…e il tutto premessato e coordinato in un unicum sensato.
(!!!) fantastico (!!!)
– Si lo so, ok, è uno famoso, ma sta vomitando!
– Vagli a dare una mano, ora sta male anche il figlio, hanno cenato mangiando qualcosa che gli ha fatto male.
– Cosa devo fare? Devo mettergli la mano sulla fronte? Ma ti pare?
– Vagli a dire che se vuoi sospendiamo la serata.
– Io? Io devo dirgli questo? Con tutta quella gente che c’è lì fuori? E il palco, e i vigili che da stamane bloccano largo Europa?
– Si.
Entro nel bagno della pensione Italia, lui è lì. Appoggiato al muro, camicia bianca sbottonata e giacca di lino scura. La sua faccia è uno straccio. Di fianco il figlio. Uno straccio pure lui.
– Signor J. se non si sente bene, se vuole rimandiamo. O annulliamo. O ritardiamo, mi dica lei.
Lui mi guarda, accende una sigaretta. Mi sorride. Ho davanti un mito della musica e del cabaret italiano, io sono in pantaloncini e maglietta gialla. Mi vergogno un po’.
Il figlio P. mi guarda, poi guarda il padre e poi alza la testa sorridendo.
– Un incidente di percorso, non ti preoccupare. C’è gente?
– Si c’è gente, molta.
– E allora non facciamo aspettare la gente. Un pessimo fritto misto non può fermare la musica e questa gente è venuta per ascoltare buona musica. Al massimo metti un cestino dell’immondizia di fianco al pianoforte, non si sa mai.
Li guardo. Padre e figlio. Sono identici. Hanno una faccia sconvolta, ma il palco li attrae come una calamita, forse la miglior medicina per loro.
Escono e salgono sul palco.
E la serata inizia.
A volte capita che si rimanga stregati. Una blog può stregare.
Dandyna è capace di odiose invasioni irriverenti.
Che producono … sorrisi e dipendenza!
Guardo fuori. Il portatile si riflette sul vetro della porta finestra.
Non piove più. Luci sul corso. Lei è lì al solito angolo che aspetta un cliente. Non so se sia una lei o un lui. So solo che fa una gran vita di merda.
Non ho più da leggere. Ho finito l’ultimo ieri sera. Angeli e Demoni è come lo dipingeva l’amico Emiliano. Un bel thriller (vagamente esagerato) scritto con lo stile di un quindicenne.
Ma mi ha appagato. Anche se forse il buon Dan Brown (che faccia idiota nella foto in copertina) poteva contenersi un po’. Anche se è evidente che lo stile è perfetto per le major americane, come il Codice Da Vinci.
In ogni caso lei è lì che batte. Ogni tanto si ferma una macchina, ma sembra che non tiri aria buona, sarà per colpa dell’euro o sarà semplicemente per lo spirito pasquale.
Vedo che la Pasqua si è rivelata ottima per il riposo e la riflessione, e anche per qualche buon film.
E vedo anche che la signorina (o il signorino) ha trovato compagnia. Buon per lei/lui. Evviva lo spirito pasquale. Abbasso le tapparelle e vado a dormire.
Beh, ho resistito finche potevo.
Poi la mia corsa al superfluo tecnologico è ripresa.
Ho assalito il negozio Tre di Via Roma, messo in crisi tre commessi (di cui uno è sicuramente il clone di Pavarotti, ma magro), e indagato il possibile con il piglio voglioso di chi aveva necessità futile di acquistare un oggetto UMTS.
Operazione riuscita. Lui è arrivato. Ora mi chiedo cosa farne. Forse nulla. Ma non ho nessuna intenzione di mettere in discussione le mie manie.
Ripartono i BlogRodei on line.
Maggiori info e aria fresca qui.