Il Toro ha vinto sul campo battendo il Milan e non il Parma.

Uefa Europa LeagueIn questi giorni, post sentenza CONI ne ho sentite di tutti i colori.

  • Il Toro non dovrebbe partecipare perché non ha vinto sul campo.
  • Il Parma ha vinto e non è giusto che non partecipi, è uno scandalo!
  • Il Toro non ha vinto sul campo ed è solo un favore a Cairo e un torto agli emiliani.
  • Il Toro sarà spazzato via alle prime partite, quindi che senso ha?
  • Il Parma è stato danneggiato e dovrebbe essere risarcito.
  • Il Toro non dovrebbe accettare di entrare dalla porta di servizio…

…E tante amenità simili.
Ma nessuno, credo, ha dato un’occhiata a cosa dice il Manuale UEFA per la concessione delle licenze e – credo – nessuno ha letto la sentenza del CONI sul ricorso all’Alta Corte del 29 maggio. Io sì.

Il punto è che – a mio avviso – il Toro HA vinto sul campo, semplicemente perché da marzo si sapeva che il Parma NON aveva nessun titolo per partecipare alla selezione UEFA. Va detto che il Parma ha “vinto” sul campo il 6° posto e con merito, ma questo riguarda lo scudetto (che con il 6° posto si può vincere se le prime 5 vengono per esempio inquisite e punite per qualche motivo) e la lotta per la retrocessione, che ovviamente riguarda posizioni ben più basse in classifica. Il Toro è 7°, su questo non piove.

Ma il Parma non aveva – e qui non si spiega la cecità dei media nostrani – nessuna possibilità di giocare per un posto UEFA.

A marzo (non a maggio) alla AS Parma la UEFA non ha concesso la licenza e il CONI ribadisce quello che ai più può sembrare strano, ma è una regola (e noi Italiani siamo ostili alle regole). Lo riporto:

1) Il Manuale UEFA costituisce norma “ad hoc” inderogabile e non annullabile né modificabile né integrabile in alcuna parte, se non ad opera della stessa UEFA che ne ha la titolarità e responsabilità.
2) I criteri contenuti nel “Manuale” ai fini della abilitazione – costituita dalla Licenza UEFA alle squadre che abbiano ottenuto un determinato piazzamento nel campionato nazionale – sono criteri oggettivi e le prescrizioni in essi indicate debbono essere osservate, giacché una sola carenza o ritardo – per quelle indicate con la lettera A), cioè inderogabili – ha come automatica conseguenza l’impossibilità di concedere la Licenza UEFA. Il sistema delle Licenze UEFA, ed il relativo Manuale, sono stati introdotti allo scopo di “integrare, con prescrizioni e requisiti, il dato primario ed incontrovertibile, cioè il risultato sportivo della squadra sui campi da gioco”. Tale sistema, perciò – e a ciò deve limitarsi l’Alta Corte – può confermare oppure cambiare, alla stregua dei criteri del Manuale, il risultato “sportivo”. E in ciò è la rilevanza delle regole UEFA.
3) Ne deriva che il diniego di Licenza UEFA non è una “sanzione”, ma ha un effetto automatico […].

Quindi, da MARZO si sapeva che il Parma non rientrava nei parametri e che non esisteva alcun modo per “ricorrere” per la buona fede nei ritardati pagamenti.

Qui poi si apre un crepaccio senza fine. I mancati pagamenti sono frutto di giochini fiscali, ritardi e mancanza di zelo (cose che al di fuori dei confini nazionali piacciono poco) nella gestione della cosa.

La UEFA ha posto una regola inderogabile. E lo ha fatto con molto anticipo rispetto alla fine dei Campionati per evitare reclami, inciuci, accordi tra le squadre, nell’ottica della massima trasparenza e regolarità. La licenza UEFA è un “sigillo” di regolarità “economica” di tutte le squadre europee.

Nessuno in Italia ha approfondito prima della fine del Campionato, considerando il Parma ancora “in gara” e invece così non era. Il Toro era in gara con il Milan e le altre che poi sono risultate perdenti nella competizione per l’ultimo slot UEFA disponibile.

Soprattutto il Toro gareggiava con altre squadre in possesso della licenza UEFA. Il Parma non ce l’aveva e non poteva ambire a un ripensamento. Il Manuale UEFA non lo prevede. Quindi?

Quindi, visto che non siamo abituati a gestire una decisione dura, ma inderogabile, abbiamo fatto finta di niente, tifosi del Toro compresi e anche addetti ai lavori.
Un delegato UEFA (non trovo più il link all’articolo, chiedo venia) ha detto che aveva allertato mesi fa media e addetti ai lavori nostrani che eravamo evidentemente vittime di quest’informazione distorta e che da marzo il Parma era fuori. In Italia ce ne siamo tutti bellamente fregati.

Ergo. Il Toro ha battuto sul campo il Milan per l’ultimo posto UEFA. Il Parma non era in gara. Punto.

Facciamocene una ragione. Le regole gli altri le scrivono e le applicano. Noi pensiamo che sia sempre corretto farlo.
E questo non favorisce il Torino, favorisce la legalità e il buon senso. Questo suona strano per noi, ma è – inderogabilmente – vero.

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