Il dramma di iera a Catania

Io sono un grande tifoso, amo il calcio, pur non avendolo mai praticato. Amo soprattutto (come anche i muri sanno) il Toro e la sua storia, fatta di emozioni, delusioni, gioia e spirito sportivo.
Quello che è successo ieri a Catania è gravissimo.
La sospensione del campionato è sacrosanta. Fosse per me andrebbe sospeso (o disputato a porte chiuse e senza telecronache) per almeno sei mesi.
Ma di chi è la colpa? Ci sono tanti colpevoli questo è il punto.
Non basta dire che lo “stadio” è diventato il “porto franco” dove sfogare disagi sociali e violenze teppistiche.
E non è vero quello che dice Corini, capitano del Palermo:
“In questo momento in me prevale un sentimento di grande amarezza, di dolore per i familiari della vittima e per la persona che e’ scomparsa, tutto questo non c’entra nulla con il calcio“.

testata di Del Vecchio a Materazzi Invece tutto questo c’entra con il calcio.
Le “testate“, la violenza in campo e i comportamenti dei giocatori contano.
Esistono sport violenti per natura come il rugby dove la violenza esiste, ma è legata ad un atto sportivo, al contatto fisico ed è gestita con fair play. Il Calcio non prevede “contatti fisici” e invece…

Il nostro campionato è corrotto, ed è corrotto alla base, anche nei campionati minori.
La rissa parte in campo ed esce al di fuori, per poi tornare dentro, un rimpallo che con lo sport non ha nulla a che fare, ma che crea un “mostro”, un animale multiforme che spesso e sovente prende la forma del giornalista sportivo pronto alla rissa in diretta e allo scontro verbale e anche fisico.

Marcello Lippi ha affermato stamattina: “Le società dovrebbero dire ai propri tifosi che anzichè acquistare calciatori per rinforzare le squadre, i soldi vengono dirottati per garantirsi la sicurezza, come succede in Inghilterra”.
Io direi che le società devono iniziare innanzitutto a isolare i teppisti, evitando di portarli allo stadio con tanto di posti “riservati” e abbonamenti “dedicati” (e succede anche al Toro).

Se nulla cambia, se permettiamo che un giocatore “picchi” in campo, che un arbitro faccia male il suo mestiere, che un commentatore sportivo dica “se l’è cercata”, se consentiamo che ci siano gruppi organizzati che ostentano svastiche e fischiano i “negri”, se pensiamo che un giocatore come Ronaldo possa valere uno stipendio di “un milione di euro al mese”, se permettiamo che il calcio sia più di uno sport e che diventi un fatto di cronaca, allora… se ci scappa il morto, non lamentiamoci e non stupiamoci.

Share

Ti potrebbe piacere anche...

37 commenti

  1. Penso che una cosa grave sia pensare che questo e’ una prerogativa italiana ed in quanto tale non puo’ essere risolta. Bisogna rendersi conto che problemi simili sono stati affrontati e risolti in altri paesi dove si puo’ andare allo stadio e non trovare nemmeno una barriera divisoria.

    Ed e’ un problema del calcio in generale perche’ si puo’ andare a seguire una partita di rugby, pallavolo o basket e non per questo rischiare la vita.

  2. Sparare ad altezza d’uomo. Magari alle gambe. In un paio di settimane, voglio vedere come spariscono i teppisti. Siamo una società troppo buonista. Un criminale che butta bombe carta, lavandini e pallini di ferro da 50-60 metri di altezza non lo fa per simpatia. Lo fa per uccidere. A questo punto, tanto vale parlare il loro stesso linguaggio. Oppure, se vogliamo davverio riconoscere il loro legittimo diritto a sfogare frustrazioni accumulate, riapriamo il Colosseo e facciamoli giocare li con leoni e pantere…magari si rilassano un pò. Sono schifato. E mi domando quanti indultati c’erano tra i simpatci ultras del Catania…Grazie Rifonda, grazie Comunisti italiani, grazie Verdi, grazie benpensanti cattolici del cavolo…ottimo lavoro. Passate all’incasso della morte di un povero impiegato pubblico di 38 anni morto per compiere il suo dovere.

