Peperoni rossi e profumo di naftalina.

Credo che l’autobus abbia sbagliato fermata oppure sono io che non ho voluto scendere alla solita, quella di tutti i giorni. Mi muovo in un quartiere nuovo, diverso, le case sono piccole e uguali e i giardini ben curati. Il Viale è ingiallito e le foglie coprono la strada in modo ordinato. Il vetro alla mia destra è appannato. Con la mano provo a creare una finestra come facevo da bambino. peperone rossoLa signora di fianco ha la borsa della spesa piena di frutta e di coloratissimi peperoni rossi, il suo cappotto sa di naftalina, ma non da fastidio. Ha gli occhi piccoli, intensi e teneri. Vedo gente che parla fuori sui marciapiedi ed il rumore del motore copre tutto e anche i battiti del mio cuore che diventano piu’ forti ogni volta che ci fermiamo e poi ripartiamo e io non scendo. Continuo. E’ una bella giornata di autunno. Fuori fa appena freddo. E c’è tanta luce.
(a richiesta ripubblico questo post di tanti mesi fa)

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Apri la bocca e fai fuoco

Senti il ritmo indiavolato
dei pensieri che avvertono che
questo è l’istante
di spaccarsi le mani anche se

Vedi gli occhi che si abituano
a guardare nel sangue di chi
non si risparmia
e cerca il sole anche dove non c’è

Apri la bocca e fai fuoco
brucia la calma che hai
apri la bocca e dai fiato
usa la forza che hai.

Se fai male il male torna
qui lo sanno e nessuno lo fa
non ti stupire di chi ride beato di se.
Se anche il naso ti si abitua,
a sentire l’odore che c’è
difendi il corpo
e cerca il sole anche dove non c’è.

Apri la bocca e fai fuoco
brucia la calma che hai.
Apri la bocca e dai fiato
usa la forza che hai.

Apri la bocca e fai fuoco
brucia la calma che hai.
Apri la bocca e dai fiato
falli sentire indifesi.

(Apri la bocca e fai fuoco – Fiorella Mannoia, Belle Speranze 1997)

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Il di della Fiera e del BlogRaduno

A dispetto delle attese la Fiera del Libro è sempre uguale a se stessa.
Ogni anno la frase classica è “quanti editori, quanti autori, quanta gente, si sente aria diversa, di ripresa“.
E ogni anno la sensazione è di immobile immobilismo. E forse è meglio così. C’è stato il periodo dello ShowBusiness (primi anni), il periodo del grande autore “acchiappa acchiappa” (anni 90), il periodo del “digitale” (solo PC ovunque con Internet in bella mostra), il periodo del Comico (solo autori comici e Littizetto che imperversava insieme a Chiambretti).
Ora siamo nel limbo. Solo libri, solo autori, un po’ di politica. Forse questa dopo dieci anni è l’anima della Fiera. Quella vera, quella sincera.
Ma la gente che dal vivo è sempre meno (come lo spazio occupato) in TV e sui giornali diventa “sempre di più”. Mah, miracoli da ufficio stampao semplice cialtronaggine giornalistico politica.
Ho intravisto la Dandyina (se era lei)… subito scomparsa in un folgorante abitino fucsia. Ho visto la Mazzucato (era sicuramente lei) di nero cupo vestita. Nell’incontro in cui lei era coinvolta si parlava di 20 nuovi autori emergenti e il pensiero ricorrente era “saranno miracolati, paraculati e/o bravi scrittori?”
Poco altro. Poco di meno. Poca voglia. Qualche libro comunque è saltato nella mia borsa come sempre.
Del BlogRaduno che dire? Cena esilarante con un sacco di personaggi (domani magari li elenco con calma). Solito dibattito politico sinistra-destra (un tavolo tutto di sinistra che insulta la destra), e acceso dibattito sui browser e sul perché il blog di Suzuki su Mac appaia “frastagliato” se non illeggibile.
Al Pueblo un bel po’ di personaggi piacevoli da conoscere e tanti personaggi piacevoli da rivedere. Anche in questo caso foto e nomi a seguire. Non ora, l’ora tarda e il coca e rum non consentono molte acrobazie.
Belle chiaccherate con Sasaki (che è un bel personaggio) e umore positivo con persone che sarebbe bello vedere più spesso.
E meno male che non abbiamo parlato (mai) di blog (quasi mai, ma meno). Forse è un aumento di consapevolezza e di maturità, non so. Sicuramente è stata una bella serata. Una buona panacea per umori non proprio brillanti.

