Declino un accidenti!

Semplicemente fantastici. Quasi commuoventi.

La cittadina di Grand Rapids in Michigan era stata descritta qualche mese fa da Newsweek come una delle “città in declino”  (anzi, in via di estinzione) degli Stati Uniti. I cittadini non l’hanno presa affatto bene, e hanno risposto con questo divertente video sulle note di American Pie. Scuse contrite del settimanale americano. Così si fa. (The Daily What)

(Fonte)

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@LetiziaMoratti

moratti

Mirafiori in confronto a #sucate è Disneyland. Qui c’è gente che ha paura di uscire dopo le 4.30 **

Qui l’esempio di quanto i Social Network possano essere dannosi (se non li sai usare).

** Comunque Mirafiori è un quartiere torinese tranquillissimo.

 

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Fratello mio

Hai bisogno di energia e ottimismo.
Dentro di te ce n’è a fiumi, cerca bene, li troverai. Hai coraggio e carattere e la capacità tipica della tua terra natia di essere schietto e pungente, ironico e sarcastico. Tu sei un maestro di molte di queste virtù. Usale per te stesso per una volta e datti la carica giusta per saltare l’avversario. Come sempre, con risoluta tenacia.
Vaìa.

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Brutte sensazioni

Errare è umano. Perseverare è da coglioni.
La situazione politica in Italia è vicina al collasso. O forse è al collasso da un pezzo e noi facciamo finta di niente.
La colpa è del sistema (cavalcato sapientemente e da loro creato da una cricca di avventurieri) o dei cittadini? Non è facile dirlo.
La cosa sicura è che troppa gente non sa quello che dice e quello che fa e non si cura dello stato reale delle cose.
La sensazione è che vedere Silvio infrangere 5 volte la parcondicio nel giro di un’ora sia solo la punta di un iceberg di una nazione che si è dissolta nel qualunquismo e nell’indifferenza verso le leggi.
Noi non siamo neanche più indignati, siamo assuefatti e forse la via del ritorno non esiste.
Brutta sensazione.

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No Current No Sky

Ero stato invitato ieri da Livia a un super appuntamento oggi con Al Gore a Roma per rivelazioni sconcertanti sul mondo dei media e della comunicazione.
Non sono potuto essere presente (il preavviso era un po’ poco), ma le rivelazioni sconcertanti si sono rivelate essere “incredibili” e “assurde”: Current TV cancellata da Sky Italia a breve, si parla di Luglio 2011. Murdoch non ha fatto una scelta dettata dai risultati (che Current TV ha e eccellenti), ma da questioni politiche legate a interessi sia in Italia (vedi Mediaset) sia negli USA. Maggiori dettagli li trovate qui. E qui.
A me non resta che dichiarare il mio sgomento. Sia perché conosco l’iter che ha portato alla nascita della bella TV diretta da Tommaso, sia perché ci lavorano molti amici. La TV Italiana non è caratterizzata da grande qualità, salvo rare eccezioni. Current TV è una di queste, un esempio per tutti e soprattutto una voce sempre obiettiva, puntuale, professionale e mai di parte.
Mi viene da dire che se fossi un abbonato Sky scriverei una bella lettera alla direzione chiedendo motivazioni serie e minacciando di non rinnovare l’abbonamento. Non sono abbonato, ma invito tutti gli abbonati (che mi hanno sempre detto “meno male che c’è Current TV”) a protestare e in modo energico, per evitare che una voce libera della nostra TV venga spenta per sempre. E sappiamo anche che in Italia Current ha spesso pestato i piedi dei soliti potenti e propotenti.

Coraggio Current. Non finirà così. Non lo permetteremo.

ps Detto questo, se passate sul digitale terrestre io potrò vedervi senza rubare tutte le volte qualche momento di visione dal vicino di casa “skyzzato”.
pps Durante la diretta live è venuto fuori che Sky vuole fare nuovi business sul digitale terrestre e la richiesta dei relativi permessi – al governo – pare sia sostanzialmente subordinata alla cancellazione di Sky (o di parte di essa, soprattutto i canali “scomodi” d’informazione).

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Torino è …

Torino è una bella città. Ha i suoi problemi, le sue piccole e inattaccabili crepe sociali e strutturali tipiche di tutte le grandi metropoli europee. Torino ha reagito con forza alla crisi, con la creatività, con un’anima forte e un’insieme di scelte che hanno segnato una via importante verso il futuro. Non è più la città della FIAT. E’ una città che molti ci invidiano in Europa e ha acquisito (molti direbbero – incredibilmente -) grandissima visibilità a livello internazionale.
Una volta quando dicevo di abitare a Torino molti stranieri mi chiedevano dove fosse. Ora l’esclamazione che segue la mia risposta è quasi sempre “Wow, it’s a wonderful city”.
Leggevo qualche giorno fa un bell’articolo su La Stampa, che non riesco a ritrovare, ma provo in parte a citarlo.
Diceva che Torino non è più “Torino come…”. Ma Torino “è”. Punto e basta.
Per anni abbiamo detto “Torino come Detroit”, “Torino come Lione”, “Torino come Bilbao”, “Torino come Barcellona”, “Torino come Londra”… e chi più ne ha più nel metta. Ne abbiamo sentite di tutti i colori.
Ora Torino è “come Torino”… E ci sono molte città che possono dire che vorrebbero essere “come Torino”.
Il merito è in grandissima parte di quei Torinesi che ci hanno creduto, di quelli che non si sono arresi. Di quelli che hanno capito che enorme patrimonio avevano  per le mani, ma soprattutto non lo hanno venduto a bande di affaristi e qualunquisti come è successo in altre grandi città italiane. I Torinesi sono gente seria e hanno voluto gente seria al governo della città. Da quando hanno avuto la possibilità di scegliere un nome, non hanno mai sbagliato un colpo.
Sergio Chiamparino ha seguito la strada tracciata da Valentino Castellani (e dall’indimenticato Domenico Carpanini) e ha tenuto in piedi un “partito vero”, una coalizione funzionale alla città, fatta di donne e uomini con il senso del “bene comune”.
Hanno fatto un sacco di errori, ma hanno anche consegnato nella mani di Piero Fassino una città nuova, moderna, con infrastrutture notevoli e con un tessuto sociale tutto sommato non incrinato dal mal governo della destra di Roma e dalla crisi economica.

Piero Fassino deve gestire questa grande eredità. Ma non sarà solo. I Torinesi lo aiuteranno come han fatto con Valentino e con il Chiampa, ovviamente tra mille mugugni e mille rimproveri e lamentele.

Buon lavoro Piero.

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