Tempo di esami (per tutti)

Leggo da più parti che gli Esami di Maturità forse sarebbero da abolire, a favore di una tesina e basta. Alle Elementari già non ci sono più, alle Medie non lo so, ma credo (spero) di sì. All’Università poco prima che me ne andassi si parlava di estendere il modello tesina senza discussione con presentazione in 3 minuti. Un obbrobrio. Nei miei 6 anni di docenza a contratto ho seguito poche Tesi, ma in quelle poche ho cercato di essere d’aiuto nel far comprendere che la Tesi è uno strumento per mettersi alla prova e tirare le somme di quello che in 3 o 5 anni si è imparato sui banchi dell’Ateneo, tra le mille disfunzioni dello stesso e tra i mille dubbi su programmi non coerenti e docenti, a volte, non presenti o di dubbia qualità.

Non so se ci sono sempre riuscito.

La cosa certa, però, è che spesso mi ritrovavo a correggere errori grammaticali cacofonici e a colmare incredibili lacune culturali. Ho avuto sempre una grande passione per lo studio e ho sempre affrontato gli esami quasi come un gioco. Non mi hanno mai spaventato, e dire che sono un pauroso per natura.

Solo che ho sempre pensato all’esame come qualcosa in cui dimostrare soprattutto a me stesso che avevo fatto dei passi in avanti.
Ho la sensazione che sospendere tutto questo sia un grave errore. Come penso che togliere gli esami alle Elementari abbia spostato in là nel tempo la capacità di un bambino di sapere che può essere giudicato e per questo premiato o non da un adulto. Poi si può disquisire che non è un esame che dà il vero peso di quanto uno abbia imparato o meno, ma non credo che il non mettersi alla prova in una tappa importante della propria vita sia un successo. Anzi.
Ora vogliono togliere l’Esame di Maturità? Bene… Diamo un lasciapassare ufficiale a piccoli adulti che non avranno mai il coraggio di confrontarsi con altri adulti. Il momento del giudizio, della prova, del successo o dell’insuccesso non è la fine di un percorso, per alcuni versi, è parte stessa dell’insegnamento, tappa fondamentale per accedere ad altre prove.

Va detto che, in un mondo perfetto, tutti dovremmo affrontare degli esami alla fine di un periodo di studio o di lavoro, anche gli insegnanti, i genitori e i professionisti navigati. Sarebbe bello avere una prova da preparare ogni tanto, per vedere se abbiamo fatto progressi o no. Fa paura? Sì, ma sarebbe giusto e lo sapete anche voi. Nessuno è mai morto davanti a una prova di esame. Mentre tutti i giorni un po’ muore dentro di noi la spinta a migliorarci.

La paura del giudizio è la paura nel progresso di sé stessi. E la nostra società moribonda e malconcia non può permetterselo.

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4 commenti

  1. Si, alle medie c’è ancora l’esame. Ma so di università dove ormai anche la tesi è diventata uno scribacchiare un po’ di fogli, una formalità e per certi anche una bella seccatura.

    Mi trovi d’accordo su tutto, anche sulle virgole.
    Mi permetto solo di aggiungere una cosa che mi salta molto spesso all’occhio in questo periodo, in tante cose. La paura del giudizio è anche e spesso la paura di sbagliare. Se c’è una cosa che a parer mio manca in questa società è la cultura della sconfitta. Insegnare che si può sbagliare, e che lo sbaglio fa parte della nostra vita di esseri umani e proprio per questo non perfetti. Che non conta quante volte si cade, ma quante volte ci si rialza e quante volte sappiamo tollerare e aspettare gli altri nel loro rialzarsi. E questo invece manca, terribilmente.
    Non so se ci azzecca con quello che hai scritto, ma leggendo il tuo post me lo hai fatto venire in mente.

  2. Che dire. L’unico esame che ho superato era quello del liceo, orale e scritto (in Svizzera) e ci tengo.
    Concordo anche con chi ha commentato e complimenti per tenere in vita sana il blog, siamo rimasti in pochi.

  3. Vero. Fosse per me, io metterei esami anche all’asilo, se non fai bene la recita ripeti l’anno… ^_^
    Ah peraltro che bello commentare un blog!! 😉