Se vi vedo con quelle cose ai piedi vi mordo

Posso sopportare tutto.
La crisi economica, sociale, politica. La fine di Lost (non mi sono ancora ripreso).
I capitani del Toro che passano ai Gobbi.
La calda stagione che è diventata stagione monsonica.
Ho sopportato la gente con i dread e i capelli puzzolenti, i piercing inguardabili, le zeppe ovunque, le donne culone in leggins.
Ho sopportato i capelli con la cresta e le donne con le unghie finte.

Ma le espadrillas no.

Quelle non si possono vedere.
Devono essere bandite dal genere umano.

Se vi vedo con quelle cose ai piedi vi mordo.

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30+10+1

E anche quest’anno è cambiato tutto. O almeno… È cambiato tanto.

L’anno scorso festeggiavo i 30+10 con una grande delusione è molti punti di riferimento saltati e incontrollabili. Ora intorno a me è cambiato di nuovo tutto.

Sono un lamentone pieno di ansie e di difetti – lo so e ne prendo atto – ma se ho un pregio è quello di non arrendermi e di aver sempre voglia di circondarmi di gente in gamba e costruire, costruire, unire, inventare… fare.

I miei punti fermi.
Una moglie fantastica, un bimbo che cresce e che ogni giorno da senso alla mia vita. Una famiglia splendida e tanti amici che non mi mollano mai.
(Poi il Toro è ancora in serie A, mi piacerebbe che fosse una costante, ma invece è sempre una variabile)

Grazie a tutti per gli auguri, gli sms, le telefonate impreviste.
Avanti, adagio, con semplicità e passo passetto.

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Gli Italiani, brava gente

franca-rameAgli Italiani piacciono gli eccessi, ma non gli piace dirlo. Degli eccessi ci lamentiamo, gli eccessi li subiamo, ma spesso siamo eccessivi senza saperlo o per semplice ignoranza.  Agli Italiani, che han la memoria corta, non piace però essere etichettati come brutta gente, priva di scrupoli e di etica. Per non parlare della morale, che è facile pulire la domenica mattina in una delle tante Chiese. Un reset che ha funzionato tanti anni e che ora è nel nostro DNA. “Io sono una brava persona, ho sbagliato, ma gli altri sono peggio di me”.

Agli Italiani non piace sapere che molti sono ancora fascisti, che altri lo sono stati e che molti lo sono e non lo vogliono dire, per vergogna e perché sanno che il giudizio dei simili è spesso una croce difficile da alienare. Gli Italiani non giudicano e se lo fanno dicono che tanto “c’é di peggio” e che in fondo qualche motivazione valida per commettere brutte cose da qualche parte alla fine la si trova sempre.

Gli Italiani non sono brava gente. Quando muore una bella persona come Franca Rame (con i suoi mille difetti) diventano difensori della morale di un Popolo buono e di una giustizia che dovrebbe esserci ma che non c’è mai.
Il servizio del Tg2 è una caduta di stile o poco più, forse un periodo con una punteggiatura fallace o forse un racconto che poteva permettersi qualche pausa in più. Fa effetto che sia proprio una giornalista donna a fare errori di questo tipo. Ma è così, e domani nessuno si ricorderà più nulla. Come sempre avviene dalle nostre parti.

Per un popolo come il nostro la memoria è qualcosa di pericoloso. I partigiani diventano senza colpo ferire “dei delinquenti”. I giudici diventano “dei faziosi” e le belle persone, quelle vere, dei “fanatici” o dei “visionari”, che fanno le cose con un secondo fine, come tutti. Peccato che spesso il “secondo fine” sia una cosa preziosa e rarissima come il “bene della nazione”.

Franca Rame forse pensava di migliorare il mondo, di migliorare tutti noi, sapendo che il lavoro è arduo e il rischio di insuccesso altissimo.
Gli Italiani hanno fatto una scelta: non fare nessuna scelta. Scegliere porta a delle responsabilità e noi non e vogliamo. Franca questo probabilmente lo aveva capito, ma non si era mai data per vinta.

Se poi qualcuno porta avanti le responsabilità come una battaglia non solo personale, uscendo dal fiume collettivo dell’ipocrisia, diventa un personaggio sospetto e sicuramente pericoloso.
Chi fa le cose giuste e si impegna è un pericolo perché ti mette di fronte alla tua incompletezza e alla tua incapacità. Questo è certo e, per alcuni versi, molto umano.
Franca Rame è sempre stata pericolosa.

Donna, comunista e con il problema di essere pure bella, intelligente e intransigente.
Difficile averci a che fare.

Grazie Franca per le tue battaglie. E scusa se non ne siamo stati degni.

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Il partito dei compromessi falliti

Il popolo se ne vaForse è così. Forse non si fonda un partito sui compromessi.
Forse non si fonda solo sugli equilibri interni.
Forse quando, qualche anno fa, siamo usciti dal Lingotto con le lacrime per la nascita del Partito Democratico, dopo anni e anni di travaglio sapevamo già – in cuor nostro – che non poteva funzionare.

Tanta brava gente, tanti bei valori, tanta storia ma troppi compromessi.
Troppe storie diverse e difficili da amalgamare sotto un unico stemma, con un modo di fare politica che già allora scricchiolava parecchio. Come giocare una partita di calcio con 4 portieri e 7 difensori. Anche vecchiotti.

Pessima comunicazione, pessima gestione dei “piani alti” e visione poco chiara delle cose contrapposta a una base di elettori e iscritti che non ha mai digerito le scelte dei vertici, considerate sempre troppo poco coraggiose a fronte di un impegno “territoriale” concreto, pulito e rispettato dalla gente.

Ora il PD è diventato quella scatola vuota che tutti temevamo.
Bersani è una brava persona sicuramente, ma non è un leader, non è il fine stratega che serve a traghettare una forza politica così “pesante” sul fronte del “progressismo” più concreto.

Popolari e Diessini uniti hanno formato un grande Partito Conservatore. Pieno di anziani, pieno di idee dello scorso secolo. Lento e immobile.
Fa un po’ ridere, ma è proprio così.

Detto questo. Io rimango di sinistra. E se qualcuno mi dice che sinistra, destra e centro sono la stessa cosa gli tolgo il saluto.

Incrociamo le dita. Sono del Toro e di Sinistra, sono pronto a tutto.

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