“Oh Andrea!”

Ci sono piccoli ricordi del passato che riemergono ogni tanto. Poi ci sono gesti che restano e che non ti levi più di dosso.
E io ne ho tanti collegati a Luisa, che oggi ci ha lasciato.
Quando ero piccolo lei era un po’ l’antitesi di mia mamma. Lei era irruente, super protettiva, un po’ casinista ed eccessiva in alcune cose, mentre mia madre era l’esatto opposto. Il fuoco e l’acqua o poco ci mancava. Ma andavano molto d’accordo e io andavo d’accordo con il figlio, anche se eravamo e siamo così diversi.
Luisa era la mamma del mio migliore amico, forse l’unico che posso davvero dire di considerare quasi il fratello che non mai avuto (e che tanto avrei voluto avere). I piccolo gesti quotidiani che mi sono rimasti addosso dell’infanzia hanno a che fare con i rituali di tutti i giorni e, anche a distanza di anni, di tanti anni, non te li scrolli più di dosso. Un esempio legato a Luisa? Quando mi soffio il naso penso a lei, sì a lei. Perché? Semplice, mi ha insegnato a soffiarmi il naso. Non la mia mamma, me lo ha insegnato Luisa con il suo “Oh Andrea! Dai che ce la fai!”, mi ricordo ancora il suo fazzoletto, per dire.
Un altro? Quando mi taglio i baffi (non lo faccio spesso) penso a lei. Come mai? Be’ è semplice anche questo. A 11 o 12 anni, non ricordo, mi ero tagliato i peli da adolescente che avevo al posto dei baffi (quelli sarebbero arrivati poi). Di nascosto presi la lametta di mio padre e “zac!” via tutto. I miei non se ne erano accorti o non me lo dicevano per non mettermi in soggezione. Mentre lei, con il suo meraviglioso accento fiorentino: “Oh Andrea ma come stai bene senza quei peli! Quando li ha tagliati? Anche Maurizio dovrebbe farlo”.
Ecco, sono piccole cose, tra tante. Lei era un po’ esagerata in tutto, dalle cose semplici ai momenti più “bui”. E questa caratteristica se l’è ereditata Maurizio, Claudio ha invece preso a piene mani dal babbo.
Potrei ricordare quando, per tornare a parlare con Maurizio che mi aveva (forse giustamente) fatto fuori come amico, chiesi a lei di poter intercedere. Eravamo per strada, sotto la mia ex casa. Piansi tantissimo quel giorno ma dopo poco vidi lei sorridermi dicendo: “Voi due site nati insieme e non vi staccherà mai nessuno, vai da Mauri adesso e fate pace”. Io gli scrissi una lettera chilometrica, ma alla fine bastò un abbraccio e tutto si risolse.
Non vado avanti, perché ho il nodo in gola.
Ricordati di noi Luisa e proteggi i tuoi gioielli dal posto in cui ti trovi. Ci do uno sguardo anche io a Mauri e Claudio. Cadesse il mondo, staremo sempre insieme, a giocare, a ridere e scherzare, come da quel primo istante in cui ci incontrammo.
Arrivederci.

 


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