Scandalo escort, Annozero insiste

ROMAAnnozero non molla lo scandalo escort. Dopo le polemiche, gli attacchi del centrodestra e l’istruttoria sul programma di Michele Santoro annunciata dal viceministro Paolo Romani, domani sera sarà Patrizia D’Addario a raccontare la sua verità sulle feste di Palazzo Grazioli. Una presenza che secondo lo stesso Romani ribadisce la necessità di verificare se nella trasmissione “si faccia davvero servizio pubblico”. E che provoca una prima defezione tra gli ospiti previsti: Flavia Perina, direttrice del Secolo d’Italia, vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, ha deciso di non partecipare più alla puntata. Tutto questo mentre Giampaolo Tarantini, attraverso i suoi legali, invoca l’intervento del governo e dell’Agcom sul programma.

Scandalo escort, Annozero insiste Domani sera ospite la D’Addario – Politica – Repubblica.it.

A breve la nuova legge che proibisce a TV e giornalisti non allineati di parlare male del Governo. Per tutelare la libertà di opinione e di stampa, si intende…

Il Popolo delle Libertà, si sa, è sensibile solo ad alcune libertà. Sacrosanta la libertà di andare a mignotte. Per tutelare la libertà del Re di trombare quello che vuole, quando vuole e senza il giudizio dei Sudditi beoti. Si intende.

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Aggiornamenti

Questo povero blog non è mai stato così poco aggiornato.
Il motivo è semplice e chi mi segue lo sa già. Due mesi oggi da “papà di Lorenzo” e il tempo già sfugge dalle mani. Nella mia mano invece ultimamente compare sempre un ciucciotto. E ne sono felice.

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La dittatura silenziosa (ma neanche tanto)

Sono preoccupato.
Sono mesi che vedo una Nazione in balia di un Presidente del Consiglio che ha assunto ormai il carattere di un vero dittatore con giacca (orribile) e cravatta e a volte guanti di velluto. Un golpe “morbido” portato avanti a colpi di maggioranza (sic!) e atti molto molto opinabili.

Ora l’attacco a Fini mi spaventa. Colpire così il secondo leader della coalizione di governo è un fatto grave. Indica la paura del “dittatore” di avere in casa qualcuno che lo contrasta e in modo forte.
I giudici avrebbero capi di imputazione “veri” per anni di galera, ma sono con le mani legate. Gli Italiani non capiscono o sono insofferenti e non si rendono conto che il gioco è già fatto e che la dittatura “alla Drive In” è già una realtà.

La minaccia di Feltri sul Giornale rivolta a Fini è qualcosa di inaudito. Ma dove è l’Ordine dei Giornalisti? A cosa serve? Dove è la Magistratura? Feltri minaccia e rimane impunito? Grave, molto grave. Gravissimo.

Lo spostamento di trasmissioni televisive, le farse dei telegiornali, i gossip fin troppo reali e poco giustificati sono solo ciliegine su una torta fatta di merda.

Meno male che sono a dieta.

(e intanto l’opposizione si divide in mille rivoli, non abbiamo molta speranza)

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Prime uscite di “coppia”

Sabato sono uscito con Lorenzo da solo per la prima volta. Non era proprio un’uscita, diciamo che abbiamo fatto da “soli” lui e io più dei canonici 10 minuti che servono a volte per addormentarlo in carrozzina.

Sabato mattina invece eravamo io e lui e l’intento era sempre quello di addormentarlo, ma avevo anche bisogno di fare una commissione e così, mamma C. a casa e via. Spavaldi più che mai, con carrozzina addobbata come se andassimo al polo. Non si sa mai, una corrente d’aria e tac! si rischia il primo vero raffreddore. E a noi i rischi piacciono poco.

Quindi, dicevo… Spavaldo più che mai mi imbuco in via Tripoli, nota via Torinese caratterizzata da traffico e smog, strombazzamenti e palazzi anni ’60 che potrebbero far impallidire per bruttezza quelli della  tanto “odiata” Milano.

Tutto bene fino davanti al negozio dove dovo entrare. Al mio tentativo di stop ecco il primo urlo. Lorenzo piange, e piange parecchio. Oddio che faccio? Torno indietro proprio ora? Nooo… Io devo avere il mio momento tecnologico settimanale.

Azzardo. Lo prendo in braccio (nel polare clima di Torino). Rischio il raffeddore e punto l’ingresso del negozio.

Ma la carrozzina (che poi è una supertecnologica attrezzatura pesante e di enormi dimensioni)? Ecco arrivare la commessa impietosita. Apre la porta, mi aiuta con la carrozzina e io posso entrare, spavaldo con Lorenzo in braccio.
Ma ecco che succede l’imprevisto. Dopo aver raggiunto la meta, non riusco a concludere la missione. Dovevo chiedere un sacco di cose commerciali e tecnologiche alla commessa di turno e invece… Parlo per 30 minuti di Lorenzo, che intanto ha attratto l’attenzione delle commesse e di tutto il negozio.
Tra i “che bello”, “ma quanto ha?”, “che meraviglia!”, perdo di vista il mio obiettivo. E con il petto gonfio di orgoglio rispondo alle domande e ringrazio per i complimenti.
Esco dal negozio seguito dallo sguardo delle commesse che salutano Lorenzo e mi accorgo che non ho chiesto un cazzo di quello che dovevo chiedere. Missione fallita.
Lorenzo intanto dorme felice nella carrozzina e io mi sento comunque pieno zeppo di orgoglio e con il cuore in pace torno a casa un po’ dispiaciuto: la nostra prima uscita a due è stata troppo breve.

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