  3. Ciao Axell. In un tuo post ho letto che per i tag di Technorati usi il Bunny Tags plugin. Per il mio blog uso lo stesso plugin, tuttavia ho notato che se qualcuno lascia un commento ad un mio post, i tag che avevo inserito spariscono. Sono passato da poco a WordPress e magari mi sfugge qualcosa. Grazie in anticipo 😉

  4. tutti i calciatori intervistati dicono: quesot non è calcio. E invece è come dici tu, adesso è questo il calcio,quel mostro che hai descritto

  5. Il problema è che in Italia c’è un lassismo eccessivo ed un buonismo spropositato. Una volta quando nel calcio giravano meno soldi e c’erano le squalifiche a vita avvenimenti del genere difficilmente sarebbero successi.

    Ora che il calcio non è più un gioco ma una risorsa economica per l’intero Paese, che le cifre che girano in questo sport sono da capogiro. tutto è cambiato.

    Purtroppo non è più uno sport: neanche a livelli dilettantistici. In ogni categoria c’è quell’ansia, quella tensione, quella pressione legata alla voglia di “sfondare” nel mondo del pallone che si palpa e si percepisce a chilometri di distanza da un piccolo campetto di periferia.

    Tutti sono ossessionati dalla prestazione e dal risultato perchè sono gli unici modi che ti possono portare ad emergere dalla massa e a diventare il Cassano di turno.

    La cosa che però molti non considerano e questa pressione non è facilmente sopportabile se non si è particolarmente predisposti alla sfida ed alla competizione. E’ un fatto psicologico che però ha un effetto negativo su tutto l’ambiente: tifosi compresi.

    Se dal calcio sparisse il denaro e gli interessi economici che attualmente lo stanno rovinando e ritornasse ad essere uno sport, forse tutto questo sparirebbe dal campo e di conseguenza molti deficienti sugli spalti troverebbero altri modi per sfogare la loro assurda bestialità altrove.

    Purtroppo molti vanno allo stadio perchè inconsciamente si identificano nel calciatore stressato che quando scoppia tira la gomitata all’avversario spaccandogli la faccia e qualche domenica dopo ritorna in campo come se nulla fosse. E altrettanto inconsciamente si sentono legittimati a sfogare la loro stupidissima bestialità spaccando tutto, picchiandosi ecc ecc… tanto ormai lo stadio è diventato il posto più adatto per fare tutto questo nella massima legalità ed al massimo non ci si potrà andare per qualche settimana se si esagera un pò.

    Purtroppo finchè ci sono i soldi da una parte ed il lassismo/buonismo dall’altra la situazione continuerà a rimanere sempre questa. Quando vedi giocatori che picchiano l’arbitro e hanno qualche misero mese di squalifica se non addirittura l’impunità perchè non c’è nessuno che testimonia a favore di quel povero pirla che corre in mezzo al campo, quando vedi che danno 50 euro di multa ad una società per un’invasione di campo da parte di quattro tifosi armati di manganello, quando vedi tutto questo poi o ti viene voglia di allontanarti da questo mondo oppure ti viene voglia di prendere spunto dagli esempi che ti danno gi altri e sfogarti un pò anche tu. E la scusa che “tanto si tratta di categoria minore” non deve esistere.

    Forse mi sono dilungato un pò troppo ma io il calcio sono abituato a viverlo di persona domenica dopo domenica e quella di ieri sera è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

  6. È inutile che le società chiedano sospensioni più lunghe e se la prendano col sistema.
    La colpa è solo la loro: loro hanno educato i tifosi a diventare teppisti, e hanno assunto i teppisti come tifosi stipendiati.
    Piangere dopo è troppo facile.
    Si parla di sistemi di sicurezza che non funzionano…
    Sì, magari in serie A o B, ma nelle serie minori non sono pochi gli stadi dove non c’è nemmeno l’illuminazione, cosa si pretende?
    In prima categoria, dove milita la gloriosa U.S. Caresanese, squadra del mio paese, ci sono risse tutte le settimane. E non ci sono giri miliardari, le squadre riescono appena a tenersi a galla con qualche sponsor, eppure c’è gente che va alla partita apposta, nella speranza che ci sia da far rissa.
    Se questo lo si traspone a livello di serie A, ci scappa il morto.
    È un problema di educazione alla violenza, che ormai regna ovunque, ma se nessuno foraggiasse questi tipi solo perchè si fanno il mazzo ad andare in trasferta ovunque, non si arriverebbe a questi livelli…

