Primo agosto…

Lasciata la nonna e salutato l’orto ci si avventurava per la strada del mare. Sapore di anguria, il fresco degli alberi, il sole che faceva capolino e la voglia di vedere la spiaggia, bianca, sterminata e gli ombrelloni blu e azzurri mossi dal vento. Là in fondo il mare blu, calmo. Piatto.

Si arrivava al tardo pomeriggio. Il tempo di andare in spiaggia a cercare amici e parenti e prenotare l’ombrellone. Il Clodia sempre uguale. La vernice sulle sdraio blu data da poco. I bagnini già molto abbronzati e sempre scontrosi.
Si scaricava l’auto. Si saliva in casa e si aprivano le finestre per togliere l’odore di chiuso. In pochi secondi entrava il profumo di salsedine.
La voglia di scendere e giocare. Di inforcare la bicicletta e andare.
Il papà e la mamma in agitazione, poco tempo per pensare alla cena.
La zia proponeva la solita pizza. Proposta accettata.

Calava la sera.
Le luci sul lungomare, uno spettacolo.
Le voci che arrivano dalle signore con le loro poltroncine a bordo strada. Il profumo dell’estate nell’aria. Sa di creme abbronzanti, di bomboloni, pizza e gelato.

Era il mio mare.
Era il mio primo agosto.

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