Tornare indietro

evoluzione umanaQualche giorno fa, dopo il piccolo black-out che ha colpito Torino e il blocco della rete Wind, mi sono chiesto cosa sarebbe di noi se non ci fossero gran parte delle tecnologie che conosciamo, se per qualche inatteso motivo, alcune cose non funzionassero più. Banalmente se non ci fosse l’energia elettrica per un lungo periodo o l’acqua o il gas nelle nostra abitazioni.
Saremmo in grado di sopravvivere? Saremmo in grado di improvvisare nuove soluzioni? Nel breve tempo, prima di sommosse e disastri sociali e economici di vario tipo?

Ulteriori riflessioni sono nate quando ho visto i video qui sotto (al fondo del post).
L’ingegno e la fisica ormai sono in grado di aiutare, anche quando sembrerebbe impossibile trovare una soluzione. Film e serie TV si sono cimentate con l’argomento, ma a me piace pensare che i miei nonni in Veneto, non tanti anni fa, non abituati a gestire aspetti tecnologici complessi, anche solo gas e luce per intenderci, se la cavavano più che bene. Il riscaldamento degli ambienti o del cibo, i mezzi di trasporto, le comunicazioni. I cibi si conservavano in frigo, ma non solo. La luce era preziosa ma andavano usati anche mezzi alternativi (le candele, le lampade), l’orto era dietro casa e forniva cibo per sfamarsi e per produrre piccole eccedenze da scambiare con altri beni con i vicini. Si muovevano in bicicletta sempre e le telefonate erano un’anomalia gestita con parsimonia. Mio nonno paterno scambiava scope in saggina con altri beni e riparava biciclette da corsa e piccole barche, in cambio di altri servizi e qualche lira.

Lo so che detto da me pare un paradosso, ma la tecnologia secondo me non sempre aiuta.
In ambiti vari come la medicina, l’igiene, l’istruzione, il risparmio energetico sicuramente, ma sarebbe bello ripartire da zero e vedere se saremmo in grado di evolverci o involverci.

Date un occhio a questi video e poi se volete ne parliamo…

Forse bisognerebbe tornare indietro (non di molto), per poter andare avanti.

https://www.youtube.com/watch?v=XAsBwKKdNwI

 

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Il Toro ha vinto sul campo battendo il Milan e non il Parma.

Uefa Europa LeagueIn questi giorni, post sentenza CONI ne ho sentite di tutti i colori.

  • Il Toro non dovrebbe partecipare perché non ha vinto sul campo.
  • Il Parma ha vinto e non è giusto che non partecipi, è uno scandalo!
  • Il Toro non ha vinto sul campo ed è solo un favore a Cairo e un torto agli emiliani.
  • Il Toro sarà spazzato via alle prime partite, quindi che senso ha?
  • Il Parma è stato danneggiato e dovrebbe essere risarcito.
  • Il Toro non dovrebbe accettare di entrare dalla porta di servizio…

…E tante amenità simili.
Ma nessuno, credo, ha dato un’occhiata a cosa dice il Manuale UEFA per la concessione delle licenze e – credo – nessuno ha letto la sentenza del CONI sul ricorso all’Alta Corte del 29 maggio. Io sì.

Il punto è che – a mio avviso – il Toro HA vinto sul campo, semplicemente perché da marzo si sapeva che il Parma NON aveva nessun titolo per partecipare alla selezione UEFA. Va detto che il Parma ha “vinto” sul campo il 6° posto e con merito, ma questo riguarda lo scudetto (che con il 6° posto si può vincere se le prime 5 vengono per esempio inquisite e punite per qualche motivo) e la lotta per la retrocessione, che ovviamente riguarda posizioni ben più basse in classifica. Il Toro è 7°, su questo non piove.

Ma il Parma non aveva – e qui non si spiega la cecità dei media nostrani – nessuna possibilità di giocare per un posto UEFA.