  7. Io non dico che sia una prerogativa italiana. Dico che in Italia sarà più difficile sradicare questo shifo per le ragioni che ha ben espresso Axell.
    PS: Io invece il calcio l’ho sempe detestato, ma credo che ci siano sinistre corrispondeze tra comportamenti aggressivi che nel nostro paese stanno diventando comuni: al volante, attorno allo sport, attorno alla politica (a Roma dilagano manifesti neofascisti e neonazisti, in scritte si inneggia a Di Canio eccetera). Secondo me, sfortunatamente tutto si tiene.

  8. Questa gente carica la polizia ma se per caso qualcuno di loro viene ferito da un poliziotto negli scontri è colpa delle istituzioni..se gli rubano il portafoglio sotto casa si lamentano che c’è poca polizia nelle strade..troppo facile in questo modo.
    Perchè dobbiamo pagare la polizia per andare a sedare gli scontri?E poi gli ultrà lottano per chi?per i semidei che la domenica scendono in campo pagati miliardi?
    Secondo me è tutto sbagliato..ed è solo il calcio ad avere questi problemi.
    Oggi è iniziato il sei nazioni di rugby, l’Italia ha perso contro la Francia. Questo è sport..con i tifosi delle squadre mescolati sulle tribune a far festa e non a tirarsi dietro di tutto..

  9. guardate l’esempio dell’inghilterra.
    ci sono voluti 17 anni, ma adesso allo stadio stanno tutti senduti, non ci sono barriere o transenne tra il pubblico e il campo.
    famiglie con tanti bambini che vanno tranquilli allo stadio.

    ovviamente per ottenerlo c’è voluto il pugno di ferro, ma non diciamo cazzate, tipo che da noi è più radicato.

    scusate ma, per una volta, il fenomeno degli hooligans l’abbiamo importato. epperò il paese in cui s’è originato tale fenomeno ha preso provvedimenti di ferro: posti a sedere (obbligatori, non alla cazzo come nelle curve), biglietti nominali, niente fumo o alcool negli stadi, pub chiusi nei dintorni, telecamere in TUTTO lo stadio.

    e adesso andare allo stadio lì è di nuovo una festa.

  10. L’indulto non centra niente: non facciamo polemica politica a sproposito (altrimenti diciamola tutta:/l’indulto lo hanno votato anche Forza Italia e Udc; e in ogni caso non sono usciti i responsabili di crimuni violenti).

    Vogliamo buttarla in politica? Facciamolo, ci sto.
    La tifoseria responsabile del caso? Quella catanese, notoriamente e quasi interamente di estrema destra, per quanto riguarda i gruppi organizzati (forse la più destrorsa d’Italia, insieme al Verona e al Varese)

    E che dire del fatto che nello stadio di Catania – città amministrata dal sindaco berlusconiano Scapagnini – la legge Pisanu non è stata applicata e non ci sono i controlli all’ingresso, i biglietti nominali, ecc., cosa che in altre città – per esempio Torino – c’è? Perché il Comune a Torino esegue le leggi e a Catania il Comune di destra no?

    E le connivenze tra il Catania calcio e i gruppi ultras, benedette nientemeno che da La Russa? (che nella campagna x il sindaco usava come slogan “porteremo il Catania in serie A”, ventilando un appoggio politico della sua coalizione alla squadra?

    Mi fa schifo mettere la questione sotto questo punto di vista, perché è l’ottica sbagliata: ieri si è consumata una cosa orribile e la distinzione è solo tra civili e incivili.

    Ma se uno arriva e fa della polemica politica a sproposito, tra l’altro dicendo falsità (o ignorando la materia, giacché il 90% dei gruppi ultras pericolosi in Italia è neofascista), allora mi incazzo: è una speculazione bella e buona, così come quella degli idioti che hanno fatto le scritte riguardo una presunta “vendetta” per Carlo Giuliani (ignorano che il povero poliziotto ieri è stato ammazzato dai neofascisti…).

