Nei suoi occhi

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Il Natale che non ricordavo l’ho rivissuto quest’anno, questa mattina negli occhi del mio piccolo.

Sapeva che sarebbe arrivato Babbo Natale (boh… ammesso che a due anni e mezzo capisca che forse esiste un simpatico signore che va in giro con delle renne) e questa mattina ha trovato i suoi trenini, le sue macchinine e il suo camion dei pompieri sotto l’albero. Nei suoi occhi la gioia per un dono aspettato e inaspettato. Nei suoi occhi ho rivisto me stesso di tanti anni fa e l’immagine di chi ha la fortuna di avere un Natale, dei genitori, un Babbo Natale in cui credere e un albero di plastica finemente decorato e illuminato è passata in secondo piano. La felicità, si sa, è relativa.
In ogni caso la gioia quando è quella cosa lì, è veramente qualcosa che si può toccare, soffice come la neve, chiara come l’ingenuità vera, sincera come un sorriso.

Peccato che crescendo il Natale diventi tutta un’altra cosa. Peccato davvero.

Nei prossimi giorni giocheremo molto. Ciuuuf ciuuuuf!

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