A marzo (non a maggio) alla AS Parma la UEFA non ha concesso la licenza e il CONI ribadisce quello che ai più può sembrare strano, ma è una regola (e noi Italiani siamo ostili alle regole). Lo riporto:

1) Il Manuale UEFA costituisce norma “ad hoc” inderogabile e non annullabile né modificabile né integrabile in alcuna parte, se non ad opera della stessa UEFA che ne ha la titolarità e responsabilità.
2) I criteri contenuti nel “Manuale” ai fini della abilitazione – costituita dalla Licenza UEFA alle squadre che abbiano ottenuto un determinato piazzamento nel campionato nazionale – sono criteri oggettivi e le prescrizioni in essi indicate debbono essere osservate, giacché una sola carenza o ritardo – per quelle indicate con la lettera A), cioè inderogabili – ha come automatica conseguenza l’impossibilità di concedere la Licenza UEFA. Il sistema delle Licenze UEFA, ed il relativo Manuale, sono stati introdotti allo scopo di “integrare, con prescrizioni e requisiti, il dato primario ed incontrovertibile, cioè il risultato sportivo della squadra sui campi da gioco”. Tale sistema, perciò – e a ciò deve limitarsi l’Alta Corte – può confermare oppure cambiare, alla stregua dei criteri del Manuale, il risultato “sportivo”. E in ciò è la rilevanza delle regole UEFA.
3) Ne deriva che il diniego di Licenza UEFA non è una “sanzione”, ma ha un effetto automatico […].

Quindi, da MARZO si sapeva che il Parma non rientrava nei parametri e che non esisteva alcun modo per “ricorrere” per la buona fede nei ritardati pagamenti.

Qui poi si apre un crepaccio senza fine. I mancati pagamenti sono frutto di giochini fiscali, ritardi e mancanza di zelo (cose che al di fuori dei confini nazionali piacciono poco) nella gestione della cosa.

La UEFA ha posto una regola inderogabile. E lo ha fatto con molto anticipo rispetto alla fine dei Campionati per evitare reclami, inciuci, accordi tra le squadre, nell’ottica della massima trasparenza e regolarità. La licenza UEFA è un “sigillo” di regolarità “economica” di tutte le squadre europee.

Nessuno in Italia ha approfondito prima della fine del Campionato, considerando il Parma ancora “in gara” e invece così non era. Il Toro era in gara con il Milan e le altre che poi sono risultate perdenti nella competizione per l’ultimo slot UEFA disponibile.

Soprattutto il Toro gareggiava con altre squadre in possesso della licenza UEFA. Il Parma non ce l’aveva e non poteva ambire a un ripensamento. Il Manuale UEFA non lo prevede. Quindi?

Quindi, visto che non siamo abituati a gestire una decisione dura, ma inderogabile, abbiamo fatto finta di niente, tifosi del Toro compresi e anche addetti ai lavori.
Un delegato UEFA (non trovo più il link all’articolo, chiedo venia) ha detto che aveva allertato mesi fa media e addetti ai lavori nostrani che eravamo evidentemente vittime di quest’informazione distorta e che da marzo il Parma era fuori. In Italia ce ne siamo tutti bellamente fregati.

Ergo. Il Toro ha battuto sul campo il Milan per l’ultimo posto UEFA. Il Parma non era in gara. Punto.

Facciamocene una ragione. Le regole gli altri le scrivono e le applicano. Noi pensiamo che sia sempre corretto farlo.
E questo non favorisce il Torino, favorisce la legalità e il buon senso. Questo suona strano per noi, ma è – inderogabilmente – vero.