    Aggiungo un’altra cosa: non amo i Verdi, Rifondazione e i Comunisti Italiani, basta leggere il mio blog.
    Detto questo, quelli sono 3 partiti che da sempre sono stati fedeli alla linea più repressiva nei confronti del tifo violento.
    La cosiddetta “mentalità ultras” ha sempre avuto supporto a destra e tradizionalmente è nemica della sinistra, troppo “anti-calcio” per i violenti da stadio.

    Quindi non diciamo cazzate, ché in questi momenti è più ragionevole pesare le parole e i ragionamenti.

  11. Rimango sempre più convinto che la cosa da riformare non sia il calcio, ma l’intera nazione.
    Lo sport non c’entra nulla.
    Questi sono disordini mentali e sociali.
    Sulla non applicazione della legge Pisanu bisognerebbe discutere, sappiamo bene (vero Suz?) che allo stadio non entrano gli accendini, ma entrano le bombe carta… e le spranghe. Quindi è vero che bisogna applicare la legge, ma anche migliorarla, renderla più seria.
    Io, se avessi un figlio, allo stadio non ce lo porterei mai. Anche a Torino.

  12. Purtroppo non credo che basti non mandare i teppisti allo stadio. Bisogna domandarci quali sono i mali della società. Mi sembra utile trasformare lo stadio in un luogo per famiglie, con i centri commerciali integrati, così come stanno facendo gli inglesi, ma poi la violenza troverebbe altri luoghi. Gente che si ammazza nelle strade di Napoli, stragi commesse dai vicini di casa… Non è demagogia, e nemmeno penso non sia utile affrontare un problema per volta, però bisogna allargare la visione, altrimenti ci ritroviamo come al solito a mettere i “tacun” (i tamponi e i cerotti). Scimmiottare gli inglesi serve a poco (non per tutto tralaltro hanno modelli da imitare). Anche perché ricordiamoci, se ti beccano a Londra ubriaco in auto ti mettono a dormire una notte tra le sbarre. Noi invece siamo quelli della patente a punti, un gratta e vinci della sicurezza stradale.

  13. Ma allora… che io sappia i tafferugli (e le bombe carta, trick track e ballack) sono avvenuti fuori dallo stadio dove ha putroppo perso la vita Filippo Raciti.

    Poi sappiamo benissimo tutti che se vogliamo far entrare una bomba carta la facciamo entrare anche all’Olimpico (te lo assicuro, me la portano dentro i calciatori…)

    La questione come ha detto Axell non è di destra o di sinistra, non è meramente colpa delle società o del sindaco:

    Rimango sempre più convinto che la cosa da riformare non sia il calcio, ma l’intera nazione.

    Punto.

  14. La pensiamo nello stesso modo, come spesso accade. Ho messo tutto in un post chilometrico (per dirla alla suzukimaruti) ieri sera…

  15. Grazie Axell! Subito dopo aver chiesto aiuto, ho trovato la soluzione su un blog.
    Per quanto riguarda la questione del tuo post, la penso come Davide Salerno. Andrebbero cambiate molte cose nel nostro Paese. Manca però la classe dirigente.
    Buona giornata

