Un noto ente torinese per l’informatica ha installato in ogni piano una Sala Fumo.
I dipendenti l’hanno subito ribattezzata Cancer Room o Cancer Zone.
Ieri ho avuto il piacere di visitarne una.
Per accedervi è necessario aprire una specie di boccaporto: va garantita la chiusura ermetica taglia fumo (al contrario). Dentro si presenta in modo allegro: pareti bianche vuote, pannelli fono-assorbenti come rivestimento (per il rumore degli accendini?), nessuna sedia, circa 20 mq di spazio, quattro portacenere a colonna negli angoli e aspiratori che non aspirano e che lasciano una simpatica nebbiolina nell’ambiente.
Utilizzo.
Entri da boccaporto (senza farti vedere, per evitare l’effetto Paria). Ti rechi in un angolo, accendi in silenzio la sigaretta, fumi guardando le pareti bianche e respirando il meno possibile per evitare di uscire dal loculo e aver fumato senza accorgertene altre 100 sigarette.
Concludo dicendo che quello è l’unico posto dove è concesso di fumare.
Inquietante, kafkiano e assolutamente disumano.
Nella foto in alto a sinistra uno dei famosi manager dell’ente fotografato mentre compie l’insano gesto di fumare.