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Votate contro il populismo, votate bene… Votate.

bandiera_rossa_800_800Chi mi conosce lo sa, ho una forte passione per la politica, quella buona, quella vicina alla gente, quella che risolve i problemi, fa poco chiasso e si dà da fare. Ho sempre pensato che la buona politica esista e che ci siano partiti che pensano al bene dello Stato e dei suoi cittadini e partiti che pensano solo al bene dei loro leader e al bene di pochi eletti (sia eletti in senso elettorale sia “eletti” in senso economico e sociale). Non ho mai fatto il politico e non ho aspirazioni in tal senso. La politica è un impegno, richiede tempo, preparazione e soprattutto professionalità. Non è figlia della improvvisazione, delle mera protesta, del voto dato a caso. Al di là di tutti gli stereotipi e di tutti i problemi del nostro paese ho sempre pensato che non sia tutto da rottamare, al massimo da far evolvere e pochi partiti sono stati in grado di iniziare questo percorso, che è difficile e non sempre facile da tracciare. Pochi partiti, in mezzo a mille problemi, spesso dettati da mancanza di leader o da idee confuse figlie di uno spirito nazionale spesso inficiato da personalismi, correnti, delinquenza e pressappochismo.
Il Partito Democratico è figlio di questo percorso, nato dalla confluenza di sinistra democratica e moderati. Non è la perfezione (quale partito al mondo lo è?), ma è un movimento legato al territorio e fatto di tanta storia e di molte buone idee per il futuro.

Io sono sempre stato di sinistra e nei suoi valori mi riconoscevo e mi riconosco pienamente. Non penso che dire che non esistano più le ideologie corrisponda al vero. Come non penso che tutto sia nero o tutto sia bianco. Anche nella sinistra abbiamo avuto casi di cattiva politica e anche nei valori della sinistra ci sono stati momenti di forte staticità, che mal si coniugava con un mondo che va veloce e non fa sconti, soprattutto a livello sociale ed economico e con un partito che è per sua natura stesso “progressista” e democratico.

Io questo weekend voterò per l’Europa (non per fini politici nazionali) perché credo che l’Europa sia il nostro futuro (Euro compreso). Penso che dar forza a un movimento politico europeo di sinistra sia cosa buona a discapito di populismi, nuove destre e fascismi vari. E’ un voto che va a chi andrà nel parlamento europeo per contare, non per intascare la diaria o dire che tutti sono “marci” e che non vale la pena dialogare (perché partecipi al gioco democratico se poi dici che gli avversari non sono degni neanche di esistere?).

Io questo weekend voterò per la mia Regione, il Piemonte, per uscire dalla vergogna di un governo illegale guidato da Cota e dalla destra e ridare alla mia regione una guida seria, corretta e che rispetti anche le minoranze. Cota è caduto grazie a politici di sinistra, la Bresso, Placido e non all’azione sterile di Bono e dei suoi inutili compari grillini. Chiamparino è una persona seria e la sua squadra è formata da persone che meritano fiducia. Almeno lui ha un programma.

Non voterò per leader populisti che non sanno dove sta di casa il buon senso e il bene comune e che sanno solo urlare pensando che parlare ad alta voce sia l’unico modo per incastonare nella testa della gente pensieri e idee che, se analizzate anche da un bimbo delle medie, crollano in modo inesorabile.

Io penso che dare il potere ai Grillini sia un errore, grave e assolutamente evitabile.
Penso che il loro leader, il comico Grillo e il loro ideologo, l’oscuro Casaleggio, abbiano pianificato a tavolino come intercettare il malcontento e i votanti della destra in diaspora e della sinistra (pochi) che – senza tanti pensieri – vogliono ascoltare le cose che vorrebbero sentirsi dire (in modo da lavarsi anche la loro coscienza e pensare che un leader forte sia la soluzione per tutti i mali del “loro” mondo).