  16. PER SUZUKI.
    Non mi piace che si definiscano cazzate le mie parole. Da persone come te mi aspetto lo sforzo argomentativo, non l’insulto, anche quando si confrontano con persone meno colte e intelligenti, tra le quali sono evidentemente da te compreso. Sono spiazzato che tu prenda come affronti personali giudizi che sono rivolti a parti politiche che – tu dici – non ti sono memmeno affini.
    IO LO RIPETERO’ FINO ALLO SFINIMENTO, PERCHE’ E’ UNA SACROSANTA VERITA’, non contestata nemmeno più dalla Sinistra. L’indulto ha liberato masse criminali enormi e ancora ne libererà, visto che per mesi continueranno i processi “farsa” in cui imputati condannati saranno liberati per effetto dell’indulto.
    Precisato che alcuni indultati sono povera gente che sta approfittando dell’occasione per mettere la testa a posto, la maggior parte della marmaglia vomitata dalle carceri in strada alimenta fenomeni come il teppismo negli stadi (e fuori). Senza contare che l’onda lunga dell’indulto è l’effetto psicologico dell’impunità: ma chi ha paura di fracassare tutto se poi nemmeno va in galera???
    Se vogliamo fare un discorso sulla teoria penale tra gentiluomini seduti davanti a una buoNa tazza di earl grey, possiamo anche trovare un compromesso filantropico e poi metterci a giocare a bridge. Ma visto che ho parecchi amici nelle forze dell’ordine non incazzati, ma DISPERATI e IMPAURITI per l’effetto dell’indulto ho maturato un altra prospettiva sul fenomeno. Dovremmo ricordarci che c’è gente che rischia di farsi ammazzare per 1.276 euro al mese da un digraziato che dovrebbe stare in carcere.
    Precisato che non sono della parrocchia di Scapagnini e che non voto a destra (come potrebbe credere qualcuno), mi arrogo il diritto di dire la mia opinione fino a prova inconfutabile e contraria.

  17. Una polemica tra Winston e Suzuki sono di quelle cose che non vorresti mai vedere/leggere, se ti consideri almeno un po’amico di entrambi…
    Inserire il discorso-indulto nell’accaduto mi sembra proprio ma fino ad un certo punto, invece la politica (estremistica) c’entra perchè spesso i gruppi più violenti si ispirano a qualche ideologia (secondo me anche in modo suerficiale, ma lasciamo perdere).
    Perlopiù si tratta comunque di posizioni politiche estreme, come ho già scritto in un comment precedente.
    Insisto con la mia idea che si tratti di un decadimento ETICO che coinvolge molti settori, nel nostro bel paese.
    Sono d’accordo nella solidarietà alle forze di polizia, e non perchè guadagnano poco ma perchè il mood isterico dei comportamenti nel nostro paese sta superando i limiti di guardia da un pezzo, come ho già scritto, secondo me, un po’ in tutti i settori.

  18. William: è una discussione/confronto tra persone che si stimano e vogliono bene.
    Ovviamente non volevo insultare Winston, ma contestarne alcune frasi.

  19. winston: riguardo all’indulto, va da sè che mette fuori dal carcere (ma non annulla la pena: non è un’amnistia) persone che hanno commesso reati, ma bisogna confrontarsi col fatto che vivere in un carcere sovraffollato è una negazione dei diritti umani: dopo aver visto un reportage su come si vive in galera in Italia mi sono convinto – da sinistro forcaiolo quale sono: adoro il tintinnare di manette – che non si poteva più andare avanti così. Spero costruiscano nuove carceri, ma ora come ora è meglio un criminale in più per strada che diecimila in un posto da tremila. E’ una questione umanitaria, davvero.

    Tornando a bomba sugli stadi: l’indulto non centra niente proprio perché non ha annullato l’inibizioneallo stadio dei violenti (cioè anche se indultati, i responsabili di crimini violenti allo stadio hanno il dovere di firmare in questura ogni 30 minuti durante gli orari delle partite di calcio: c’è un articolo oggi su Repubblica cartacea che segue la giornata di un “inibito”).
    Insomma, non è l’indulto che manda i violenti allo stadio.

    Anzi, la notizia triste – che discolpa l’indulto ma che evoca scenari peggiori – è che gli idioti di ieri sera erano in gran parte minorenni.

  20. anche i minorenni sono punibili… vedrete che, codardi come sono, prima o poi viene anche fuori il nome dell’assassino.

