Io un curriculum lo mando, non so voi…

TRISTAN da CUNHA

Cercano un agricoltore tutto fare nella più remota isola del mondo (più o meno a metà strada tra Sud Africa e Uruguay). È inglese ma un pochetto isolata.
C’è da rendere indipendente questa isoletta dal punto di vista alimentare. Mangiano solo patate e aragoste, aragoste e patate. Poverelli.
Io ho piantato tanto basilico, pomodori e insalata sul terrazzo in questi ultimi dieci anni, mi sento pienamente qualificato.
In ogni caso al massimo gli rifaccio il sito web, che ne han davvero tanto bisogno.
Io un CV l’ho mandato, vedete voi…

(Hanno anche un pub, un bar, un museo, una piscina, una sala da ballo e un ufficio postale e di sicuro la rete più veloce della nostra)

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Wunderland e Google

Quando uno vede queste cose come fa a non dire “Ooooh! che meraviglia.”?
E come non rimanere basiti dall’idea di Google? Siamo ai limiti dell’incredibile.

Dove? Ovviamente sulle Google Maps (per cui confesso da sempre di avere un debole).

Buona visione.

“Tutti a bordo e il gioco è fatto in un’avventura con Street View attraverso il Miniatur Wunderland, il più grande plastico ferroviario del mondo. Ora l’esperienza prevede il primo mini-Streetview nelle strade delle repliche di Amburgo, della Baviera, della Scandinavia, dell’America e di molti altri paesi e città”

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Natale è una festa cristiana ma la scuola è un luogo laico.

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Il Natale è una festa cristiana.
Forse, senza nulla togliere ad altre ricorrenze, è LA Festività cristiana per antonomasia.
La festeggiano coloro che vogliono ricordare simbolicamente la nascita di Gesù, ogni anno, il 25 di dicembre, dal 300 circa d.C.
Non lo festeggiano tutti nel mondo, ma va ricordato che i Cristiani sono la maggioranza in numerose nazioni e anche a livello globale.
In ogni caso, per tante persone nel mondo (anche non cattolici o “cristiani” in generale), è una festa. I simboli (Babbo Natale / Santa Claus in primis) sono stati assorbiti anche da altre culture, perdendo molti dei loro significati religiosi.
Molto spesso, infatti, ai giorni nostri, questi simboli hanno un valore per lo più commerciale. Ci ricordano che in circa 15/20 giorni dobbiamo provvedere (spesso in modo concitato) ad acquistare qualcosa per fare un regalo ai nostri amici e ai nostri cari. Questa usanza del dono (che – ahimè – surclassa di certo ogni altro rituale religioso) è stata portata avanti dal mondo del business, dal cinema, dalla letteratura e della cultura popolare in generale. Il mito di Babbo Natale/Santa Claus/Nonno Gelo/San Nicola è diventato ormai un contenitore in grado di assorbire tanti altri simboli, altri valori, altre usanze. Albero e Babbo Natale vincono un po’ ovunque. Il Presepe, i canti, le usanze religiose, le preghiere e quant’altro invece sono passati in secondo piano. Diciamo che il lato “religioso” di questa festa si è nel tempo molto indebolito, quasi annacquato. Con “poca” pace del clero e di tutto il mondo dei credenti “doc”.

In ogni caso, il 25 dicembre (data presa a prestito a quanto pare dagli antichi Romani e dalla loro festa per la nascita del Sole) è una festività religiosa Cristiana. Le altre religioni non la festeggiano.

Nella scuola italiana, laica per definizione e per legge, non si dovrebbero celebrare feste religiose di nessun tipo.
Il fatto che la nostra Nazione, come molte altre, abbia anche dei giorni di festa (non si lavora, non si va a scuola) nel calendario, non giustifica in alcun modo che in una scuola italiana si pensi di poter cantare canti religiosi e/o effettuare visite di prelati, vescovi o quant’altro.

Io sono cattolico e credente e penso che la scuola debba essere off-limit per la religione. Nessun crocifisso, nessun simbolo, nessun legame con la Fede. Fosse per me non ci sarebbe neanche l’ora di Religione. Noi non preserviamo le nostre tradizioni se investiamo un’istituzione “laica” con simboli e ricorrenze religiosi e confondere i due mondi non è una conquista, è un regresso.

Detto questo, i ragazzi che frequentano un istituto italiano pubblico non devono subire nessuna forma di sensibilizzazione verso festività religiose, siano esse vicine oppure lontane da loro. Va anche detto che, molto spesso, anche i non credenti festeggiano il Natale o la Pasqua, ma si tratta di un festeggiamento che ha molte similitudini con altre feste ormai “classiche”, diventate quasi laiche, come il tanto odiato/amato Halloween. Persino in Giappone si festeggia il Natale, ma

In sostanza: festeggiamo nella scuola le ricorrenze civili (ne abbiamo tante) e festeggiamo fuori dalla scuola tutto quello che vogliamo, anche la nascita del primo Puffo o l’uscita del primo album di Gigi D’Alessio.

Ma come? Neanche un babbino Natale di carta? Neanche un alberello? Manco un Presepe?
No. Nulla di tutto ciò. E non (solo) perché ci sono anche ragazzi di (molte) altre religioni ma perché la scuola non è il posto giusto.

Quando avremo capito tutto questo saremo tutti più civili e più contenti.

Punto.

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