Siamo tutti colpevoli e siamo tutti innocenti? No.
Non è vero. E’ colpevole chi vota male e poi si lamenta che la politica è una merda e che la colpa è sempre degli altri, senza sapere come vanno le cose e ascoltando solo gli slogan, che come nel caso del M5S, sono retaggio di un passato fatto di menzogne e frasi a effetto, per lo più urlate e mischiate con insulti. Esattamente quello che un politico non dovrebbe fare, esattamente come è iniziato il fenomeno Lega nel nostro recente passato e esattamente come è iniziato il fascismo in Italia, il Nazismo in Germania e il potere dei “generali” in varie parti del mondo. Non c’è alcuna differenza. La strategia è semplice e da risultati quasi immediati.

L’obiettivo sono i “delusi” (ma colpevoli perché non muovono mai un dito e neanche si informano). Sono quelli che non votano mai (ma perché non lo facevano prima?). E sono i reduci della destra o gli infiltrati, che in un Movimento fintamente nato dal basso e governato da un solo padre padrone, possono giocare la loro partita quasi indisturbati.

Neanche la destra e Berlusconi hanno mai osato toccare i padri della destra e le vecchie abitudini e “valori forti” a essi legate. Abbiamo sentito parlare da Grillo di Hitler, di Tribunali del Popolo, di gogna per politici e giornalisti, di olio di ricino. Se non è un linguaggio di destra questo cosa è?

L’incitazione all’odio e al “tutti sono uguali, eliminiamoli” non è un bel presagio. Non è una bella premessa per ridare fiducia a un popolo e a tutti (TUTTI) i suoi cittadini.

Voto per un partito che può andare in Europa e dire la sua dentro al gruppo del PSE e voto per il PD regionale che ha saputo contrastare il malaffare della destra e di Cota sapendo frenare le derive destraiole della nostra bella regione.

Vi invito a fare altrettanto. Oppure a non votare per chi dice solo balle (facilmente smascherabili, basta informarsi), urla e non rispetta gli avversari. Vi invito caldamente a pensarci bene. Informatevi e leggete, non agite d’impulso. La protesta è corretta, se è fine a sé stessa è solo protesta. Nulla più.

Buon voto a tutti.

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Io voterò PD perché…

Ottimo post, che non posso non condividere completamente. Grazie a Marco F. per la segnalazione su FB di oggi.

Io alle Europee voterò il Partito Democratico.

Perché parla di Europa, delle sue opportunità e dei modi per migliorarla, invece che parlare di come uscirne.

Perché ho due figli che saranno europei e italiani allo stesso tempo, e desidero che abbiano la possibilità di vivere in una grande unione di stati e non in un piccolo Paese preda dell’inflazione.

Perché l’Europa divisa ha prodotto le guerre e il nazismo, e io ho ascoltato bene i miei nonni raccontarmi quei tempi.

Perché chi addossa tutte le responsabilità della crisi all’Europa, mente: la nostra crisi ha radici lontane, e uscire oggi dall’Europa vorrebbe dire la rovina per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.

Perché uscendo dall’Europa abbandoneremmo l’unico appiglio che abbiamo, e ci sfracelleremmo nella crisi più grande degli ultimi secoli.

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Innovazione in salsa italiana

innovazioneIn Italia vogliamo mettere fuori legge UBER, Booking.com e Expedia.
I primo preso d’attacco da Maroni e altri del PDL, qualche giorno fa. I secondi a quanto pare direttamente da Renzi ieri. Quindi una sfida bipartisan contro alcuni dei servizi 2.0 più innovativi.

I politici nostrani considerano innovazione i #selfie e tutto il resto un pericolo incombente.

Vediamo le motivazioni:

Uber: costringe la casta del tassisti ad abbassare i prezzi e ad avere una concorrenza privata su un servizio pubblico (in mano a privati). Ah ecco.

Booking.com: costringerebbe gli alberghi e le altre strutture in Italia a fornire camere a prezzi “normali” e fattura all’estero (creando un buco alla nostra Agenzia per le Entrate).

Expedia (il più vecchio e anche il meno 2.0): costringerebbe le compagnie di bandiera a fare tariffe low cost sempre fatturando all’estero.

Commenti? (ce n’è davvero bisogno?).

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