  21. Suz, sai cosa succede se un diffidato viola l’obbligo della firma? Nulla. Perchè tra tempi biblici della giustizia, norme garantiste, prescrizioni, leggi “pecorella”, ecc, in questo Paese non ti arrestano manco se spari e ammazzi qualcuno ormai…figurati se non ti presenti in questura per una firma.
    Per quanto riguarda l’assenza di indultati tra i facinorosi, a meno che tu non abbia dati già precisi sull’identità di tutti gli ultras catanesi, concedimi il dubbio che qualcuno ci fosse. Senza contare, che non tutti gli indultati hanno l’obbligo della firma (non capisco la tua associazione di idee) visto che mica sono usciti solo gli autori di reati violenti allo stadio.
    Poi, se concordo con te che è inumano stae in carceri sovraffollati, è altrettanto inumano vivere nel terrore di una società violenta dove ormai tutto è perdonato, tollerato e condonato. La storia dei poveracci in celle sovraffollate andiamo a raccontarla insieme alle vittime dei balordi e pazzi indultati che in questi mesi hanno ucciso, stuprato, massacrato di botte e incendiato beni altrui? E sono tanti. L’indulto ha fatto uscire direttamente circa 20mila delinquenti e altrettanti sono beneficiati dalla prassi che gli concede la piena libertà anche se condannati definitivamente (se hanno commesso il reato entro il termine previsto dall’indulto). Che l’indulto non cancelli il reato a chi frega? Tanto sono liberi lo stesso. E per quanto riguarda l’aministia, magari l’avessero fatta! Almeno i tribunali avrebbero evitato la frustrazione di processare persone che non sconteranno un giorno di pena…
    Infine. Non capisco proprio cosa intendi dicendo che la presenza di minorenni discolpa l’indulto. Suvvia, che argomentazione eh? Poichè sono minorenni non potevano beneficiare dell’indulto, e allora? Mi sembra ovvio. Ma mica c’erano solo loro a scontrarsi in strada con la polizia. A meno che le forze dell’ordine non siano state attaccate dalla banda di Peter Pan…
    L’indulto è stato uno schifo, un’onta per la dignità e la giustizia del Paese, una marchetta elettorale, uno sfregio alla faccia della brava gente che cerca di vivere onestamente e senza fare del male agli altri. E se uno in carcere sta male, tanto meglio! Così farà di tutto per non tornarci, magari…

  22. avete spostato un po’ l’asse… secondo me a Catania l’altro giorno è successo qualcosa che con l’indulto c’entra poco… (magari c’entra anche)

  23. ..il calcio è il metro perfetto, sartoriale, ed elegante per misurare con poche parole quella che è la veste ufficiale del nostro paese. un immacolato abito da sera, con le tasche piene di fango.

  24. Sono d’accordo. Quello che mi chiedo, quasi con invidia, sarà mai possibile in Italia avere un campionato di calcio come il Superbowl americano?
    Potro mai portare mio figlio ad una partita senza rischiare di non tornare a casa?

  25. grazie x i vostri commenti…mi aiuteranno sicuramente a fare un tema per domani intanto molto piu informata di come ero sulla vicenda di catania e dopo con la ricchezza di tutti i vostri pensieri…anche io vorrei dire la mia…il calcio ormai nn è piu un vero sport…la violenza è eccessiva e, secondo me, per interrompere questi scandalosi avvenimenti dovremmo fare come gli inglesi dove nn esistono gabbie ma si puo comunque andare allo stadio…baci

  26. penso…ke dopo l’accaduto a Raciti le cose debbano cambiare.viviamo in una società a dir poco skifosa… invece di stare gli uni contro gli altri… perkè nn ci alleimo e cercamo tutti insieme di cambiarla un pò…???
    di farn capire al mondo intero ke siamo disposti a fare della società una vita migliore???
    rispondete grazie

  27. Ehi un minuto, il rugby NON E’ UNO SPORT VIOLENTO PER NATURA, altrimenti rischiamo fraintendimenti… E’ uno sport dove il contatto fisico, soprattutto con l’arrivo del professionismo, ha subito un indurimento, ma mai da essere definito VIOLENTO… Ricordo che nel rugby il cartellino giallo è già di per sè un’espulsione “importante” con il quale si va fuori per deici minuti, e questo è solo uno dei tanti parametri di regolamento che impediscono che accada qualcosa di davvero VIOLENTO. Altro esempio, da quest anno nelle categorie minirugby è PROIBITO placcare dalla vita in su’, altrimenti l’arbitro sanziona con un calcio indiretto…se questa non è prevenzione alla violenza!!!