Proprio non si può…

Proprio non si può. Vivo in loop da un po’ di mesi.
Ieri mi han spiegato che è meglio separare il contenuto dalla forma.
Poi che è meglio usare XML, ma anche che è importante la compatibilità con molti browser.
Sembra una farsa. Sembra una burla.
Devo essere stato particolarmente stolto (leggere: stronzo) in passato per meritarmi questi bei momenti.
Oggi ho imparato invece che si può pubblicare sul web, su una striscia che scorre a mo’ di banner, su palmare e anche su … Wap!
Sono entrato in un mondo parallelo.
Ma la camminata solitaria di stamattina in mezzo ad una via Garibaldi estiva mi ha dato speranza.
Immerso nel colore dei ragazzi delle superiori che manifestavano in mezzo a un migliaio di carabinieri, guardia di finanza, poliziotti, cellerini, marines, marò, caschi blu, vigili del fuoco lì convenuti a difesa della società civile.
Piazza Arbarello era infatti tutto un pericoloso felice arrotolare di canne.
E pensare che a me alle 9 fa venire un po’ di nausea un caffè macchiato. Ah, beata gioventù! Ah beata vita reale!
Ma in fondo… basta sempre tener separata la forma dal contenuto.

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Ho letto e riletto…

Che buffo, si parla di blog più spesso di un tempo.
Ma per i giornalisti gli argomenti rimangono sempre gli stessi.
Ci sono decine di articoli uguali.
Si parla sempre delle blogstar. Anzi, ora sono definiti da Nicoletti la “piramide”.
La cosa assume toni quasi esoterici. 8-|
Subito i bloggers protestano, quelli nostrani hanno il post facile. Sono pronti a impalare a colpi di parole qualsiasi giornalista si avventuri nella terra di mezzo della blogosfera.

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Forse…

Le cose non vanno.
Stare su un letto almeno serve a pensare.
Non vanno molte cose della mia vita. Continuo da ore a ripetermelo.
Famiglia, lavoro, amicizia, crescita professionale, … ci sono un bel po’ di problemi.
Mi dico sempre che è meglio pensare a cosa sta andando per il verso giusto.
Non cammino più come il gobbo di Notredame da stamattina, ma il dolore alla schiena è ancora forte. Ingurgito Voltaren e Muscoril come fossero caramelle, ma ho la sensazione di farmi del male più che del bene…
Il problema è che ho mille cose da fare. E questo “blocco” proprio non ci voleva…
Mi limito a stare seduto sul divano e contemplare il soffitto. Nell’aria risuonano canzoni di Sting e di Bublè. E nella mente il cielo pulito del mio mare.

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