Si ricomincia

Domani inizia un pezzo nuovo della mia vita (professionale e umana).
Si ricomincia. Un nuovo lavoro, nuovi amici, nuovi stimoli.
L’ho già fatto molte volte e alla fine mi sono sempre sentito più ricco.
“Always on the move”, come si diceva da queste parti qualche tempo fa.

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Il tempo delle mele

(lo so il titolo è un pochetto imbarazzante, ma non mi veniva altro)

Oggi ci sarà la presentazione di qualcosa.
Lo zio Steve ha già detto che si tratta di qualcosa di “importante”.
Noi non dubitiamo. Sappiamo che la Apple, con i suoi mille difetti, ha la capacità di destare in alcuni cuori (sempre di più) una passione, a tratti, mi rendo conto, un po’ esagerata e a volte razionalmente ingiustificata.
Ma sempre di passione si tratta. Una come tante.
E’ come se zio Steve dall’alto dei suoi milioni di dollari e dei suoi mega profitti sia in grado di dare “anima” a tecnologie e apparecchi nati senz’anima. Con il tocco di Steve tutto diventa “diverso”, ultimamente anche molto “trandy”, e non dubitiamo che stasera, qualunque sia la novità, rimarremo con il fiato sospeso in attesa di una magia.
E’ questo il paradosso. Assimilare la tecnologia allo spirito, alla passione, alle cose dotate di “anima”. E’ quasi un gioco, ma per molti è una cosa molto seria. C’è da dire che questo gioco a molti competitor di casa Apple non piace molto. Nessuno riesce a competere, da un bel po’ di anni e, a dispetto di piani marketing e di favole tecnologiche anche molto concrete, nessuno riesce a eguagliare il successo dei prodotti della mela.
Centinaia di telefoni fanno il verso all’iPhone, ma nessuno, neanche tra i più dotati tecnologicamente, vince.
L’AppStore è pieno di applicazioni e nessuno riesce a contrastarne il successo (con 3 miliardi di download ad oggi). Tutte le prove dei competitor (OVI compreso) sono lontane mille miglia.
E la lista potrebbe continuare parecchio.
Quindi stasera, con il fiato sospeso, ci aspettiamo un nuovo colpo di marketing mascherato da favola felice.
Come sarà il nuovo iCoso non si sa, l’unica cosa che sappiamo è che sarà sufficientemente “innovativo” da far parlare di se per molto tempo.
Le favole allietano la vita e non fanno male a nessuno. Se non ai poveri competitor della casa di Cupertino, che già si preparano a rincorrere.

Quindi alle 19 ora italiana sapremo quanto erano realistici i rumors. Io non ci sarò… Qualche simpaticone ha deciso che stasera a quell’ora c’è un’assemblea di condominio… Che dolore!

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iMussolini

L’applicazione iMussolini su iPhone è un insulto alla storia e all’intelligenza. Perchè Apple ha accettato un’applicazione nata apposta per diventare il gadget digitale di nostalgici e neo fascisti? Che idiozia.

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iSlate

No, non c’è nessuna curiosità. Qui in casa Axell ce ne sbattiamo del prossimo keynote di Steve Jobs.
Non ci interessa sapere nulla del piccolo iSlate. No, no. Non c’è nessuna frenesia. Solo l’ennesimo oggetto di culto, super figo e trendy di casa Apple. Cosa sarà mai?
No. A noi non interessa per niente sapere cosa dirà Steve tra qualche giorno.
(ma cosa è questo liquido che mi esce dalla bocca? Saliva? Bava?…)

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Insonnia del leader

C’è una frase che non lo fa dormire.
E’ scritta a caratteri cubitali in quei posti dove non vuole entrare.
La sentiva già da bambino, quando studiava come incasinare la vita al prossimo e già lo faceva star male.
Quella frase lo manda in confusione. La detesta. Non la sopporta.
Eppure prima o poi dovrà farsene una ragione.
Forse. Speriamo.
Non è che poi sia una frase tanto vera e non ci ha mai creduto nessuno fino in fondo, ma visto che è su tutte le pareti delle nostre aule di giustizia almeno cerchiamo di rispettarla. Un po’.
La legge è uguale per tutti.
E lui non dorme.

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Craxi

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Il diario dei media italiano è piuttosto prevedibile e anche abbastanza monotono. E’ quasi sempre contraddistinto o dall’inutilità delle notizie in circolazione, o dal tentativo di terrorizzare in qualche modo i cittadini oppure, e questo è il caso di questi giorni, da un forcing mirato e non casuale legato a ristabilire “verità” di parte e idee che con la storia “vera” hanno poco a che fare.
Si è parlato per giorni di Influenza A e di tutte le decine di morti che questa avrebbe provocato. Si è parlato di freddo, di ghiaccio, di maltempo e ora tocca a Craxi, l’ex leader socialista morto in Tunisia non in esilio, come diceva lui, ma semplicemente da latitante (anche se tutti sapevano dove fosse domiciliato).

Vogliono riabilitare lo statista che di fatto ha dato l’avvio all’era Berlusconi. Il PdL vuole ricordare un suo “padre” dopo 10 anni dalla morte. E vuole che il solo ricordo con la scusa del tempo che passa e del perdono democratico sia un espediente per dichiarare l’esistenza di passate ingiustizie giudiziarie e cose simili.
Io non ho opinioni lapidarie, dico solo che vanno esaltati gli eroi di questa Nazione (e sono tanti, soprattutto quelli quasi sconosciuti) e non i personaggi che si sono macchiati di crimini vari, sia in modo diretto, sia in modo indiretto. La legge è la base di uno Stato, le condanne come le assoluzioni fanno parte del gioco spesso amaro della democrazia.
Sento esponenti della destra (Cicchitto ad esempio) dire che con questo anniversario si deve chiudere un periodo di odio (portato avanti soprattutto dalla sinistra) che ha ammorbato la vita politica degli ultimi dieci anni.
Io ricordo solo che un’intera classe politica per 20 anni si è arricchita alle spalle degli italiani e che gli amici e collaboratori del leader socialista hanno confessato e pianto davanti ai magistrati per furti che sono scritti e raccontati in decine di migliaia di pagine di documenti giudiziari. Non dimentichiamolo. Non si tratta di clima dell’odio e neanche di giustizialismo, si tratta di ricordare la legge e la verità storica. E in questo caso non si può neanche dire che la storia la scrivono i vincitori, al governo ci sono i figli del Craxismo, purtroppo.

Tutto il resto sono chiacchiere e retorica e la frase “tanto tutti rubavano” va bene per le discussioni da bar, non va bene per scrivere i libri di storia.

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