Scoprire (le sorprese) del nuovo Museo Egizio

Ieri sono stato invitato in qualità di blogger (sì, qualcuno si ricorda che ancora esistiamo, siamo come i panda ormai) alla presentazione di un pezzo della campagna di comunicazione creata dai TODO per la riapertura del Museo Egizio di Torino (il secondo al Mondo dopo quello de il Cairo). La location: Casa del Quartiere di San Salvario (da dove parte il tour della “teca misteriosa”). Padrone di casa per l’occasione: Compagna di San Paolo, sponsor del grandioso restauro che restituirà alla città un Museo con velleità molto più internazionali di prima.

Due note molto piacevoli.
La prima.
Il direttore Christian Greco ha 39 anni, maglioncino La Coste blue e, sebbene la giovane età (è stato nominato tra l’altro da pochi mesi), ha un curriculum incredibile e vanta una fama internazionale assolutamente di alto livello. Sorpresa. Stupore.
Ma allora anche i “bravi” possono ambire a posti di prestigio in Italia. Mi fa piacere che questa cosa accada al Museo Egizio (noto tra i torinesi come un posto dove regna incontrastato l’odore della polvere e dello stantio) e che accada nella mia città, Torino. Il direttore è affabile, gentile e assolutamente fuori da qualsiasi stereotipo associato a una carica del genere. Sono più vecchio di lui, che impressione. Non mi era mia accaduto e di Musei ne ho girati tanti, per lavoro e per passione.

La seconda.
I TODO, una piccola agenzia torinese che ha lavorato tanto fuori dalla mura e che si contraddistingue per una dose quasi spropositata di creatività mischiata alle cose, al saper costruire. Il loro studio è infatti una specie di bottega medievale, dove gli oggetti di comunicazione sono costruiti a mano e con grande ingegno artigianale. Hanno vinto la gara di Compagnia di San Paolo e si sono cimentati in una campagna di comunicazione completa, con tanto di sito e comunicazione tradizionale, senza disdegnare la parte che a loro viene meglio: B67lAXaIUAAsPBB.jpg-largeCostruire giocattoli interattivi.
Infatti, alla Casa del Quartiere è stata presentata la “teca”. Uno “scatolone” pieno di sabbia e di mistero che con il soffio “umano” (tramite un piccolo boccaglio) aziona un braccio robotico che, riproducendo il soffio, muove un po’ della sabbia collocata all’interno della teca. L’obiettivo è “liberare” qualcosa che c’è sotto la sabbia e dare a chi la utilizza la sensazione di essere un “archeologo” virtuale. Bello, molto ben realizzato e sicuramente molto divertente.

In seguito, dopo il tour e la riapertura, sarà possibile usarlo da remoto. Non ho capito bene come, ma anche da casa sarà possibile “muovere il braccio” e farlo soffiare per noi.
I TODO (che conoscevo bene perché in Codice li avevamo utilizzati per due mostre organizzate in Italia) sono tanto semplici quanto tecnologicamente diabolici.

10833776_808062909250220_46116276_nTra l’altro da un po’ di tempo in piazza San Carlo campeggia una loro creazione, una clessidra che fa il countdown svelando anche al suo interno una riproduzione fedele di una statua egizia, parte del patrimonio del Museo (vedi foto). Un oggetto molto bello, che purtroppo cesserà di vivere pochi secondi prima della riapertura.

La teca andrà in giro per Torino per annunciare il lancio del nuovo Museo Egizio che sarà il 1 aprile (non è uno scherzo).

Ultima nota (lo so avevo detto che erano solo due)… Compagnia di San Paolo.
Uno si aspetta che dalla Fondazione arrivi tanta formalità e un po’ di rigidità data anche dalla anzianità dell’Istituzione stessa (450 anni)… Invece.
Presentazione informale nel cuore di San Salvario, blogger e social media manager, buffet quasi “etnico”, nessuna giacca e cravatta e nessun messaggio dalle istituzioni (manco mezzo assessore).

Ottimo, bello. Avanti così.

 

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