Blogdisagio aka la malattia professionale del blogger

pillole
E se esistesse veramente la malattia del blogger? Non lo so. Forse sì. Comunque alcuni sintomi mi son ben chiari.

– tentazione di considerare le cose sempre sotto la luce di come potrebbero essere raccontate in un post.
– ansia da Twitter non letto: cosa si diranno gli amici su Twitter mentre non sono connesso?
– ansia da classifica, come mai perdo posizioni? Come mai la gente non mi linka?
– esaltazione da classifica, la gente linka tutto quello che scrivo, anche le stronzate, mi sento un Dio.
– dolori ai polpastrelli, scrivo scrivo scrivo… e iniziano a farmi male le dita…
– feed non letti, gli occhi fanno “pupi pupi” … Ma tocca leggere un centinaio di feed al giorno per stare dentro a community. Chi non si informa e non conosce la conversazioni calde esce dal gioco.
– disaffezione da layout: non mi riconosco più nel layout del mio blog, non ho il tempo di cambiarlo… E tanto se lo cambio chi mi legge via feed manco se ne accorge…
– pensare alla foto da fare solo perché alla fine finiscono su Flickr: che commenti scateneranno? E se non mi commenta nessuno?
– eri al barcamp XYZ, ma nessuno se n’è accorto, l’autostima fa un carpiato all’indietro.

Un compendio esauriente dei sintomi direi che è già stato scritto.

In ogni caso è chiaro che si tratta di una malattia vera e propria. Propongo un rehab per blogger in cui sia vietato anche solo avvicinarsi ad video o a una tastiera di un computer o di un cellulare.
Secondo me in pochi resisteremmo… In pochissimi.
(in realtà mi sono spaventato ieri sera quando davanti alla TV ho iniziato a scrutare la parte alta dello schermo alla ricerca dell’indirizzo http del canale che stavo guardando)

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4 commenti

  1. Aggiungerei l’horror vacui, il terrore di stare 7 secondi senza raccontare cosa si sta facendo/pensando/mangiando…;-*

  2. Ansia per una sacco di altre cose (sono una tipa agitata) ma devo dire per il blog & cose connesse proprio no , anzi per me è un relax devo dire