Io voterò PD perché…

Ottimo post, che non posso non condividere completamente. Grazie a Marco F. per la segnalazione su FB di oggi.

Io alle Europee voterò il Partito Democratico.

Perché parla di Europa, delle sue opportunità e dei modi per migliorarla, invece che parlare di come uscirne.

Perché ho due figli che saranno europei e italiani allo stesso tempo, e desidero che abbiano la possibilità di vivere in una grande unione di stati e non in un piccolo Paese preda dell’inflazione.

Perché l’Europa divisa ha prodotto le guerre e il nazismo, e io ho ascoltato bene i miei nonni raccontarmi quei tempi.

Perché chi addossa tutte le responsabilità della crisi all’Europa, mente: la nostra crisi ha radici lontane, e uscire oggi dall’Europa vorrebbe dire la rovina per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.

Perché uscendo dall’Europa abbandoneremmo l’unico appiglio che abbiamo, e ci sfracelleremmo nella crisi più grande degli ultimi secoli.

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Innovazione in salsa italiana

innovazioneIn Italia vogliamo mettere fuori legge UBER, Booking.com e Expedia.
I primo preso d’attacco da Maroni e altri del PDL, qualche giorno fa. I secondi a quanto pare direttamente da Renzi ieri. Quindi una sfida bipartisan contro alcuni dei servizi 2.0 più innovativi.

I politici nostrani considerano innovazione i #selfie e tutto il resto un pericolo incombente.

Vediamo le motivazioni:

Uber: costringe la casta del tassisti ad abbassare i prezzi e ad avere una concorrenza privata su un servizio pubblico (in mano a privati). Ah ecco.

Booking.com: costringerebbe gli alberghi e le altre strutture in Italia a fornire camere a prezzi “normali” e fattura all’estero (creando un buco alla nostra Agenzia per le Entrate).

Expedia (il più vecchio e anche il meno 2.0): costringerebbe le compagnie di bandiera a fare tariffe low cost sempre fatturando all’estero.

Commenti? (ce n’è davvero bisogno?).

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Far sì che le cose accadano.

rifletterePiù passano gli anni, più mi rendo conto che nella vita non esiste fortuna o sfortuna, esistono catene di eventi che uno può o non può prevedere. Si manifestano però, in genere, due condizioni. O uno aspetta e spera che non gli accada nulla di male o uno si prepara per ogni evenienza sperando di essere sempre all’altezza della situazione. Forse io faccio parte più del secondo fronte (e da qui derivano le mie famose “ansie”). Il fronte di chi pensa sempre – o quasi – che l’unica condizione possibile sia essere sempre pronti, in modo sufficiente, secondo le proprie forze e capacità del momento, a gestire le situazioni.

Poi c’è un’altra strategia, che a volte riesco a portare avanti e a volte no: far sì che le cose accadano.
E quando ci riesco mi sento bene. Decisamente bene.

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