di salvezza.
Bisogna tendere alla normalità.
Quello è normale, quell’altro invece non lo è.
Questa situazione è “normale”, quell’altra non è corretta: è anormale.
Per me è normale che i miei studenti frequentino i corsi all’università. Per altri non lo è.
Per me è normale essere tolleranti, sempre e comunque. Per altri la normalità la si conquista dichiarando che gli altri sono “anormali”. E quindi potenzialmente pericolosi, da correggere o assolutamente da evitare.
Ok, mi fermo qui. E’ solo un pensiero a voce alta.
Però sono perplesso. Rispetto al concetto di “normalità” mi sento molto anormale.
26 Aprile 2008
Genio Zoro
Anche io avrei cantato Bandiera Rossa, gli altri se volevano “potevano cantare Margherita di Cocciante”.
Diego ti amo.
25 Aprile 2008
Scartato e provato Mario Kart per Wii
Un’opinione pacate e serena?
Il più coinvolgente e divertente videogame a cui io abbia mai giocato.
Sono stato abbastanza pacato e sereno?
(il mio code: 5413 0252 9430)
25 Aprile 2008
25 Aprile
Domanda in TV a gruppo di ragazzini.
“Sapete cosa è il 25 Aprile?”…
Risposta di una ragazzina del gruppo… (ironica?)
“Il ponte prima di quello del Primo Maggio?”.
Oggi si festeggia il 25 aprile. Festa Nazionale della Liberazione. Da non confondere neanche per sbaglio con il V2 Day.
25 Aprile 2008
Purché se ne parli… aka The Untouchables
Torno sull’argomento “sporca trentina” e Current TV dopo aver scatenato una “piccola” blogpolemica nei giorni scorsi (vedi post qui sotto).
Le risposte sono state di vario tipo, con diverse temperature e con molte sfumature.
Molte mi hanno fatto rabbrividire. Soprattutto questa. Ma ce ne sono state altre che mi hanno lasciato decisamente sorpreso e perplesso.
Io ho contestato sia il metodo sia la lista semplicemente perché il metodo era un po’ improvvisato e la lista semplicemente una forma per dichiarare una élite piuttosto che una “apertura” e la filosofia di Current TV e dell’incontro mi sembra vada esattamente in senso opposto.
In ogni caso ribadisco, per gli interessati, i polemici e per chi passa di qui per caso:
a) Non mi piacciono le liste e anche quando ne faccio parte non mi sento un eletto, anzi la cosa mi ha sempre dato un po’ fastidio. Implicano chiusura e non apertura a meno che non segnalino qualche merito specifico.
b) Mi rendo conto che da un post polemico possano nascere delle derive, ma qui non si è mai discusso di esclusioni “colpevoli”, ma solo di metodo e di forma. La sostanza è che la Blogosfera non è un insieme di nomi in un elenco, non lo è mai stata. La Blogosfera, caro il mio Luca, è fatta da mille nomi anonimi che usano i blog in tante forme e in tanti modi, anche formattando in modo pacchiano il testo e con post che parlano di suonerie di cellulari o di amenità poco accademiche, ma non per questo meno importanti.
c) In quella lista ci sono persone che stimo e che ritengo molto autorevoli (con una buona parte condivido anche piacevoli amicizie), ma io non discuto la composizione, ma, ripeto, “il metodo”. E il metodo secondo me, ma non solo secondo me a quanto pare, ha danneggiato l’evento, creato malumore, allontanato invece che avvicinare.
d) Mi fa ridere il fatto che si torni sull’argomento “autoreferenzialità”, a distanza di anni. Molti blogger (che vengono definiti “professionisti”) non esisterebbero senza le liste e questo mi fa riflettere, anche perché se di “merito” si può parlare in molti casi ci possiamo rendere conto che non sono i numeri o la qualità a contraddistinguere i nostri “blogger” nostrani, ma la capacità di “essere presenti” ad eventi che alla fine hanno come pubblico solo loro stessi e poco più. Un piccolo mondo in realtà.
Un piccolo mondo che fa girare piccoli affari, visibilità, qualche compenso. Siamo ben lontani dal blogger professionista e poi… cosa è un blogger “professionista”?
e) Quando ho organizzato (con molti altri) il BarCamp di Torino mi sono sempre mosso per avere i “non addetti ai lavori”. La cosa, visti anche i numeri e le “facce non note”, pare abbia funzionato. La dimostrazione che la Rete funziona anche al di là delle liste. Basta capire come funziona la Rete “allargata” e che per “allargare” la Rete è necessario farsi un discreto culo. Chi non ha voglia espone le liste (e ormai mi sembrano veramente, come ho detto in precedenza, i cartelli promozionali di un Circo dei tempi moderni).
f) “Purché se ne parli“. Rubo la frase dall’amico Giorgio … L’importante è che l’evento Sky / Current TV venga bene e se ne parli. E visti gli attori coinvolti direi che ci sono buone possibilità che la cosa funzioni, ovviamente se tenete Marco fuori (ah ah ah ah).
g) La raccolta di domande dei blogger da fare ad Al Gore mi ricorda quello che faceva la mia professoressa di Italiano delle Medie quando veniva un’autorità a trovarci a scuola (un po’ ridicola come cosa no?). Le domande dei blogger…Mah.
h) Torno al post di Luca Sartoni e ne cito un pezzo, senza commentarlo… (i grassetti e i barrati però sono miei).
La critica più diffusa in questo periodo è: si invitano sempre le solite facce.
Ovvio. Perchè le solite facce si fanno il culo a paiolo andando il lungo ed in largo e soprattutto perchè molti di loro stanno lavorando. Magari hanno progetti strampalati, atipici, insoliti. Ad ogni modo le solite facce si danno da fare e si fanno vedere. Scrivono ogni giorno, seguono progetti editoriali, e udite udite devono rendere conto a qualcuno di quello che scrivono o pubblicano. Si chiama vendersi? Forse, ma a casa mia si è sempre chiamato “Lavorare”. Con la L maiuscola, come la O di Operaio.
E guardacaso(non è una parola italiana)coloro che spalano fango sui blogger presenzialisti (e speriamo un giorno professionisti) sono Studenti, Professoresse, Dirigenti, Impegati (impiegati forse), Amministratori Pubblici. Tutti meritevoli di iniziali maiuscole, ma tutti blogger che continuano a confondere i diari online dalle pubblicazioni un po (ti sei dimenticato una cosa dopo il “po”) più impegnate. Simpatici bacchettoni che non infilano quattro congiuntivi(ma magari sanno mettere gli apostrofi), che non formattano il testo, che non hanno una base di scrittura web(non credo che sia necessaria), che non sanno scegliere le immagini, che accendono la webcam e fanno “casataldeitali” a base di rutti ma soprattutto che non hanno nessuno a cui rendere conto, tranne al buon gusto (che comunque tradiscono regolarmente).
Liberi di fare tutto ciò e di sentirsi Blogger con la B maiuscola, ma sono più vicini ai loro figli che chattano su MSN e si pimpano su MySpace, piuttosto che a chi sta muovendosi verso il lato imprenditoriale della rete(e lasciamo che si muova).








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