Duemilaquindici

2015.

Un numero che un po’ spaventa.
Proprio ieri pensavo che 100 anni fa esatti era il 1915.
Fa un po’ impressione. Noi siamo in una grande depressione economica, da ormai più di 5 anni. Nel 1919 ci fu la prima grande depressione dell’era moderna. Ma era anche figlia di una Grande Guerra e foriera di ben più gravi calamità, ovvero la nascita dei Nazionalismi, del Nazismo e il resto lo sappiamo bene.
Nel 1915 l’Europa e mezzo mondo erano da un anno in guerra. Una guerra tremenda, la prima guerra “mondiale”. Tanti popoli, armi micidiali e lunghi anni di stenti e miserie soprattutto in Europa.

Nel 2015 siamo nell’era della Prosperità. Della tecnologia digitale, del “tutto connesso”, della grande “condivisione”. Sappiamo quasi tutto di tutti e conosciamo notizie da ogni dove. La medicina ha fatto passi da gigante, si vive molto di più e in alcuni casi  e in Europa (a parte qualche raro caso) non ci sono guerre da oltre mezzo secolo.

Il discorso sarebbe lungo, lunghissimo.
Ma… c’è un “ma”.
Siamo sicuri sicuri che si viva meglio?
Io in alcuni casi non ne sono così certo. Mi sembra che ci sia molta ricchezza (almeno nella nostra parte di mondo) ma anche molta povertà nella testa, nel cuore.
È come se mancassero gli stimoli per costruire davvero un “mondo nuovo”. È come se fossimo assopiti dal “tanto” che ci circonda.

A volte conviene pensarci: capire se davvero quello che ci circonda – e sono tante cose – sia davvero necessario, sia davvero pensato e nato per farci stare tutti meglio.
Guardando il resto del mondo, mi sembra di no. Ma anche nel nostro qualche dubbio cresce ogni giorno.
Mi sembra che possiamo giocarla meglio questa partita. Essere donne e uomini diversi, con maggiore curiosità, maggiore senso critico e con la capacità di pensare che tutti noi contribuiamo a rendere davvero speciale la nostra vita e quella degli altri.

Be’ questo quindi è una specie di augurio per tutti i lettori di questo piccolo blog:
che siate in grado di dare un po’ di più a voi stessi (magari del tempo per stare con chi vi vuole bene e meno connessi a tecnologie e diavolerie varie) e soprattutto agli altri, anche quando gli altri – magari perché ormai sconsolati e disillusi – non hanno più la forza neanche di chiedere aiuto.

Buon anno a tutti.

 

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