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Suggestioni Dance

Esco dalla Fiera. Entro nel Centro Commerciale e mi reco da Saturn in cerca di sollazzo in mezzo alla sana e amata tecnologia.
All’ingresso musica Dance, House, Commercial… boh, per me semplici e fastidiosi rumori elettronici.
Davanti al bancone telecamere, ragazzini in visibilio, deejay da operetta, e … un tipo belloccio che firma autografi su CD, Magliette, avambracci, mani, fogliettini e diari. Il deejay gaissimo inneggia a gran voce in mezzo ai rumoracci e alle urla il nome del fantomatico sconosciuto (per me) belloccio. Trattasi di tal “Ponte Gabriele” o Gabry Ponte.
Io non so chi sia. Ma sono sicuramente in minoranza. Il poveretto succube del deejay di nota radio tv locale (GRP) e destinato a rimanere deejay di nota radio Tv locale ha davanti a se una fila ordinata di gente da abbracciare, baciare e autografare e con cui condividere una preziosa foto ricordo. Il personale Saturn ha abbandonato le casse e si è riversato davanti al prode. Macchine fotografiche, telecamere, telefotini. E’ un delirio impressionante. La musica “a palla” ormai ha devastato l’ultima cassiera rimasta e l’enorme fila di gente che si è formata davanti alla sua cassa.
Mi sento un po’ a disagio. Penso per un attimo alla musica che amo io e penso che forse sono nella stessa situazione che vivevano i miei di fronte all’imperversare nel mio stereo casalingo degli U2 e dei Queen nei gloriosi anni ’80. Mi sento terribilmente vecchio.
La tentazione è di mettermi in coda anche io. Insieme a Debborah e Tony che si son fatti autografare tetta destra e bicipite sinistro.
Desisto. Il rumore mi ha bruciato un centinaio di neuroni. La cassiera ha iniziato a bestemmiare. Fuggo con l’angoscia e cerco disperatamente l’Ipod… La musica di “Sally” cantata da Fiorella Mannoia mi scalda il cuore. Esco sotto lo sguardo irriverente dell’orda giovane. E il mio pensiero ateo e pacifico è rivolto subito ad un oggetto che avrei voluto aver con me… una semplice, comoda, efficace mazza da baseball.

*Vicino al Centro Fieristico (anzi, sopra, intorno e sotto), c’è l’8 Gallery un Centro Commerciale che occupa il Lingotto, patrimonio post industriale unico al mondo e ex tempio della FIAT.

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Oggi inizia

libroOggi inizia la Fiera.
L’anno scorso proprio in questo periodo conobbi personaggi assolutamente unici. Il grande William. Il delizioso Zop. La timidissima Pizia. Il dirompente Giulio Zu e il pazzo Confuso. Io arrivavo dal Webbit appena concluso e da un tamponamento con un idiota pasticcomane davanti al Lingotto. Un caldo atroce, ma una giornata memorabile.
La sera in mezzo alla grande baraonda del Pueblo si mischiarono blogger di tutta Italia, piccolo spazio, grandi personaggi con un insano senso della vita e del divertimento. Tra pochi minuti torno in Fiera e ci pascolo fino a Sabato.
Venerdi sera nuovo libro di Zop, e Sabato raduno nel circolo può “blogante” del mondo.

ADD ON#1
Ritiro il mio pass giornalista (e su questo si potrebbe fare della letteratura) e mi avvento, con una temperatura interna di circa 40 gradi, nel grande tempio del libro italiano… Subito mi ferma un profeta. Mi chiede: “dottore, conosce il mio verbo?” e io “no, assolutamente no, mi dica”.
E lui: “io sono un futurologo, le lascio il mio verbo”.
Riporto integralmente il verbo del futurologo:
Età della Pietra nel 2022. Come i vostri antenati adorate gli Astri Dei. Andata a zappare; quintuplicate le terre coltivate se volete mangiare. Safamare i vecchi o i bambini? Itali, richiate l’estinzione; rimpatriate oggi; fuori d’Italia, tutti ostili predoni cannibali. www.marionerva.it
A parte la punteggiatura, mi sembra che i contenuti portino a delle riflessioni serie. Che ne dite? 😉

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